Juventus
    23.06.2015 08:30 - in: Member S

    Genoa, Empoli e la memorabile semifinale di Tim Cup

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    Il racconto della stagione oggi presenta un menu di tutto rispetto: due vittorie in Serie A, ma soprattutto l'impresa del Franchi, che significa Finale.

    Siamo all'inizio di aprile, in campionato la Juve non molla un millimetro: se non si comincia a fare il conto alla rovescia per capire quante settimane manchino allo scudetto numero 33 non è solo per scaramanzia, ma anche per tenere l'attenzione al massimo, in vista di due mesi che, a conti fatti, per la Juventus saranno decisivi.

    JUVENTUS-GENOA, 22 MARZO 2015

    Di fatto il solco che i bianconeri hanno scavato fra loro e gli inseguitori appare ai più incolmabile: il 22 marzo, prima della sosta per gli impegni della Nazionale, i bianconeri affrontano il Genoa, con in testa ancora il ricordo di quell'1-0, abbastanza incredibile, subito a Marassi all'andata. Ne parla anche Max Allegri, alla vigilia:

    I dati comunque sorridono alla Signora: infatti la Juventus è la squadra che ha vinto più partite (56) e segnato più gol (196) contro il Genoa in Serie A. Con alcune chicche storiche: l’8-1 che la Signora inflisse al Genoa nel novembre 1933 è la seconda sconfitta più pesante mai ottenuta dai liguri nel massimo campionato (dopo lo 0-8 patito col Milan).

    Ma tornando al presente, il match con i rossoblu anche allo Stadium si rivela piuttosto complicato, anche se si risolve prima della mezz'ora del primo tempo, con una sassata di Tevez da posizione defilata a destra, che non lascia scampo a Perin.

    E questo è il risultato finale:



    Prima di passare all'impegno successivo rivediamola ancora,, la incredibile botta dell'Apache:

    JUVENTUS-EMPOLI, 4 APRILE

    Non si ferma la cavalcata dei bianconeri, anche nel Sabato che precede la Pasqua. Cominciamo dalla fine, e cioè dal risultato:



    La partita, anche questa volta, porta una firma completamente Albiceleste. Sono infatti Tevez e Pereyra gli autori dei due gol con cui viene confezionato il risultato finale. Per l'Apache si tratta di un gol per certi versi simile a quello segnato contro il Genoa, anche se calciato in tutt'altro contesto: a due minuti dalla fine del primo tempo viene concessa alla Juventus una punizione a due in area, da posizione piuttosto vicino alla rete. A nulla vale lo schieramento di giocatori davanti alla linea di porta empolese: l'Apache non ci va molto per il sottile e tira una bordata di incredibile potenza, vista anche la breve distanza da cui viene fatta partire.
    Uno a zero e Stadium in visibilio.

    Tutta argentina anche la rete del due a zero, nei minuti di recupero della ripresa: ancora Tevez scende verso la porta, tira, e sulla respinta di Sepe c'è Pereyra pronto a insaccare.



    Qualche numero post partita: 22 i contrasti bianconeri contro i 25 degli ospiti, che però ne hanno vinti ‘solamente’ il 76% a fronte dell’86% dei ragazzi di Allegri.

    Lievemente più imprecisi a causa della pressione dei toscani sono stati i bianconeri (127 palle perse contro le 125 avversarie), ma più attivi in fase di recupero palloni (63 vs 50) e costruzione di gioco (57.9% di possesso palla, soprattutto nel primo tempo, e 628 palle giocate vs 443).

    Per evitare le ripartenze dell’Empoli e sfruttare al meglio lo spazio tra i reparti, Allegri ha fatto giocare i suoi mantenendo un baricentro basso (49.5m, tra i più bassi della stagione, con una linea del fuorigioco piazzata a 12.1m) e la squadra corta (34.4m: gli uomini di Sarri si sono allungati per una media di 41.3m in campo, aumentando gli spazi a disposizione dei bianconeri).

    Nonostante i padroni di casa abbiano cercato più le fasce, va all’Empoli il merito di aver piazzato più cross per le proprie punte (17 contro 15), anche se i bianconeri si sono resi più pericolosi in area avversaria per vie centrali (31 vs 17 le giocate utili), andando più spesso e con più precisione al tiro (7 le conclusioni nello specchio, a cui si aggiungono le 4 murate  dalla difesa azzurra e le 5 finite sul fondo).

    E, per concludere, il commento di Mister Allegri.

    I tre gol in due partite sono il modo migliore per arrivare a un altro snodo cruciale della stagione: il ritorno della semifinale di Coppa Italia, a Firenze, contro la Fiorentina che all'andata ha espugnato lo Stadium per 2-1.

    FIORENTINA-JUVENTUS, 7 APRILE

    Allegri ci crede, alla vigilia della trasferta toscana. Lo confermano le sue parole:

    Anche la storia sembra dalla parte della Juve, che negli ultimi due confronti in Coppa Italia (nei quarti dell’edizione 1997/98 e negli ottavi della stagione 2005/06) ha sempre passato il turno.
    Ma stasera, si diceva, è difficile. La doppietta di Salah allo Juventus Stadium rende complicato l'approccio alla partita di Firenze: in altre parole, ci vorrà la migliore Juve possibile per passare il turno.

    Ed è grande Juve fin dall'inizio: i bianconeri partono bene, dimostrano dai primi minuti di volere affrontare il match con determinazione e puntando sul possesso palla, che nei primi 20 minuti è del 57%.
    Poi, al minuto 22:



    Recupera un bel pallone Marchisio a centrocampo, poi trova Matri in area, che dialoga sullo stretto con Pereyra, vince un rimpallo e batte Neto in uscita da pochi passi. Uno a zero e discorso qualificazione quantomai aperto.
    Al 44' la Juve passa ancora: tira Morata, Neto si distende e para, sopraggiungePereyra che raddoppia. Adesso sarebbero i bianconeri in finale, ma resta da giocare ancora un tempo, nel quale può succedere di tutto.

    In realtà non passa nemmeno un quarto d'ora nella ripresa e la Juve chiude definitivamente il discorso qualificazione, con Bonucci: cross dalla destra, Leo si libera del marcatore Alonso e gira di collo pieno, fulminando Neto da pochi metri. Trionfo al Franchi.

    A fine partita queste le parole di Mister Allegri: «Abbiamo fatto un'impresa contro una Fiorentina che giocava un ottimo calcio. Siamo stati bravi in fase offensiva, nella gestione della palla e anche quella difensiva. Stiamo bene a livello atletico e questo è un merito dello staff, siamo migliorati come gioco e come velocità della palla. Pereyra? Per essere al primo anno di Juve ha giocato tantissime partite. Ha una tecnica ottima e riesce a dare imprevedibilità in avanti. Il trequartista in una squadra è la variabile impazzita. Questa sera abbiamo giocato con lui e con Morata, bravissimo a fare il secondo trequartista, lasciando Matri unica punta».

    Si chiude con il racconto di questa esaltante serata il racconto di oggi: ma come potete immaginare le emozioni non mancheranno nemmeno nei prossimi giorni. A domani!

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