Juventus
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      10.05.2013 16:10 - in: Serie A S

      La parola allo staff

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      Alla vigilia della partita contro il Cagliari Conte si presenta in conferenza stampa con tutti i suoi collaboratori

      Se alla vigilia della trasferta di Bergamo aveva lasciato il microfono ad Alessio e a Carrera, prima della partita contro il Cagliari Antonio Conte rilancia e porta con sé in conferenza stampa tutto lo staff tecnico ad eccezione del Professor Roberto Sassi, responsabile del Training Check bianconeri, impegnato in un convegno a Barcellona.

      I preparatori atletici Paolo Bertelli, Costantino Coratti e Julio Tous, il vice Angelo Alessio, l’assistente tecnico Massimo Carrera e il preparatore dei portieri Claudio Filippi: Conte li presenta uno per uno, riconoscendo i meriti di tutti nel campionato appena vinto, «ed è solo per ragioni di spazio - precisa - che non ho portato anche i componenti dello staff medico, ma anche a tutti loro va il mio plauso».

      Con un parterre così variegato, gli argomenti trattati sono diversi, ma la parte del leone, almeno nella prima parte dell’incontro con i giornalisti, tocca alla preparazione atletica. I bianconeri hanno corso tanto e bene e, nonostante con la Champions gli impegni siano aumentati rispetto all’anno passato, il numero di infortuni muscolari è stato decisamente contenuto: «Il nostro metodo mira alla massima applicazione durante gli allenamenti - spiega Bertelli -Dedichiamo grande attenzione ad ogni componente della rosa e lavoriamo in stretta collaborazione con staff medico e fisioterapico. Certo, gli infortuni nel calcio ci sono... Noi possiamo incidere soprattutto sulle ricadute».

      «Abbiamo rilevato uno stato di forma costante durante tutto l’anno - continua Coratti - E anche durante il mese di gennaio, quando è arrivato qualche risultato meno positivo, la squadra si è mantenuta su buoni livelli».

      «I risultati spesso influenzano il giudizio anche riguardo alla resa atletica - riprende Bertelli - Dopo le partite contro il Bayern si è detto che la Juve appariva stanca, ma in realtà i nostri dati confermavano prestazioni in linea con il resto dell’anno. Il fatto è che abbiamo probabilmente incontrato una squadra più forte».

      Già il Bayern. I risultati dei bavaresi, uniti all’exploit del Borussia Dortmund e alla finale di Champions tutta tedesca, hanno fatto sì che ora il calcio tedesco sia portato ad esempio, come sinonimo di tecnica, organizzazione, efficienza e potenza atletica: Non si tiene però conto di un fatto - spiega ancora Bertelli - In Germania il campionato è a 18 squadre e prevede una lunga pausa invernale. Questo consente di fare una mini preparazione e di giocare praticamente due campionati di quattro mesi».

      «Inoltre non dimentichiamo che in campionato il Borussia è arrivato a 20 punti dal Bayern - interviene Conte - O che tra Lazio è Stoccarda, in Europa League, è stata una squadra italiana a prevalere. Il Bayern è una squadra fortissima, ma non credo che le altre, siano tanto distanti da noi. Il Borussia ha fatto molto bene, per due anni consecutivi aveva vinto la Bundesliga e ora è in finale di Champions. Questo significa che lavorando sodo si possono ottenere ottimi risultati»

      Tornando alla preparazione, il maggior numero di impegni non ha cambiato l’approccio, «anche se la metodologia è stata differente - spiega ancora Conte - L’anno scorso potevamo allenarci molto di più, quindi anche da un punto di vista fisico ci sono state più sedute di allenamento per migliorare l’attività metabolica dei calciatori e la forza dei calciatori».

      Proprio riguardo alla forza, materia specifica di Julio Tous, si scopre che «Chiellini ha una potenza assoluta leggermente superiore agli altri, comunque tutti su livelli ottimali». Se invece si parla di chi potrebbe eccellere anche in altre discipline, lo spagnolo non ha dubbi: «Allenare Pogba è come lavorare con Carl Lewis. E’ davvero un atleta straordinario».

      Rispetto al francese, Andrea Pirlo ha qualche anno in più, ma di fronte alla fatica non si tira certo indietro: «In Spagna - racconta Tous - giocatori con la sua tecnica cercano sempre di lavorare il meno possibile. Andrea invece non molla mai, non chiede sconti ed è sempre disponibile».

      Da un campione all’altro. Filippi ha avuta ancora una volta il privilegio e il merito di far rendere al meglio Gigi Buffon, già pronto per tentare l’assalto all’Europa il prossimo anno:«Le sfide di Champions sono a fatte apposta per lui, visto che è sono di altissimo livello e che stiamo probabilmente parlando del portiere più forte di tutti i tempi. Lui però non ne fa un’ossessione, ma le vive con la stessa professionalità con cui affronta tutte le altre gare».

      Grazie a Conte e al suo staff, tutti i bianconeri hanno reso ad altissimi livelli e viene spontaneo chiedere a chi è stato calciatore se, allenandosi con i metodi di oggi, avrebbe potuto rendere ancora di più: «Non c’è la controprova - spiega Carrera - ma quelli di oggi sono sicuramente allenamenti molto più fisici e intensi. Il lavoro però paga...».

      «Anche la preparazione si è evoluta ed è sempre più importante nel calcio - prosegue Alessio - Con Antonio che portiamo avanti questo metodo da tre anni, ma i questa stagione abbiamo avuto maggiore, visti gli impegni in Champions. E’ stato un test importante, che ha dato grandi risultati».

      Il finale è dedicato alla partita contro il Cagliari e la parola torna a Conte: «Noi vogliamo dare continuità a quanto fatto finora e concludere il campionato nel migliore dei modi. Siamo a due vittorie da un record importante e questo potrà essere un ulteriore stimolo. Se riusciremo a superarlo sarà motivo di ulteriore soddisfazione».

      «Lo scorso anno abbiamo vissuto una bellissima cerimonia- conclude il tecnico, invitando i tifosi a non invadere il campo a fine gara - e vogliamo fare altrettanto sabato sera. La meritiamo tutti: i tifosi che saranno allo stadio, quelli che la seguiranno da casa e anche noi, che vogliamo alzare la Coppa davanti al nostro pubblico. Siamo convinti che domani potremo festeggiare tutti insieme».


       


       


       

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