Juventus
    04.06.2015 11:31 - in: Champions League S

    Finale? Berlino? Ecco chi di noi c’è passato

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    Da Buffon a Pirlo, le storie de i giocatori della Juve che hanno avuto a che fare con quel brivido unico della finale continentale (o mondiale, all'Olympiastadion).

    Se i blaugrana hanno vinto la Champions tre volte negli ultimi dieci anni, raggiungendo le semifinali in quattro occasioni, dall’altra parte della barricata – lato juventino – non manca certo esperienza quando si tratta di giocare quei novanta minuti che valgono la coppa più importante.

    Sono infatti sette i “finalisti” bianconeri nell’attuale rosa, mentre il Barcelona può vantare tra le sue fila i vari Piquè, Adriano, Dani Alves, Busquets, Xavi, Iniesta, Mascherano, Pedro e Messi: tutta gente che ha già vissuto l’ultimo atto della massima competizione europea per club. Da vincitori (ad eccezione del solo difensore argentino).

    Ma vediamo più nel dettaglio come e quando i nostri giocatori hanno incrociato (o incroceranno) i loro destini con una finale di Champions, oppure con Berlino…

    SECONDA FINALE PER GIGI, SECONDA VOLTA A BERLINO



    Il nostro portierone arrivò in finale nel 2003 a Manchester, avversario il Milan. E’ l’unico giocatore in campo in quella partita che tenterà nuovamente l’assalto alla Champions.

    Come è noto, i tempi regolamentari non bastarono per stabilire la vincente tra le due squadre italiane, e così furono decisivi i penalty. Per la Juve sbagliarono Trezeguet, Zalayeta e Montero, mentre per i rossoneri gli errori furono di Seedorf e Kaladze: SuperGigi neutralizzò entrambi i tiri dal dischetto. Prima tuffandosi sulla destra a bloccare la conclusione dell’olandese, quindi intercettando quella centrale del difensore georgiano con le gambe.

    Il 6 giugno, tuttavia, il Capitano tornerà nell’impianto che gli ha dato una delle più grandi gioie della sua carriera: l’Olympiastadion, dove è stato protagonista assoluto della finale mondiale del 2006.

    Sull’1-1, ricorderete, disse no ad una pericolosa conclusione di destro di Henry, mentre al 103’ effettuò la paratona che decise, probabilmente, le sorti stesse del campionato del Mondo: quella sul colpo di testa di Zidane. Un colpo di reni che  andò a pescare quel tiro indirizzato sotto la traversa, per metterlo in angolo. Una manona che andò ad abbracciare, a fine gara, un altro protagonista di quell’indimenticabile Mondiale: Andrea Barzagli.

    Il nostro muro difensivo, che ieri è tornato ad allenarsi a pieno regime col gruppo, scese in campo nel corso di quella spedizione tedesca contro l’Australia (1-0) e contro l’Ucraina (3-0): con lui in retroguardia, il bottino di gol subiti recita “zero”.

    QUARTA FINALE, MA SARA’ IMPRESSED SOLO CON UN RISULTATO



    Per la quarta volta nella storia, l’Europa ed il mondo intero si fermeranno a contemplare le giocate del Maestro in una finale di Champions League.

    In quella partita di Manchester del 2003, dall’altra parte della barricata, c’era Andrea Pirlo, schierato da  Ancelotti come vertice basso del centrocampo che comprendeva anche Gattuso, Seedorf e Rui Costa. A quella gioia non corrispose un medesimo esito nel 2005, quando i rossoneri subirono l’incredibile rimonta del Liverpool (da 3-0 a 3-3) per poi perdere ai rigori. Il fantasista rossonero sbagliò in quell’occasione uno dei tre penalty che non andarono in rete, ma mandò in rete con uno schema su punizione Maldini, già al primo minuto dell’incontro.

    Ancora un assist decisivo per lui nella rivincita della sfida del 2007, ad Atene: una gara tiratissima decisa da una punizione del Genio di Brescia deviata da Inzaghi. Nella rosa di quel Milan c’era anche l’attuale secondo di Gigi Buffon, MARCONE STORARI.

    Berlino, infine. All’Olympiastadion come è noto il Maestro si incaricò del primo rigore, impassibile e flemmatico, battendo Barthez con una bomba potente e centrale. Nella storia rimarrà l’esultanza a braccia alzate e sguardo verso il cielo, e quella corsa ad abbracciare Fabio Grosso dopo l’ultimo rigore segnato dal futuro allenatore della Primavera bianconera.

    QUINTA FINALE PER PATRICE EVRA. CHAPEAU.



    Il nostro Patrice potrebbe essere il secondo giocatore a disputare una finale di Champions League con tre maglie diverse dopo Seedorf (Ajax, Real e Milan), ed il secondo in assoluto (con Seedorf e Van Der Sar) per numero di finali (5) dopo Paolo Maldini (6) nella moderna edizione del trofeo. Ai quarti, quest’anno, il francese aveva incontrato il Monaco, proprio la squadra con la quale andò ad un passo dal sogno di laurearsi campione continentale nel 2004, perdendo a Gelsenkirchen contro il Porto di Mourinho. Sempre schierato sulla fascia sinistra dall’ex bianconero Deschamps, Evra giocò tutto il match che si risolse dopo le reti di Carlos Alberto, Deco e Alenicev.

