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      01.03.2014 10:49 - in: Serie A S

      Seedorf: «Con la Juve una bellissima rivalità»

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      «E’ il primo Milan-Juventus che affronterò dalla panchina, sono onorato di poterlo vivere»

      «E’ il primo Milan-Juventus che affronterò dalla panchina, sono onorato di poterlo vivere». Clarence Seedorf ha un bagaglio di esperienza enorme sul campo. E' stato un fuoriclasse assoluto, è l'unico calciatore ad aver vinto la Champions con tre squadre diverse, ha illuminato il gioco per vent'anni, ma ora si confronta con una nuova sfida. E in panchina, per sua stessa ammissione, ha ancora molta strada da fare. Ora si trova ad affrontare la Juve per la prima volta da tecnico e non può che ammirare il percorso fatto dai bianconeri e da Conte negli ultimi anni: «Faccio i complimenti alla Juventus che dal primo scudetto è cresciuta tanto – sottolinea l'olandese alla vigilia del big match di domenica sera - Credo che Conte abbia dato qualcosa di nuovo al calcio italiano che ritengo molto positivo, così come Montella. Gli allenatori italiani sono tutti molto preparati e questo è uno dei motivi per cui il calcio italiano è uno dei più difficili al mondo. Io ho ancora tutto da dimostrare, sto guardando attentamente cosa fanno gli altri, cerco di imparare in fretta mettendo a disposizione la mia esperienza calcistica al nuovo ruolo che ricopro».

      I frutti del suo lavoro iniziano a vedersi. Il Milan ha ritrovato fiducia e autostima e ora si trova ad affrontare l'esame con la Juve: «Più che di esame parlerei di opportunità. - ribatte Seedorf - Con la Juventus c’è una rivalità sportiva bellissima e per fortuna nella mia carriera spesso sono riuscito a portare a casa il meglio. Ma questo ora non conta e sono convinto che i ragazzi metteranno in campo una grande prestazione rispettando la forza degli avversari, una grandissima squadra che è prima da tre anni. Per noi non conta la classifica, ma i tre punti».

      Riguardo alle recenti polemiche arbitrali e al modo per farla finita con certe stucchevoli discussioni, Seedorf non ha dubbi: «Penso che serva l'aiuto della tecnologia, perché altrimenti, pur essendo gli arbitri italiani molto bravi, ci saranno sempre discussioni. Credo sia necessario fare dei passi in avanti -conclude il tecnico rossonero - per rendere il calcio uno sport più trasparente, coerente e bello per i tifosi».


       


       

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