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      27.04.2013 09:16 - in: Serie A S

      Conte: «Nel Derby contano le motivazioni»

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      «I valori sulla carta sono poco importanti in partite simili. Entrambe le squadre sono a caccia di punti e tutte e due possano centrare i loro obiettivi»

      Se il Napoli dovesse battere il Pescara... Se la Juve vincesse il Derby... Ad Antonio Conte i “se” piacciono poco. Il tecnico è uomo pragmatico e più che a quello che potrebbe accadere tra questa sera e domani pomeriggio, preferisce pensare a quello che sicuramente aspetta la sua squadra: «Una battaglia, al di là del risultato dell’Adriatico - chiarisce subito - Domenica si affronteranno due squadre che giocano un calcio propositivo, fatto di possesso e di idee, ma il Derby è sempre una gara particolare, nella quale contano molto le motivazioni. Il Toro avrà grande cattiveria agonistica noi dovremo essere alla pari da questo punto di vista».

      Per Conte sarà il primo Derby sulla panchina bianconera, visto che all’andata era squalificato, ma da giocatore ne ha vissuti parecchi. E proprio per questo invita i suoi a tenere alta la guardia: «Ne ricordo due in particolare, in una stagione in cui noi vincemmo lo scudetto e il Toro retrocesse, ma perdemmo tutte e due le partite. In queste gare i valori sulla carta non contano. Entrambe le squadre sono a caccia di punti e tutte e due possano centrare i loro obiettivi».

      Conte è ormai un torinese d’adozione e conosce bene il clima che si respira in città alla vigilia di una gara tanto sentita: «Ho tante amicizie anche con tifosi granata sfegatati. Ho molto rispetto nei loro confronti, nei confronti di tutto il popolo granata per la storia del Toro, per quello che esprime, per ciò che è stato e per ciò che sarà».

      Questo è lo spirito giusto con cui si dovrebbe affrontare la stracittadina, da una parte e dall’altra. E invece in città c’è il timore che, in caso di scudetto anticipato, possano crearsi problemi di ordine pubblico: «Già il fatto stesso che ci si ponga questo problema, dovrebbe farci vergognare. Pensare che una partita debba essere motivo di scontri è una vergogna. Io lo dico da tempo: ovunque andiamo, veniamo accolti da pietre e bastonate e ora ci dobbiamo preoccupare in caso di vittoria dello scudetto, di scontri tra tifosi... Rendiamoci conto di come viviamo il calcio...».

      Meglio pensare solo al campo, che vede la Juve sempre più vicina all'obiettivo finale: «Sarebbe uno scudetto straordinario, perché non è facile rivincere, per di più quando parti con i favori del pronostico. Non è facile farlo in Italia e penso che, se lo scudetto arriverà, sarà stato vinto grazie alla ferocia, alla determinazione, alla voglia, alla continuità. che abbiamo avuto in più rispetto agli altri».


       


       


       

       

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