Juventus
    30.07.2013 00:00 - in: La squadra S

    Barzagli: «I miei segreti? Lavoro e concentrazione»

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    Dal ritiro di Palo Alto parla uno dei migliori difensori del mondo: «Con l’età ho acquisito la voglia di migliorare ogni giorno»

    Per essere da due anni a questa parte la difesa meno battuta del campionato servono lavoro, applicazione e un’intesa perfetta. certo. Ma servono anche campioni assoluti, affidabili, che sappiano trasmettere sicurezza ai compagni. E’ questo il ritratto perfetto di Andrea Barzagli che, da quando è arrivato alla Juve, ha stupito e continua a stupire. Forte lo è sempre stato, ma in bianconero ha compiuto il vero salto di qualità. Non ci sono ricette speciali però dietro il suo talento, solo «tanto lavoro - racconta Andrea dal ritiro californiano - la voglia di migliorare e crescere che ho acquisito con l’età e la concentrazione costante, negli allenamenti come in partita, che nel mio ruolo è fondamentale. A volte faccio fatica a staccare completamente, ma credo che a questi livelli lo possa fare solo chi ha qualità fuori dalla norma».

    «In Germania sono cambiato molto nel primo anno - continua Andrea Magath come martello è imbattibile. Più che come metodologia, come approccio. Mi ha fatto capire che si deve sempre dare il massimo in allenamento, anche quando si sarebbe tentati di staccare un po’ la spina. Con Conte ho scoperto un lavoro fisico molto intenso, al quale però ci si abitua con il tempo. Lo abbiamo seguito dal primo minuto, continuiamo a farlo e i risultati si vedono».

    Forse con Questa mentalità e questa applicazione Andrea sarebbe arrivato prima ad essere uno dei migliori difensori del pianeta, ma non ha rimpianti, «anche perché se mi rivedo quando avevo 24 o 25 anni e avevo disputato il mondiale, tutte le squadre avevano difensori straordinari, il calcio italiano era di altissimo livello e difficilmente qualcuno avrebbe speso certe cifre per un giocatore giovane, magari destinato alla panchina. Io del resto ero molto più fragile rispetto a oggi. Se avessi commesso cinque o sei anni fa l’errore fatto con il Messico alla Confederation Cup, avrei disputato un secondo tempo disastroso. Invece ora ci passo sopra e continuo a mantenere concentrazione e motivazioni».

    E le motivazioni aumenteranno ulteriormente in questa stagione, visto che con l’acquisto di Ogbonna è cresciuta anche la concorrenza: «Se si vuole aumentare la qualità è normale che arrivino giocatori di un certo livello, che abbiano un futuro davanti, che possano ancora migliorare, diventando campioni di valore internazionale come può fare Angelo. Sarebbe da presuntuosi pensare di avere la miglior difesa e non cercare di rinforzarsi».

    «E’ proprio con l’arrivo di giocatori importanti che può crescere tutta la squadra - conclude Barzagli - perché anche solo il fatto di giocarsi il posto con compagni forti, fa aumentare l’attenzione e l’applicazione negli allenamenti da parte di tutti».


     


     


     


     


     


     


     


     

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