Juventus
    30.06.2014 18:38 - in: S

    Insegnare calcio e fair play in Belgio

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    La testimonianza di Antonio, Premium Member International belga, che trasmette ai suoi ragazzi i più bei valori di questo sport attraverso i progetti di Juventus Soccer Schools. Sempre nel segno della Vecchia Signora.

    Da ben dieci anni, più di 10000 bambini in ogni parte del mondo colorano le loro giornate di calcio all'insegna delle tinte bianconere.

    Affinché ciò sia possibile, sono necessari due fondamentali ingredienti: il primo è la passione di tante persone che, pur non salendo agli onori della cronaca come i calciatori che illuminano le notti negli stadi più grandi d’Europa,  si dedicano anima e corpo ad insegnare ai giovanissimi lo sport più bello del mondo – e con esso i valori di fair-play, umiltà e generosità; il secondo sono le strutture, tecnici di primo livello, competenze e metodologie di lavoro che consentono la magica alchimia.
    Ed è proprio ciò che Juventus fornisce attraverso tutti i progetti di Juventus Soccer Schools.

    La storia di Antonio Delfino è quella di un tifoso bianconero che ha deciso, come tanti, di dedicare la propria vita a far sì che tanti piccolini realizzino il proprio sogno. E che la Juventus è onorata di poter aiutare.

    Belga ma di origini italiane, Antonio è nato il 1 novembre 1977, proprio come la ‘sua’ Juventus nel 1897: è la squadra che porta nel cuore e di cui si impegna, ogni giorno, a trasmettere i valori.

    «Nella mia cameretta di bambino, non si vedeva il colore dei muri tanti erano i poster delle leggende bianconere sulle pareti», racconta.

    Nel dicembre 1995, mentre da giovane calciatore si gioca le sue chances di essere convocato nella prima squadra locale, il suo ginocchio sinistro cede. Il rumore si sente dagli spalti, e la sua carriera finisce. A 18 anni, deve fare una scelta, e così decide di vivere il suo sogno in un altro modo, «attraverso gli studi e i diplomi da allenatore di calcio».

    Antonio oggi allena una squadra giovanile locale, rigorosamente “bianconera”: i pulcini dello Charleroi. Per poterlo fare, ha conseguitonel 2012 il Diploma di  allenatore (il nostro patentino), di 3° livello.

    I Pulcini partecipano ad un campionato dove giocano anche i pari età delle squadre della Serie A belga. Le partite che giocano sono tutte amichevoli, questo perché la Federazione di calcio belga ai più giovani vuole innanzitutto insegnare fair play e divertimento. I punti vengono infatti assegnati solo dai 13 anni in poi.

    «Insegno ai miei ragazzi fair-play, umiltà e generosità: i valori che ho appreso fin da piccolo», aggiunge.

    Dopo aver intrapreso questa strada, Antonio vuole migliorarsi e per farlo si rivolge al responsabile del progetto Juventus International in Belgio, Filippo Savona. Questi gli affida la responsabilità organizzativa di uno dei sette camp che in contemporanea si stavano svolgendo in Belgio lo scorso aprile, quello svoltosi a Paturages (una località vicino a casa sua).

    Il camp dura una settimana. Vi partecipano circa 60 bambini, un'esperienza unica e quantomai emozionante per ognuno di loro.  Antonio nell'occasione ricopre il ruolo di responsabile delle attività e della sicurezza dei bambini.

    Dopo il successo del suo primo Juventus International Camp, ora il suo obiettivo è quello di  poterne organizzare un secondo, e inoltre di partecipare ai corsi Juventus University che si svolgono a Torino  per avere anche il riconoscimento ufficiale come allenatore da parte del club bianconero.

    «Anche grazie a Juventus Soccer Schools in Belgio e alla mia curiosità di imparare ancora, oggi spiego al mio figlio che non bisogna mollare mai ed inseguire il proprio sogno, senza mai scordarsi dei valori della vita»

    Antonio, inoltre, è uno Juventus Premium Member International: come tale, qualche mese fa ha avuto la fortuna di trascorrere un giorno con la Juve, “la nostra Juve”, incontrando lo staff, i giocatori e il Presidente Andrea Agnelli («che ha parlato in francese a mio figlio Aloïs»).

    «PAPA, c’était trop magnifique !!! Merci papa, je t’aime !!! et tu sais, Arturo Vidal c’est mon copain maintenant parceque je lui ai donné un cadeau !, et Pirlo, Et Llorente et Tevez, et Gigi....aussi  et moi je voudrai jouer à la Juve quand je serai grand!», sono state le parole del piccolo Aloïs dopo l’indimenticabile esperienza.

    Quella di Antonio è solo una delle infinite esperienze che testimonia tutte le opportunità JSS rivolte a grandi e piccini per vivere Juventus da vicino.  Mai come quest'anno le iniziative Juventus Soccer Schools stanno colorando il mondo di bianconero: dagli Stati Uniti, al sud America, passando dall'Europa e nord Africa, per arrivare in Russia e Australia: sono numerosi gli Juventus International Camp che in queste settimane permettono di realizzare un sogno, raggiungendo chi da sempre e da lontano fa dei colori bianconeri  un valore di vita.

    Un sogno, quello di Antonio, che ora stanno vivendo in Colombia, Tunisia, Croazia, Repubblica Ceca, Svizzera, Russia…  E questo è soltanto l'inizio.

    www.JuveSoccerSchool.com

    Clicca qui per visualizzare la gallery del camp a Paturages.

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