Juventus

    Scudetto 1974-75

    Sulla panchina juventina torna a sedersi, dopo quindici anni, Carletto Parola, l'uomo della mitica rovesciata. I nuovi in campo si chiamano Damiani e Scirea, che ha ereditato la maglia di Salvadore. E' un campionato esemplare, quasi senza sussulti. Dopo una sconfitta nella prima giornata a Bologna, la squadra scatena gli estri dei suoi campioni e dilaga. Già alla seconda giornata, mette sotto il Milan con reti di Bettega e Anastasi. Una goleada all’Ascoli (4-0) fa da prologo ad altre tre vittorie consecutive, culminanti nell’1-0 di San Siro a spese dell’Inter, con gol-partita di Capello. Solo il Napoli resiste nella scia dei bianconeri.

    Ma il 15 dicembre '74, a Fuorigrotta, si capisce che non c'è Napoli che tenga: la Juve vince giocando a tennis, 6-2, e ridimensiona i prematuri entusiasmi dei partenopei. E’ una partita-capolavoro, quella dei bianconeri, che mandano in gol tutti gli uomini della prima linea, con Altafini autore di una doppietta. C’è un intoppo il 5 gennaio, sul campo della Lazio, che si impone di misura (1-0) con una autorete di Scirea. Ma la reazione è veemente quanto immediata e culmina, il 5 febbraio, nella vittoria-chiave sul Milan a San Siro. Altro stop all’Olimpico giallorosso in marzo, ma i danni sono limitati. Cuccureddu affonda l’Inter al Comunale con una punizione delle sue, il 23 marzo, e sembra fatta. Non è ancora così.

    Il derby esalta la rimonta del Torino, che s’impone nel finale per 3-2, proprio alla vigilia del match di ritorno con il Napoli, secondo ma non rassegnato. E’ il 6 aprile. Segna Causio, pareggia Juliano, gli azzurri tentano il tutto per tutto ma trovano sulla loro strada Altafini. Inizialmente in panchina, Josè si scrolla di dosso la ruggine e risolve nel finale con un colpetto da opportunista. Juve batte Napoli 2 a 1, scudetto a un passo. Ma c’è ancora da soffrire un po’ prima della festa. 13 aprile, a Cagliari si rischia dopo l’autorete iniziale di Morini e ci vuole un altro gol di Altafini per uscire indenni. Il 27 aprile a Torino, la Lazio oppone tenace resistenza fin quasi alla fine, ma poi Anastasi la sbriciola in cinque minuti, mettendo a segno una sensazionale tripletta (4-0). Lo scudetto matematico, complice uno scivolone alla penultima giornata in quel di Firenze, arriva solo all’ultima, ma è festa totale, senza patemi. 18 maggio: Juve-Vicenza 5-0. Lo scudetto di Parola ha il contributo in reti di un po’ tutti, da Anastasi a Damiani, da Altafini a Bettega. Il Napoli finisce secondo a due punti e la Roma terza.

    SQUADRA

    ALLENATORE

    GIOCATORI

    Carlo Parola

    Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Anastasi, Capello, Bettega, Altafini, Viola, Longobucco, Spinosi
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