Juventus
    14.01.2014 20:50 - in: Stadium & Museum S

    Marcorè: «Juve, tornata bellissima»

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    Tra una battuata e un’imitazione, l’attore ha ricordato la sua folgorazione per i colori bianconeri. E’ il secondo ospite del ciclo di appuntamenti culturali “Gli incontri del J-Museum”

    Un tifoso d’eccezione e un artista straordinario: non poteva esserci epilogo migliore dell'incontro con Neri Marcorè, per la serata del J-Museum

    Dopo la festa per la consegna della maglia numero 300 di Chiellini e l’ingresso del Gorilla bianconero nella ‘hall of fame’ del club, la serata di festa al museo è proseguita con l’incontro fra l’eclettico artista, il presidente del museo Garimberti e il giornalista Darwin Pastorin. Immancabile per l’occasione anche Cristina Chiabotto, tifosa, volto del canale televisivo ufficiale bianconero, Jtv, e simpaticissima “madrina” della squadra.

    La serata rilassata, «come una chiacchiera al bar fra amici», è iniziata con una domanda di Garimberti che ha ricordato il grande Gianni Agnelli.

    «Diceva che quando vedeva bianconero si emozionava, anche se era quello Udinese…” ha ricorda l’ex giornalista. Da buon giocatore di calcio, Marcorè lo stoppa subito, ridendo: «Il mio primo bianconero è stato quello della Juve, la Juve di Trapattoni – era la squadra che vinceva di più, e da piccolino ti innamori subito delle squadre che vincono». La passione per Ascoli – da buon marchigiano – è seconda a quella per la prima folgorazione, la Juventus: sono un eclettico, anche nel calcio».

    «L’innamoramento per i colori bianconeri è dato anche dalla musica», ha confessato Neri a Garimberti e Pastorin. «Fra i dischi che tenevo in casa c’era anche il vecchio inno della Juventus, pensate!». 

    Nellla sera del J-Museum risate e nostalgia si sono rincorse, anche nel ricordo dei grandi del passato – complice forse la cornice museale dell’incontro. «Mi manca il grande Gaetano Scirea, difensore mai espulso». Al solo nominare il mitico libero bianconero, il pubblico si è lasciato andare ad un applauso sincero e commosso. 

    Il tifo di Marcorè – suggerisce Cristina Chiabotto – è sempre stato molto posato… tranne quando il doppiatore si lascia andare imitando il grande telecronista RAI, Bruno Pizzul. «Mi piace non perdere l’obiettività, e a volte compiacermi… come in questo periodo, in cui non c’è n’è per nessuno».

    Per forza di cose, ha scherzato Neri, questa sera non sono stati imitati politici romanisti… La sala gradisce.

    Fra le imitazioni storiche sfoggiate nell’intimità della serata, quella di Gasparri e Dino Zoff, entrambi “grintosi” oratori. Il pubblico ride e si diverte. Visto il contesto, a gran voce la Chiabotto invoca una delle imitazioni più celebri, quella di Alberto Angela. Un Marcorè spumeggiante non si è lasciato pregare, ovviamente. E come non ricordare Gianluca Vialli, l’altro grande ex-bianconero ‘ripensato’ in chiave comica dal fenomeno di Porto Sant’Elpidio! 

    Marcorè è in questi giorni a Torino per girare la seconda serie di “Questo nostro amore”, fiction televisiva con Anna Valle, altra miss Italia come la Chiabotto. Paradossalmente, confessa Marcorè, «la TV non la guardo più molto, è un hobby che viene solo dopo la famiglia, lo sport, gli amici, la musica».

    Una delle ultime domande è ovviamente caduta sul pallone d’oro, assegnato a Zurigo la notte precedente. «Mi piacerebbe che a volte premiassero qualcuno che non fosse un attaccante, come Pirlo e Buffon».


     

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