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      24.01.2015 14:41 - in: S

      Gabetta sull’avvio di 2015 dei suoi Giovanissimi

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      Intervistato da JTv, il tecnico dei bianconeri classe ’00 spiega il momento di forma della sua squadra alla luce degli impegni di inizio anno e delle metodologie di allenamento volte a far acquisire ai ragazzi maggiore consapevolezza tattica

      Se per la Prima Squadra il girone di ritorno inizia domani con la partita contro il Chievo, per i ragazzi della canterabianconera la giostra della regular season è gia entrata nel vivo da almeno qualche settimana.

      Domani infatti si riaccende il duello a distanza in vetta al campionato nazionale dei Giovanissimi che vede protagoniste, da inizio stagione, Juventus e Genoa.

      Come gli appassionati della nostra #JAcademy sapranno, avendo consultato il programma del Settore Giovanile che pubblichiamo a cadenza settimanale su Juventus.com, in mattinata i ragazzi di Gabetta riceveranno il Pavia mentre il Grifone se la dovrà vedere in un difficile derby ligure contro lo Spezia.

      Potrebbe questa essere un’occasione per guadagnare terreno e rosicchiare qualcuno dei cinque punti che separano i bianconeri dalla testa della classifica.

      «Il Genoa ha un gruppo un po’ più pronto del nostro fisicamente, mentre la nostra squadra è diversa e più di prospettiva. Ma sono convinto che già da adesso abbiamo tutte le carte in regola per andare a riprenderli», si è detto fiducioso proprio mister Gabetta durante un’intervista esclusiva rilasciata al canale bianconero JTv a inizio settimana.

      Il 2015 si è aperto con un pareggio (2-2 contro l’Entella) che è parso quasi una battuta d’arresto rispetto ai risultati roboanti a cui i Giovanissimi ci avevano abituato. Ma contro la Pro Patria i bianconeri hanno subito rialzato la testa, cogliendo una preziosa vittoria corsara grazie ad un “secondo tempo giocato con vero spirito da Juve”.

      «Il pari contro l’Entella», ha spiegato Gabetta, «è venuto dopo il trofeo Tappari in cui erano magari i nostri erano un po’ più stanchi».

      «Ora però siamo in un altro momento: stiamo dando più spazio a chi ne ha avuto meno, e per loro sono già test probanti. Domenica contro la Pro Patria in un campo difficile i ragazzi hanno giocato bene: è un gruppo che darà soddisfazione a questa società nel breve e in questi mesi».

      Il riferimento è al 34° trofeo Pier Giorgio Tappari, conquistato prima dell’Epifania in finale con il Novara grazie ad un 3-0 finale (medaglia di bronzo per il Torino).  Il torneo ha visto brillare Alessandro Bruni come miglior difensore, e Alessandro Lombardi, premiato come miglior giocatore dell’intera kermesse.

      «Nel Tappari abbiamo dato minutaggio a tutti i ragazzi, che hanno fatto un bel torneo: nelle sei partite hanno fatto un bel percorso fino alla finale in cui abbiamo battuto il Novara. Sono contento perché tutti hanno avuto modo di essere protagonisti».

      Anche nel gruppo dei Giovanissimi, d’altronde, è in corso quella politica di valorizzazione dei talenti più giovani –ribadita già più volte da Fabio Grosso nelle sue interviste al canale bianconero – che ha come obiettivo la formazione dei calciatori in erba in ambienti agonisticamente più maturi.

      «Il nostro obiettivo è far crescere i nostri ragazzi e vedere che vanno avanti, a prescindere dal risultato immediato. E’ un’enorme soddisfazione vedere i vari Vitale, Romagna e Mattiello nel giro della prima squadra, così come Coccolo e Muratore nella Primavera di Grosso (classe ’98), e così anche osservare che negli Allievi di Tufano giocano molti ’99 essendo pur loro dei ’98. Nei ’99 di Cei, inoltre, giocano dei 2000, e anche nel nostro gruppo io ho impiegato ragazzi del 2001: sia nel Tappari sia in campionato. Mai come quest’anno c’è l’imprinting della società nel far crescere e far salire [di categoria] questi ragazzi, fino all’obiettivo finale di vederli salire in Serie A – che per noi sarebbe il massimo».

      Da ultimo, Gabetta alza il sipario su alcune metodologie di lavoro dello Juventus Center, alla base degli ottimi risultati raggiunti fin qui e dell’impostazione dei carichi di lavoro da qui fino a fine campionato.

      «Ci serviamo di percorsi didattici e metodologici mirati in base al periodo, e in questo momento stiamo arrivando a situazioni più elevate, come ad esempio il gioco a due tempi, i cambi di fronte offensivo, il cambio sul terzo uomo», ha detto Gabetta. «Sono tutti allenamenti specifici che ci accompagneranno in questa seconda parte di stagione. Dopo aver acquisito determinate qualità nel possesso palla ora impariamo qualcosa in più, fin quando arrivati a giugno spero che molti di loro passeranno agli Allievi».

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