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      21.01.2015 10:43 - in: Serie A S

      Da agosto a gennaio… ecco come è “Andata” (pt. 2)

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      Prosegue il nostro racconto della prima parte di stagione bianconera in campionato, conclusasi con il titolo di Campioni d’Inverno in tasca e il 4-0 sul Verona

      ... PROSEGUE DA QUI...

      La vittoria contro l’Olympiacos del 4 novembre ci dà nuova energia: la Juventus “Settebellezze” a novembre è schiacciasassi e senza pietà, e così contro il Parma  schierando nuovamente la difesa a quattro dal primo minuto ne fa addirittura sette. E’ una delle partite più spettacolari dell'anno, non solo per il punteggio tennistico, ma anche per la qualità dei gol messi a segno.

      Come questo.

      Dal settebello calato contro il Parma al tris dell'Olimpico Allegri continua ad avere in mano ottime carte e sa giocarle al momento giusto, scombinando le idee degli avversari e prendendosi tutto il piatto con pieno merito. Quella contro la Lazio è una gara ai limiti della perfezione, risolta da due talenti purissimii: Tevez e Pogba. Anzi, #Pogboom. 

      Per descrivere il Derby della Mole, invece, basterà una sola immagine. Questa. Ed un concetto: KEEP CALM AND PASS IT TO PIRLO.

      Dopo i fasti novembrini, il mese di dicembre inizia con un pareggio nato da una gara combattuta e giocata con il massimo impegno da entrambe le squadre. Al Franchi, Fiorentina e Juventus non si sono certo risparmiate: semplicemente si sono annullate.

      Ne è uscito uno 0-0 che lascia comunque la Juve in testa alla classifica, anche in virtù del pari per 2-2 tra Roma e Sassuolo. Un punto giusto, che si inserisce nel bilancio di una stagione in cui esistono punti guadagnati, persi e giusti – secondo il capitano Buffon.

      Superata la fase a girone di Champions contro l’Atletico in virtù dello stesso punteggio casalingo, il pareggio contro la Samp del 14 dicembre ci va invece strettissimo. Da un lato i blucerchiati sono abili a capitalizzare al massimo i propri sforzi e ad agguantare il pareggio con una prodezza di Gabbiadini. Dall’altra, la partita ha visto i bianconeri padroni del gioco ma non del risultato.

      Ma Juventus-Sampdoria verrà anche ricordata come la partita del primo gol bianconero di Evra, che a fine gara si è detto contento per la rete ma deluso per il risultato. “La Juve deve ripartire da vincente: non mi accontento. Contro il Cagliari dobbiamo vincere”.

      Così accade. Ventun minuti in tutto, quindici in avvio di gara e i primi sei della ripresa, sono più che sufficienti alla Juve per spazzare via il Cagliari e tornare al successo.

      Ed è un successo rotondo e convincente, nato non solo dalla scontata superiorità tecnica, ma soprattutto dal desiderio, dalla concentrazione, dalla feroce voglia di vincere. Tevez, Vidal e Llorente firmano la rotonda vittoria che permette alla Juve di chiudere l’anno in testa alla classifica .

      La mezzanotte del 31 dicembre 2014 consegna alla storia uno dei migliori anni solari della storia bianconera95 punti, mai così tanti per la Juve, per una media di 2.57 a partita, come mai nessun altro da quando i punti in palio per la vittoria sono tre.

      *** Assist e gol, tiri totali e nello specchio, occasioni create, passaggi, palloni recuperati, contrasti, palloni recuperati: se siete curiosi di rivedervi tutte le statistiche della prima parte di stagione? Basta cliccare su questo LINK *** 

      Nonostante l’ottimo avvio di stagione, il mister a fine anno ha rilanciato, dichiarando che questa Juve può e deve fare ancora di più: è nelle sue potenzialità, molte delle quali ancora inespresse.

      «Credo che questa squadra abbia delle qualità importanti. Spesso lo dico ai ragazzi, ai giocatori: credo che bisogna acquisire ancora più consapevolezza dei propri mezzi», sono state le parole di Allegri a fine anno, rilasciate a Sky in quest’intervista esclusiva.

      «Bisogna avere la consapevolezza di essere forti e di avere grandi possibilità di andare avanti anche in Europa, questo è l'obiettivo che bisogna avere», ha aggiunto, pronosticando un altro duello con i giallorossi nel 2015.

      Il nuovo anno inizia con il pareggio nella grande sfida Juventus-Inter, una classica del calcio italiano. Ai ragazzi di Allegri il merito di aver cercato la vittoria fino all’ultimo secondo, ma anche l’amaro in bocca per non essere riusciti a chiudere una gara che fin dall'inizio sembrava poter solo avere un unico padrone.

      «La squadra sta bene e avrebbe meritato di più soprattutto per quanto fatto nei primi 60’, e in alcuni sprazzi finali. Dobbiamo correggere alcuni errori, ripartire dalle cose buone e andarci a prendere tre punti a Napoli».

      Nessuna crisi, nessuna paura quindi. A fine gara Giorgione Chiellini era sicuro che a Napoli sarebbe arrivata la svolta.
       Quasi profetico, preannunciò una grande partita dei bianconeri al San Paolo, e i compagni di squadra di deluderlo proprio non ne hanno voluto sapere.  

      Dopo quattordici anni senza vincere a Napoli, i ragazzi di Allegri dicono che così può bastare e si riprendono di prepotenza i tre punti che mancavano dalla gara di Cagliari.

      Pogba e Caceres (al rientro in campo dopo l’infortunio) assestano un uno-due micidiale ai ragazzi di Benitez. Negli ultimi minuti si trattiene il fiato, ma si può tornare a respirare al 49', quando Morata parte in contropiede e serve centralmente Vidal che controlla al limite e spara il pallone nel sette. La gara è chiusa, i punti di vantaggio sulla Roma sono di nuovo tre e la Juve è campione d'inverno con una giornata d'anticipo.

      Il finale di girone d’andata è già noto e arcinoto: la Juve vince ancora. E ne fa 10 in due gare contro il malcapitato Verona.

      Dopo i sei gol rifilati ai veneti in Coppa Italia, trovarsi lo stesso avversario di fronte a distanza di così poco tempo presentava un rischio concreto:sottovalutarlo, prendere la partita sottogamba e di vivere una serata di sofferenza. E sarebbe stato un delitto, visto il pareggio della Roma a Palermo.

      Ebbene, giovedì c'erano voluti sei minuti per passare in vantaggio. Domenica ne sono bastati tre.

      Nonostante i quattro gol di vantaggio, la Juve chiude in avanti, continuando a spingere fino al fischio finale, mostrando una condizione atletica devastante e, ancor di più, di una “fame” senza limiti. 

      Il cammino è ancora lungo, ma intanto la Signora si è porta cinque passi in avanti rispetto alla Roma.

      #FINOALLAFINE.

      BONUS TRACK: UNA FOTO PER PARTITA, IL GIRONE D’ANDATA PER IMMAGINI

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