    Avrebbe dovuto aspettare altri quattro anni per esultare: la volta buona infatti arriva nel 2008 quando il 16° torneo europeo con l’attuale formula venne vinto dal Manchester United. Lo squadrone di Sir Alex Ferguson che contava in attacco la coppia Rooney-Tevez, supportati da un giovane ed inarrestabile Cristiano Ronaldo. Sulla stessa fascia in cui faceva su e giù Patrice.

    Una finale tutta inglese, quella di Mosca, decisa ai rigori contro il Chelsea di Drogba, Ballack, Lampard, Terry ed il futuro bianconero Anelka. Di questi due ultimi giocatori gli errori decisivi dagli 11 metri.

    Seguiranno altri due tentativi di conquistare la Champions, nel 2008/09 a Roma, avversario il Barcelona (v. sotto) e nel 2010/11, quando a prevalere furono ancora… i blaugrana.

    Ancora una volta, a Londra, il terzino francese disputa una finale per intero, ma ancora una volta deve cedere il passo a Messi (ancora in gol), Pedro, Villa e compagni. A poco vale il momentaneo pareggio di Rooney, al 34’: finisce 3-1, e la squadra catalana conquista la sua quarta Coppa.

    DOPPIO EX, CACERES COSTRETTO A SALTARE LA SUA SECONDA FINALE
    Sarà assente per infortunio ma presente col cuore a fianco dei compagni Martin Caceres, che ha già provato l’emozione del raggiungere la finale assieme ai propri compagni di squadra nel 2008/09. In quell’occasione, come ricorderete, la squadra di Guardiola si laureò campione d’Europa battendo 2-0 il Manchester United in cui militavano Patrice Evra e Carlos Tevez. Decisive per alzare il trofeo sotto le stelle del cielo romano (allo stadio Olimpico, lo stesso in cui Martin ha festeggiato la decima Coppa Italia qualche giorno fa) le reti del nostro prossimo avversario, Messi, e di Eto’o.

    L’allora numero 2 del Barça, che quell’anno fece treble dopo aver vinto anche Liga e Copa del Rey, era in panchina allora ma non entrò in campo. Destino diverso per l’Apache, chiamato da Ferguson a sostituire Anderson ad inizio ripresa.

    ALVARO MORATA, DUE ANNI DI FILA
    Dopo aver baciato la Champions con la maglia della stessa squadra che ha condannato con i suoi gol in semifinale, il Real Madrid, Alvarone vuole a tutti i costi tornare ad alzare il trofeo anche con le strisce bianconere indosso.

    Entrato in campo l’anno scorso, nel derby spagnolo di Lisbona, al 79’, il nostro attuale numero 9 ha giocato tutti i minuti più caldi di quella finalissima. Sotto 0-1, Ancelotti lo gettò nella mischia al 79’ e a pochi secondi dal termine il Real pareggiò grazie a Sergio Ramos, prima di dilagare con Bale, Marcelo e CR7 nei supplementari.

    Lui e Llorente saranno i primi spagnoli della Juventus in una finale di Champions League.

     

    TERZA VOLTA PER CARLITOS



    Quella finale Champions tutta inglese tra Manchester United e Chelsea che regalò la terza affermazione ai Red Devils, raccontata qui sopra, la vince anche l’Apache, eccome: in coppia con Rooney dall’inizio, il nostro bomber argentino segnò il primo rigore della lunga serie che assegnò il trofeo. L’ultimo paio fu Giggs-Anelka, e il francese – come è noto – sbagliò.

    L’ultimo suo grande atto della permanenza calcistica a Manchester, sponda United, fu come è noto la finale di Champions di Roma dell’anno successivo, quando entrò nel secondo tempo per cercare di raddrizzare una gara in salita dopo il gol di Eto’o. Seguiranno, come è noto, il passaggio ai concittadini Citizens e, finalmente, quello alla Juventus.

    Lui e Pereyra diventeranno i primi argentini a giocarsi la partita più importante per una squadra di club europea con la maglia della Juventus.

    VIDAL, PRIMO CILENO IN ASSOLUTO

     

    Questo il tweet di UEFA Champions League durante la partita tra Real Madrid e Juventus, ritorno delle semifinali. Il risultato finale è noto: Arturo Vidal DIVENTERA’ il primo cileno a disputare una finale del massimo trofeo continentale.

    LICHTSTEINER, SECONDO SVIZZERO IN FINALE
    Se Allegri lo sceglierà sulla fascia destra, lo Swiss Express sarà il secondo svizzero a disputare una finale di Champions League dopo Chapuisat nel 1996/97: la leggenda elvetica fu infatti schierato da Hitzfeld nella partita che consacrò il Borussia Dortmund  campione d’Europa a scapito della Juventus, a Monaco.

    Chapuisat, in campo con il numero 9 per 70’ di quel match, formava la coppia d’attacco con Riedle, autore della doppietta che vanificò la splendida rete di Del Piero. Ironia della sorte fu proprio il neo-entrato Ricken, subentrato al bomber svizzero, a segnare il gol del definitivo 3-1.

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