Juventus

    Scudetto 2012-13

    Ora sì, la Juve è davvero tornata. Possente, dominante, fiera. O, se preferite, semplicemente superiore a tutti. Il 31° scudetto questo ha certificato: il calcio italiano ha ritrovato definitivamente la sua Signora. La Juve che si riconferma campione è stata padrona della classifica dalla prima giornata. Ha vinto 26 gare su 35. Ha viaggiato a una media di 2,37 punti a partita. Ha segnato 67 gol e ne ha subiti 20, meno di tutti. Ha trionfato con tre giornate di anticipo. E il fatto che si sia dovuto aspettare “così tanto” per festeggiare, rende merito alle avversarie e alla competitività di un campionato che, evidentemente, mantiene un tasso di difficoltà tutt’altro che banale. E amplifica ulteriormente i già enormi meriti della squadra di Conte.

    Qualche squadra ci ha provato ad avvicinarsi e, quando accadeva, veniva ribattezzata “anti-Juve”. Ogni volta, i tentativi, sono stati subito respinti al mittente. E’ stata come una gara di Usain Bolt, quando schianta gli avversari già ai blocchi di partenza e poi, se li vede con la coda dell’occhio, accelera la falcata con una naturalezza più divina che umana.

    Questo ha fatto la Juve: ha preso il largo, ha controllato le inseguitrici e prima ancora che potessero accarezzare sogni di gloria, ha gentilmente ricordato che non era neanche il caso di provarci.

    Lo ha fatto nell’arco di tutto il campionato e durante le singole gare. Ha giocato un calcio aggressivo e efficace, spettacolare e al tempo stesso solido, forte di una maturità ormai acquisita e conclamata.

    Una maturità raggiunta dalla squadra, dallo staff tecnico, dalla società. Da tutti coloro che lavorano per portare in alto la Juve e che grazie ad uno sforzo imponente sono riusciti a rendere non indolore, ma ininfluente, l’assenza di Antonio Conte dalla panchina nei primi quattro mesi della stagione.

    Essere riusciti a superare questo periodo senza contraccolpi, ma anzi iniziando a scavare il solco che ha diviso i campioni d’Italia dal resto del gruppo, è un merito ulteriore e la conferma che le vittorie non si improvvisano, ma sono frutto di un lavoro serio, pesante e condiviso.

    Il resto lo fanno la tecnica, la tattica, la corsa, la grinta. Lo fanno l’esplosione di talenti come Pogba e la conferma di fenomeni come Barzagli, la leadership di monumenti come Pirlo e Buffon e la personalità di lottatori come Vidal e Marchisio, i piedi raffinati di Vucinic e Giovinco e la potenza di Chiellini e Matri, la volontà di ferro di Giaccherini e Padoin e l’estro di Asamoah e Quagliarella...

    Conte ama ripetere che non ringrazierà mai abbastanza i suoi ragazzi, perché con il secondo scudetto consecutivo hanno raggiunto un risultato straordinario. E ha ragione. Il fatto è che ci sono riusciti rendendo scontato l’eccezionale, facendo apparire ovvia un’impresa. Quello che dopotutto la Signora ha sempre fatto nella sua storia. E in fin dei conti, il capolavoro è proprio stato questo: non solo rivincere, ma farlo da Juve.

    SQUADRA

    ALLENATORE

    GIOCATORI

    Antonio Conte

    Buffon, Storari, Rubinho, Chiellini, Caceres, De Ceglie, Peluso, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Pogba, Pepe, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Isla, Marrone, Vucinic, Giovinco, Bendtner, Anelka, Quagliarella, Matri
    INFORMAZIONI SULL'USO DEI COOKIES
    Questo sito utilizza cookie di terze parti, per finalità di marketing e fornire servizi in linea con le tue preferenze.
    Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie cliccando qui.
    Cliccando su 'Ok', chiudendo questo banner o proseguendo con la navigazione, acconsenti al loro uso in conformità alla nostra cookie policy.
    OK