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      23.09.2013 12:25 - in: S

      Giovanili ancora protagonisti in Spagna

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      I 2000 sfiorano il bis al torneo Canillas di Madrid. Grabbi: «Questi ragazzi dimostrano grande attaccamento alla maglia bianconera»

      Grazie alle sue formazioni giovanili, è una Juventus che continua a essere protagonista in Spagna. Un anno dopo il trionfo dei 1999 allenati da Fabrizio Ravanelli, i 2000 di Ciccio Grabbi hanno sfiorato il bis al Canillas di Madrid, torneo internazionale giunto alla 13ª edizione. Al termine di uno splendido cammino, fermatosi solo ai rigori nella semifinale contro il Real Madrid. Il terzo posto conquistato, con un netto 3-0 al Barcellona, ha portato ulteriori e meritati applausi ai ragazzi.

      Un cammino fatto di otto partite in meno di tre giorni, con i bianconeri capaci di imporsi fin dalle gare del girone eliminatorio. Iniziato con un 1-0 agli olandesi del Den Hagg e, dopo un 2-1 patito dai norvegesi del Fyllingsdalen, proseguito con il 3-0 ai giapponesi dello Shandong Ujeng, con il 6-0 ai padroni di casa del Canillas e il 4-0 al C. Marsiglia.

      Conquistati i quarti di finale, i ragazzi di Grabbi hanno proseguito la striscia vincente superando 1-0 i finlandesi del KAPA. In semifinale, sono i rigori hanno premiato il Real Madrid, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Blancos che hanno poi perso, sempre dal dischetto, la finale contro i cugini dell’Atletico. Proprio mentre i bianconeri si toglievano l’ultima soddisfazione rifilando un 3-0 al Barcellona nella finale per il terzo posto. Con la doppia consolazione del premio a Moise per il titolo di capocannoniere.

      Un terzo posto che passa in secondo piano rispetto all’ottima figura offerta dai ragazzi. Per la soddisfazione del Coordinatore Tecnico dell’Attività di base Antonio Marchio, che ha preso parte alla spedizione, e di Ciccio Grabbi. «Siamo molto contenti – ha dichiarato il tecnico -, siamo venuti qui in Spagna con un gruppo di ragazzi cresciuti tutti in Piemonte e abbiamo tenuto testa a squadre che già contano su stranieri arrivati da ogni parte del mondo. Io alleno questo gruppo già da qualche anno e sono orgoglioso di come stanno crescendo tutti, dimostrando grande spirito di sacrificio e un innato attaccamento alla maglia bianconera. Questi ragazzi non vogliono perdere mai, anche di fronte ad avversari blasonati, incarnano perfettamente lo spirito della Juventus».

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