Juventus
    22.10.2013 19:13 - in: Champions League S

    Conte: «Sacrificio, coraggio e cuore»

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    «Affrontiamo i migliori, ma vogliamo dimostrare di poter stare a questi livelli, disputando una bellissima gara»

    Real Madrid-Juventus, non potrebbe esserci sfida più affascinante. Eppure Antonio Conte alla vigilia della gara contro le merengues è costretto a tornare sulla partita di domenica contro la Fiorentina, il cui risultato fa pensare alla stampa spagnola che i bianconeri siano arrivati a Madrid con le ossa rotte: «Non c’è nessuno ingessato per fortuna -risponde ironico il tecnico - Nell’ultimo turno è successo l’imponderabile, ma nel calcio può starci. E’ capitato in passato quando il Milan vinceva 3-0 la finale di Champions contro il Liverpool e è stata raggiunta nel secondo tempo per poi perdere ai rigori, o penso al Bayern Monaco, contro il Manchester, superato proprio negli ultimi secondi. Lo scorso anno capitò a noi, quando con un uomo in più ci facemmo rimontare in casa dalla Samp e perdemmo 2-1... Arriviamo dopo un turno di campionato non fortunato. Domenica c’è stato un rilassamento, dopo 70 minuti giocati da grande squadra, durante i quali non c’era stato un minimo cedimento da parte nostra. Forse è per questo che dopo il gol subito non siamo riusciti a riattaccare la spina: eravamo troppo sereni».

    Dimenticare Firenze è fin troppo semplice visto il prestigio della gara del Bernabeu: «E’ un appuntamento importante, contro una squadra fortissima. Una gara che dà fortissimi stimoli a me e ai miei calciatori. Il Real è la squadra più blasonata nel mondo. Ha una storia talmente importante che viene sempre presa ad esempio. Ha una struttura per poter provare a vincere tutto ogni anno. Cercheremo di giocare la nostra partita, sapendo di affrontare una squadra fortissima, una società che può spendere 100 milioni per Bale e incassarne 50 per Ozil. Simili cifre fanno capire la forza dei giocatori del Real. Li abbiamo studiati e abbiamo visto, se mai ce ne fosse stato bisogno, la forza di questa squadra se gli lasci campo. Ci serviranno sacrificio, coraggio e cuore, sapendo che in alcuni frangenti li subiremo, ma sapendo anche che dovremo cercare di far loro del male quando ne avremo la possibilità».

    Il fascino della sfida è fuori discussione, ma l’importanza ai fini della qualificazione per Conte è ancora relativa: «Qualunque sia il risultato di domani, non potrà dire nulla sul nostro passaggio del turno, perché ci sono ancora tre partite e in quelle ci si giocherà tutto. Il grosso rammarico finora è il pareggio contro il Galatasaray, perché avevamo rimesso in piedi una partita all’87, e dopo un minuto abbiamo subito il 2-2. Quel risultato ha lasciato l’amaro in bocca e può pesare, ma ora pensiamo alla sfida di domani, una partita importante, bella, difficilissima. Nelle prime due partite il Real ha rifilato 10 gol alle avversarie: giochiamo contro una squadra di campioni, ma vogliamo dimostrare di poter stare a questi livelli, disputando una bellissima gara».

    Infine un pensiero su Carlo Ancelotti, ora collega e avversario, ma per due anni anche allenatore dello stesso Conte: «In quelle stagioni non abbiamo vinto, ma abbiamo trascorso momenti intensi. Cosa gli invidio? La carriera, bellissima e costellata di trofei. Ma la mia non è un’invidia cattiva, semplicemente un complimento, perché si è meritato tutto quanto ha ottenutoE’ arrivato al massimo che per allenatori come lui rappresenta il massimo e gli faccio l’in bocca al lupo per il futuro, ma non per domani».


     


     

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