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      23.10.2014 16:47 - in: La squadra S

      Buffon: «Dobbiamo tornare a stupire»

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      Il Capitano fa il punto della situazione all’indomani della sconfitta di Atene: bisogna analizzare la gara a freddo, dice, inclusa la reazione di carattere nella ripresa. Ora contro il Palermo i bianconeri vorranno riprendere il cammino con entusiasmo

      Primo a parlare a fine Olympiacos-Juve, e primo a presentarsi ai microfoni di Sky Sport anche il giorno dopo, a mente fredda. Il Capitano bianconero, Gigi Buffon, a qualche ora dalla sconfitta di Champions torna ad analizzare la sconfitta di Atene e, da vero leader, esorta i bianconeri alla reazione immediata per tornare a stupire sia in Italia che in Europa.

      «Oggi ciò che rimane impresso è principalmente il rammarico per non aver portato a casa un risultato positivo che era alla nostra portata e meritavamo», ha esordito Buffon. «Al netto di tutte le considerazioni rimane il fatto che abbiamo creato una quantità industriale di palle gol, soprattutto nell’ultima mezz’ora.  Il rimpianto è quello di non aver avuto quella veemenza nel mordere l’avversario fin dall’inizio. Ma, nella testa, c’è l’aspetto positivo di una reazione da grande squadra».

      «Quando si incontrano due squadre di valore», ha continuato il numero uno bianconero, «e ve  n’è una che decide di osare per i primi 45-50min e spendere tutto lì, per poi tirare i remi in barca e difendersi dopo, finisce col creare qualche grattacapo in più all’inizio all’avversario,  lasciando poi opportunità di ribaltare il risultato nell’ultima mezz’ora».

      Questo è proprio ciò che è successo ieri sera al Karaiskakis. «Loro erano crollati fisicamente nell’ultima mezz’ora proprio a seguito di questa scelta. Al di là di ogni considerazione sui portieri avversari, però,  credo che ciò che si debba vedere è se una squadra è viva e reagisce e propone qualcosa, e la Juve ieri sera ha dato questa dimostrazione. Le valutazioni vanno fatte nel complesso e non devono essere solamente figlie del malumore del post-partita».

      Alla domanda sulle motivazioni del cammino europeo fin qui balbettante – anche alla luce delle parole di Pogba di ieri sera – Gigi risponde così:  

      «Le ragioni possono essere tante, e variegate, e si vanno a sommare l’una sull’altra quando il risultato non ti premia. Sicuramente ci sono dei fattori ambientali diversi, e magari più difficili. Magari anche gli avversari, con una forza diversa e anche  nei singoli migliori rispetto a quelli che incontriamo in Serie A. Questo sicuramente ti può creare qualche incertezza, ma alla fine di tutto la verità sta nel fatto che, nonostante dobbiamo essere sicuramente arrabbiati per aver fatto solo tre punti in queste tre partite, credo che siamo un pochino in credito: fra Malmoe, Atletico e ieri meritavamo almeno cinque punti».

      Interrogato sulla partita di Morata, che oggi compie gli anni ma non è riuscito a regalarsi la più bella delle gioie nella serata greca, Buffon ha elogiato l’atteggiamento e le qualità tecniche dell’attaccante spagnolo.

      «Ieri credo sia stata una delle note più liete della serata: ha dato la sensazione, con quattro o cinque giocate, di essere un giocatore che può decidere la gara in qualsiasi momento. E’ anche ciò di cui avevamo bisogno, un giocatore con in dote l’imprevedibilità di giocata che possa sparigliare le carte in tavola e rompere la stasi».

      L’ultima domanda non può che riguardare il prossimo impegno, ovvero la gara contro i rosanero in casa, dove i bianconeri cercheranno un immediato riscatto.

      «Sicuramente abbiamo voglia di tornare ad intraprendere il cammino fatto fino a prima delle nazionali. Era stato molto importante, ci aveva visto crescere molto, anche in Europa nonostante la sconfitta di Madrid. Avevamo acquisito qualcosa in più a livello di personalità. Ma per fare questo c’è bisogno dell’entusiasmo di tutti e del desiderio di stupire. Anche in Coppa Campioni dove non si parte con l’onore del pronostico, e in campionato»

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