Juventus

    Il ritorno al successo

    Con il suo arrivo Andrea Agnelli porta cambiamenti profondi in società, rinnovando la struttura dirigenziale e chiamando a dirigere l’area sportiva Giuseppe Marotta, che diventerà anche amministratore delegato. Dopo una prima stagione di assestamento, la Juve è pronta per tornare ai vertici. 

    Per l’annata 2011/12 la squadra è affidata a una bandiera bianconera, Antonio Conte, e dal mercato estivo arrivano nomi importanti, come Lichtsteiner, Vucinic, Vidal e, soprattutto, Andrea Pirlo. Nonostante gli acquisti però i favori del pronostico vanno ad altre squadre, Milan in testa, ma sin dalle prime giornate si intuisce che qualcosa è cambiato rispetto agli anni precedenti.

    Innanzi tutto lo stadio: i bianconeri ora hanno una casa tutta loro, lo Juventus Stadium. Un gioiello di modernità, nel quale il pubblico, a ridosso del campo, diventa davvero il 12° uomo. E poi il gioco: Conte riesce a dare ai suoi uomini aggressività e qualità, coniugando spettacolo e risultati. La Juve marcia spedita e non si ferma. Mai. Chiude il campionato imbattuta, trionfa vincendo lo scudetto per la trentesima volta e capitan Del Piero chiude la sua fantastica avventura in bianconero, alzando al cielo l’ennesima coppa. 

    La società intanto continua a mietere successi anche fuori dal campo. Viene lanciato, per la stagione successiva, il Liceo Juventus: un progetto innovativo, riservato ai ragazzi del Settore Giovanili, per permettere loro di conciliare al meglio gli impegni sportivi e le esigenze scolastiche. E poi ecco il J-Museum, che viene inaugurato pochi giorni dopo la conquista del tricolore, e che, sorgendo a fianco della stadio, crea un ideale filo conduttore tra una straordinaria storia già vissuta e una leggenda ancora tutta da scrivere.

    Conte e i suoi uomini centrano anche la finale di Coppa Italia, dove si arrendono al Napoli, ma si riscattano neanche due mesi dopo, quando a Pechino, proprio contro i partenopei, vincono la Supercoppa Italiana

    E' il primo successo della nuova stagione che vedrà i bianconeri tornare a confrontarsi con le grandi d’Europa, arrivando sino ai quarti di Champions League, e soprattutto centrare il secondo scudetto consecutivo, arrivato con tre turni di anticipo dopo una cavalcata trionfale, condotta in testa dalla prima all’ultima giornata.
     

    Trionfale è anche la marcia della stagione successiva: ad agosto arriva un'altra Supercoppa italiana e alla fine del campionato la Juve è ancora davanti a tutti. E' il terzo tricolore consecutivo, non accadeva dai tempi del Quinquennio. A rendere il successo ancora più esaltante contribuiscono i numeri impressionanti ottenuti dagli uomini di Conte, a cominciare dai 102 punti ottenuti. E' la stagione dei record.

    Quella successiva non è da meno. La rosa è rinforzata dagli arrivi tra gli altri, di Patrice Evra. Roberto Pereyra e Alvaro Morata. Alla guida non c'è più Conte, bensì Massimiliano Allegri, che compie un lavoro straordinario, perfezionando ulteriormente una macchina già oliata. La sua Juve non si ferma, in nessuna competizione: il campionato è vinto staccando la Roma di diciassette punti ed è il quarto scudetto consecutivo. Ma non basta: il 20 maggio 2015 arriva anche la decima Coppa Italia della storia. La Lazio è battuta in finale all'Olimpico, anche se il vero capolavoro i bianconeri lo realizzano in semifinale, andando a vincere 3-0 all'Artemio Franchi contro la Fiorentina e ribaltano così la sconfitta per 2-1 subita nella partita di andata. Se si parla di capolavori però, si deve necessariamente guardare alla Champions League: la Juve supera la fase a gironi come seconda classificata, dietro all'Atletico Madrid e davanti a Olympiacos e Malmoe. Negli ottavi strapazza il Borussia Dortmund (2-1 a Torino, 3-0 in Germania), quindi nei quarti elimina il Monaco. La semifinale mette i bianconeri di fronte al Real Madrid, che parte favorito, ma che viene battuto 2-1 allo Stadium e fermato sull'1-1 al Bernabeu. È finale. Si gioca a Berlino, il 6 giugno e qui ha la meglio il Barcellona di Messi. Ma la Juve esce a testa altissima


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