Juventus

    Scudetto 2001-02

    Tante novità nell’estate 2001. La Juve cambia pelle, a cominciare dall’allenatore: torna Marcello Lippi, l’uomo che ha vinto tutto iniziando e chiudendo un ciclo fantastico tra il ’94 e il ’98. Buffon, Thuram, Nedved e Salas i rinforzi più prestigiosi. Zidane la partenza più sofferta. É una Juve solare quella che debutta travolgendo il Venezia: Del Piero è in grande spolvero e David Trezeguet, già grande nel finale della stagione precedente, è incontenibile. Due reti a testa, 4 a 0 finale. I due si ripetono a Bergamo sette giorni dopo. La Juve è in grande condizione, rimonta e affonda la rivelazione Chievo alla terza giornata, il 15 settembre 2001, ma poi affiorano problemi.Il Lecce impone lo 0-0 alla quarta e la Roma di Batistuta viola il Delle Alpi, il 29 settembre. Persino un Toro appena combattivo si permette, nel derby, di rimontare i bianconeri da 3-0 a 3-3.

    La Juve vive un periodo di appannamento, si salva in qualche caso con mestiere e feroce determinazione (a Verona, il 4 novembre, rimedia un 2-2 rocambolesco a tempo scaduto) e intanto non molla, batte il Parma al Delle Alpi (3-1), poi è sfortunata con la Lazio all’Olimpico (0-1) e, la settimana dopo, trova finalmente il pieno apporto di uno degli uomini più attesi, Pavel Nedved, inizialmente non al top. Con la squadra assestata, Lippi ordina l’inseguimento a Inter, Roma, Chievo, Lazio e Bologna, che la precedono in classifica. Un inseguimento furibondo: il 23 dicembre tocca al Brescia subire le ire dei lippiani (4-0), poi arrivano i successi su Udinese, Venezia e Atalanta. Dopo il 3-0 al Lecce, c’è l’insidiosa trasferta dell’Olimpico con la Roma, in piena lotta per il primato. In dieci per l’espulsione di Davids, i bianconeri giocano una grande gara di contenimento e strappano il fondamentale pari.

    9 marzo, altra partitissima: l’Inter capolista passa con Seedorf, ma poi subisce l’imperioso ritorno dei bianconeri, che con Trezeguet e Tudor ribaltano il punteggio. Ancora Seedorf, quella sera implacabile, confeziona il 2-2. Verdetto rinviato. E a marzo la Juve già rimpiange di non aver chiuso il conto con i nerazzurri: adesso i bianconeri hanno perso smalto e la sconfitta con il Parma seguita dal pareggio interno con la Lazio sembrano ormai condannare la squadra bianconera a un ruolo di comprimaria nel convulso finale riservato a Inter e Roma. Ma non è così. Il 7 aprile i bianconeri lanciano segnali bellicosi da Perugia, dove passano (4-0). Il 14 tocca al Milan cedere i tre punti a una Juve che trova motivazioni in qualche inatteso passo falso di nerazzurri e giallorossi.

    Il 21 aprile, la prima svolta. L’Inter, che ha tre lunghezze sui bianconeri, non riesce a domare il Chievo, mentre la Juve, con un gran gol di Nedved, conquista Piacenza. Un punto, solo un punto. E anche la Roma riprende fiato. Penultimo turno senza scosse, con la Juve dilagante sul Brescia. Finale thrilling. Nerazzurri a Roma con la Lazio, bianconeri a Udine e Roma terzo incomodo al Delle Alpi con i granata già salvi. La Juve parte fortissimo e risolve tutto in un quarto d’ora, l’Inter annaspa, si riprende, torna sotto, affonda. La gioia immensa dei bianconeri, le lacrime di Ronaldo: sono le immagini che consegnano alla storia lo scudetto bianconero numero 26. Trezeguet, con 24 centri, è il bomber. 16 i gol di Del Piero.

    SQUADRA

    ALLENATORE

    GIOCATORI

    Marcello Lippi

    Buffon, Thuram, Pessotto, Iuliano, C Zenoni, Ferrara, Montero, Tudor, Birindelli, Paramatti, Nedved, Zambrotta, Davids, Tacchinardi, Conte, Maresca, O’Neill, Trezeguet, Del Piero, Zalayeta, Amoruso, Salas
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