Juventus
    14.01.2014 20:09 - in: Stadium & Museum S

    Chiellini: «Juve sei come una famiglia»

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    Il difensore ha “consegnato” la sua maglia al J-Museum, dove, dopo le 300 presenze in bianconero raggiunte nella gara contro la Roma, ha una teca dedicata

    @chiellini fa il suo ingresso nella hall of fame bianconera #Chi3ll00 pic.twitter.com/N9QYdghMe1

    «Entro ufficialmente nella storia della Juventus e sapere che la mia maglia e il mio nome saranno per sempre accanto a quelli di tanti campioni è per me un onore e mi riempie di orgoglio». A guardarlo, mentre varcava la soglia del J-Museum con la “numero 3” in mano, non potevano esserci dubbi sul fatto che Giorgio Chiellini fosse emozionatissimo. E ne aveva tutte le ragioni. Perché pochi istanti dopo avrebbe consegnato la sua maglia al presidente del museo Paolo Garimberti per entrare definitivamente nel “Club dei 300”. Un club esclusivo: oltre lui solo 38 giocatori hanno raggiunto tante presenze con la Juve, guadagnandosi il diritto di avere il proprio nome e la propria casacca nel tempio della storia bianconera. Giorgio ce l'ha fatta il 5 gennaio contro la Roma: «E' un traguardo che mi ripaga di tutto quello che ho dato a questa squadra. Otto anni e mezzo fa non avrei mai pensato di raggiungere una cifra simile. Questo però dev'essere un punto di partenza per altri obiettivi personali e di squadra. Uno l'abbiamo raggiunto l'altro ieri a Cagliari e mi auguro che presto riusciremo a scrivere altre pagine importanti di questa società».

    Individuare in tante partite quella più emozionante diventa un esercizio complicato, ma Chiellini non ha dubbi: «La vittoria contro il Cagliari a Trieste che ci diede il 30° scudetto. Quando arrivai alla Juve vinsi subito, senza rendermi conto di quanta fatica c'è dietro ai risultati. Poi, con tutto quello che è accaduto negli anni successivi e le difficoltà incontrate, ho capito quanto sia difficile raggiungere il successo. Quel campionato, vinto da imbattuti mi ha regalato emozioni fortissime. La partita da cancellare? Non me ne viene in mente una. Piuttosto direi la seconda stagione del settimo posto. La prima poteva anche capitare, ma due di fila no... Ho sofferto tanto e si vedeva anche in campo, perché non riuscivo a rendere».

    Le 300 presenze in bianconero, 301 ormai, dopo la gara contro il Cagliari di domenica scorsa, sono un traguardo importante, ma personale. E Giorgio è un leader, abituato a pensare prima alla squadra che a se stesso: «Voglio vincere con i miei compagni e alzare altri trofei. Come dicevo per farcela si fatica, ma il sapore della vittoria è bellissimo. La prima parte della stagione è molto positiva anche se c'è il rammarico dell'uscita dalla Champions. Ora però abbiamo l'Europa League e la finale è a Torino. Arrivarci sarebbe un piccolo sogno, da inseguire lavorando giorno dopo giorno. Mi auguro che questa esperienza possa servirci per proseguire un percorso di crescita e acquisire maggior consapevolezza anche a livello internazionale E poi ci sono il campionato e la Coppa Italia. Sono tutti obiettivi alla nostra portata, ma dobbiamo continuare sulla nostra strada. Un obiettivo personale? Chiudere la carriera con questa maglia sarebbe un bel traguardo. Qui sono arrivato giovanissimo, sono diventato uomo e ormai la Juve per me è una famiglia».

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