Juventus
    21.03.2015 12:54 - in: Charity / CSR S

    Il calcio come strumento di pace

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    In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali a Vinovo i progetti “Un Calcio al Razzismo: Gioca con me” e “Un Calcio per la Pace” hanno unito nel gioco 80 bambini (tra cui una delegazione israeliana e palestinese) per promuovere i valori di fratellanza

    Una mattina di festa, all'insegna dei valori di amicizia e integrazione, promossi dal linguaggio universale del calcio. È quella che 80 bambini, protagonisti dei progetti “Un Calcio al Razzismo: Gioca con me”, e di “UN CALCIO PER LA PACE”, hanno vissuto oggi a Vinovonella Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali indetta dalle Nazioni Unite.


    La Juventus ha così ribadito il proprio impegno nella lotta lotta la razzismo, all'intolleranza, alla discriminazione: una missione che la società porta avanti dal  2009  in collaborazione con il Centro Unesco di Torino per promuovere valori universali di pace, fratellanza e rispetto reciproco. 

    Il primo passo è stato, sei anni or sono, “Un Calcio al Razzismo”, rivolto ai giovani e alle  scuole della Regione Piemonte, cui vengono concesse delle borse di studio per i loro progetti a favore dell'integrazione. Dal 2012  l'iniziativa è stata integrata da “Gioca con Me”, che offre ai bambini tra sette e i dieci anni potenzialmente esposti al disagio sociale, la possibilità di giocare gratuitamente, per tre anni, nelle squadre di Juventus Soccer School. È nato così il progetto congiunto “Un Calcio al Razzismo: Gioca con Me”, presentato dal presidente Agnelli il 6 marzo 2014 nella sede centrale dell'UNESCO a Parigi e riconosciuto come il migliore d'Europa.

    Oggi “Un Calcio al Razzismo: Gioca con Me”, ha trovato un prezioso alleato in “UN CALCIO PER LA PACE”, storico evento organizzato da UPF (Universal Peace Federation) e WFWP-Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo Italia, che ha avuto come ambasciatori 7 bambini israeliani e 7 bambini palestinesi di 11 anni, provenienti da piccoli villaggi del nord, non lontani dai Territori Occupati. Shahar, Sahar, Din, Minoy, Menachem, El Roei, Eyal, Ward, Abed Elmagid, Ahmad, Mahdi, Moemen, Mohammad e Abdallah, i Peace Dremers, questa mattina si sono uniti ai ragazzi di “Un Calcio al Razzismo: Gioca con Me” e hanno dato vita ad un lungo ed emozionante torneo di calcio a cinque sui campi di Vinovo, al termine del quale tutti i partecipanti sono stati premiati da Gianluca Pessotto e dalla Presidente del Centro UNESCO di Torino Maria Paola Azzario Chiesa.

    «Siamo qui per promuovere valori fondamentali attraverso il gioco, la passione per il calcio e il divertimento. Gli occhi di questi bambini sono trasparenti: dobbiamo essere bravi noi adulti per farli rimanere tali», ha dichiarato il Team Manager della Primavera bianconera aprendo la giornata di festa. «Dobbiamo ragionare di squadra e fare correre assieme questi bambini, in un mondo in cui troppe persone hanno deciso di correre da sole».

    «L’UNESCO ci chiede di ricordarci che siamo tutti uguali, al di sopra di qualunque sesso razza e religione», ha aggiunto Maria Paola Azzario Chiesa. «Dal 2009 abbiamo iniziato con la Juve una lotta per far capire che il razzismo è un danno per tutti noi, dando la possibilità ai bambini di imparare con la Juve cosa sia il gioco onesto, leale e pulito. Le regole sono funzionali per il dialogo interculturale. I bambini che arrivano da Israele e Palestina testimoniano la speranza che si superino tutte le barriere, e che si giochi il gioco della vita fino in fondo. Noi tutti siamo chiamati a non deluderli».

    Ringraziando le autorità cittadine, infine, Maria Gabriella Mieli, Presidente della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo ha introdotto i due allenatori israeliano e palestinese, il presidente della Universal Peace Federation e i due educatori. «Il pallone è rotondo, non ha ostacoli: è il miglior strumento di pace», ha dichiarato. «E’doveroso sottolineare l’importanza dell’iniziativa al femminile, sul territorio: le mamme di questi bambini ci hanno affidato i loro piccoli in una città come Torino che vanta una splendida storia sia dal punto di vista sportivo che da quello dell’accoglienza »

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