Juventus
    02.02.2015 14:58 - in: La squadra S

    Alla scoperta di Stefano Sturaro

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    Dati alla mano, le caratteristiche tecniche del nuovo rinforzo del centrocampo bianconero, duttile e preziosa pedina per il centrocampo di Massimiliano Allegri.

    «L’interesse della Juve di portarmi qui mi dà un grande senso di responsabilità e mi fa capire che punta davvero su di me. Spero di ripagare questa fiducia»

    Nel luglio 2014 si presentava così Stefano Sturaro a quelli che, poco più di sei mesi dopo, sarebbero diventati i suoi nuovi tifosi.

    Forte centrocampista sanremese classe ’93 cresciuto nella Primavera del Genoa, il destino ha voluto che si imponesse all’attenzione degli estimatori di calcio nostrani proprio nella città della Lanterna.

    Prima, però, la gavetta: il prestito a Modena, tra le cui fila gioca una stagione in Serie B.

    Quando è in campo dà prova  di grande carattere e prende per mano la squadra distinguendosi in varie zone del campo: gioca infatti come mezzala, centrocampista centrale ma all’occasione anche trequartista e ala destra.

    Dinamico, piedi buoni, grande forza fisica e personalità che tradisce l’età anagrafica, si fa apprezzare per le sue doti di incontrista prima da Dario Marcolin, quindi da Walter Novellino.

    Nell'estate 2013 il ritorno a casa, a Genova, e la consacrazione definitiva nella seconda parte di stagione.  

    L’esordio da titolare nella massima serie la dice lunga sulla duttilità tattica del nuovo rinforzo bianconero: contro l’Inter, nel gennaio 2014, è schierato addirittura come attaccante sinistro nel tridente con Gilardino e Fetfatzidis. Il Grifone vince 1-0.

    Il girone di ritorno regala al jolly rossoblu la prima rete nel massimo campionato, contro il Catania, ma soprattutto la chiamata in Under 21, conquistata a suon di prestazioni di alto livello.

    Da “azzurrino” va in gol con una bordata da fuori – parte del suo repertorio – giocando come mediano centrale nella vittoria a valanga contro Cipro (qualificazioni agli Europei).

    Destro naturale, alto 1,82, l’abilità in fase di inserimento, la potenza di tiro e la precisione al cross sono solo alcune delle qualità che lo contraddistinguono e per le quali si è meritato la chiamata in bianconero.  

    Alla fine della scorsa stagione colleziona 16 presenze in A, di cui 13 da titolare (per un totale di 1113 minuti giocati), impreziosite da due assist e 19 occasioni create.

    Ma come si evince da questa tabella sono altri i pezzi forti del suo repertorio: doti meno visibili apparentemente, ma che ne fanno un prezioso rinforzo per qualsiasi centrocampo d’alto livello.

    Il mediano ligure è infatti indispensabile in fase di contrasto delle trame avversarie in mezzo al campo, recupero palla e ripartenza dell’azione.

    Analizzando i suoi dati, raffrontati a quelli della media dei centrocampisti di Serie A, si può vedere come il suo valore emerga proprio nelle momenti di contrasto, recupero del pallone e rapida verticalizzazione (una tipologia di passaggio che predilige mediamente di più rispetto ai colleghi della massima Serie). Fasi di gioco che ben si sposano con la filosofia di calcio propositiva ed offensiva di mister Allegri.

    Rispetto all’anno scorso, infine, Sturaro è ulteriormente migliorato in fase di impostazione (33.9 la media passaggi a partita, rispetto ai 30.75 del 2013/14) e di recupero palla (5.2 mediamente quest’anno).

    Questi i numeri di Stefano prima del suo passaggio in bianconero. Da oggi, come lui ben sa, tutti questi dati sono azzerati: per lui si apre una delle pagine più importanti della sua carriera.

    E, c’è da giurarci, saprà conquistare fin da subito i cuori dei suoi nuovi tifosi, come lui stesso auspicava nell’estate scorsa.  

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