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      01.11.2013 10:14 - in: Serie A S

      Conte: «Testa ragazzi!»

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      «Per giocare ogni tre giorni è fondamentale mantenere concentrazione e curare ogni dettagli»

      La testa, ancor più delle gambe. E' questo il fattore decisivo, l'elemento su cui lavorare per poter scendere in campo ogni tre giorni e portare a casa il risultato. «Non si può avere sempre la stessa intensità – spiega Conte - Si devono ottimizzare le situazioni e curare ancora di più i dettagli che possono fare la differenza». La differenza, contro Genoa e Catania l'hanno fatta eccome, ma la Juve non può fermarsi, anche perché la Roma continua a vincere e per tenere il passo occorre fare altrettanto: «I giallorossi stanno facendo cose straordinarie. 10 vittorie consecutive non sono semplici da ottenere, non ce l'hanno fatta neanche gli squadroni del passato. Anche questo dev'essere uno stimolo per noi. Siamo costretti a inseguire e questa situazione deve darci più orgoglio e coraggio per cercare di superarci. Tiferò Toro? Io sono tifoso della mia squadra. Pensiamo a noi stessi e ad affrontare una sfida dura, su un campo ostico, sul quale negli ultimi due anni abbiamo ottenuto solo pareggi. Incontreremo una squadra molto più forte rispetto alla passata stagione. C'è Cassano, che è un grande talento. Sta inseguendo la Nazionale e vendendo quanto sta facendo oggi può rientrare nella squadra che parteciperà ai mondiali. E' un pericolo numero uno,  come Amauri, Biabiany, Parolo...».

      Il Parma è indubbiamente cresciuto, ma anche la Juve non scherza e quella delle ultime uscite ricorda sempre di più la squadra schiacciasassi che ha vinto due scudetti consecutivi. Merito anche di uno stato di forma generale che sta migliorando. Soprattutto quello dei Nazionali che a giugno hanno partecipato alla Confederation Cup, e che erano tornati «in condizioni psicofisiche non ottimali. Ne abbiamo pagato le conseguenze, anche perché avevamo subito un trofeo come la Supercoppa, cui teniamo molto, e quindi abbiamo dovuto accelerare la preparazione».

      Il recupero degli infortunati sarà un'altra tappa fondamentale per la crescita della squadra: «Quagliarella ha recuperato, ieri si è allenato con la squadra per la seconda volta e torna a disposizione. Ora siamo in attesa di Vucinic e Lichtsteiner. Stiamo affrontando questo mini ciclo con grandi problemi nel reparto offensivo, ma ora i giocatori iniziano a stare bene, compreso Giovinco, che finora è sceso in campo con delle infiltrazioni per lenire il dolore al piede».

      Alle buone notizie che arrivano dall'infermeria, in settimana se n'é aggiunta una made in FIFA. Conte è stato inserito nella lista dei dieci tecnici candidati a vincere il premio di miglior allenatore dell'anno: «E' una grande soddisfazione per me e per la società che con il Presidente aveva fatto una scelta coraggiosa prendendo un allenatore che aveva vinto due campionati di B, ma che era neofita in A. In soli due anni essere entrato nell'elite dei 10 allenatori migliori al mondo è uno stimolo per cercare di migliorarmi ulteriormente.Sono onorato di essere stato inserito in questa lista, ma non può essere un punto di arrivo, semmai di partenza. Oggi però il premio non  me lo assegnerei. Ho ancora una lunga strada da percorrere. Il ringraziamento va ai miei calciatori, perché sono loro che hanno permesso tutto questo: un allenatore può avere metodo e mentalità, ma se non viene seguito dai suoi calciatori imporsi è un problema».

      E che i suoi uomini siano il suo bene più prezioso Conte lo dimostra ogni giorno. Con l'attenzione con cui si dedica al lavoro sul campo e con la grinta con cui li difende da attacchi spesso incomprensibili, come l'ultimo ricevuto da Chiellini. Il difensore, mercoledì sera, è stato protagonista di un intervento duro su Bergessio, e si è prontamente scusato via Twitter. Scuse subito accettate dallo stesso Bergessio, che ha riconosciuto la buona fede di Giorgio. Una dimostrazione di fair play da parte di entrambi che non è però bastata a chi ha definito Chiellini un giocatore scorretto. Definizione che a Conte proprio non va giù: «Duro e scorretto sono termini diversi. Giorgio è un giocatore che gli attaccanti non vorrebbero mai incontrare, perché è duro, spigoloso, ma anche umile e attento al dettaglio. E' umano e può commettere errori, ma è uno dei difensori migliori al mondo e non accetto che si dica che è scorretto. Chi lo conosce sa bene che ha valori importanti. Contro il Catania è andato per colpire la palla, Bergessio lo ha anticipato, prendendo un duro colpo, ma è stato un intervento fortuito e se qualcuno parla a sproposito vada a rivedere le immagini e non si permetta di dire fesserie, si tratti di allenatore, calciatore, dirigente o presidente...»

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