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      26.06.2015 09:33 - in: Member S

      Il film della stagione: la Juve è Campione d’Italia

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      Dopo un anno intero a lottare in campionato, minuto dopo minuto, finalmente arriva la gara della consacrazione matematica: quella di Marassi contro la Sampdoria. Una vittoria fondamentale anche per arrivare sereni alla sfida di Champions League contro il Real Madrid.

      “A fine partita, Mister Allegri portato in trionfo dai giocatori bianconeri”. 
       

      E’ l’ultimo commento della nostra MATCH ROOM sulla partita SAMPDORIA-JUVENTUS che, come ricorderete, ci ha consegnato la matematica vittoria del nostro 33esimo scudetto. Il quarto consecutivo. O, per dirla in hashtag, #4Ju33, in quanto proprio a voi è dedicato.

      Ma andiamo con ordine, senza lasciarci prendere dalla dolce onda dei ricordi.

      Non era mai successo alla Juventus, quello che si è verificato il 2 maggio 2015 a Genova. La Signora ha vinto lo Scudetto con quattro giornate d'anticipo: da quando si assegnano tre punti a vittoria, è la prima volta.

      Il sigillo finale arriva al Luigi Ferraris, contro una delle squadre rivelazione dell'anno, una delle due uscita indenne dallo Stadium: ovvero contro la Samp di Mihajlovic, che non vince da cinque partite, ma che prova a fare di tutto per sbloccarsi e rimandare la festa bianconera.

      La Juve completa  a Marassi quel capolavoro che è stato il suo campionato, accontentando la matematica con il gol di Vidal. Un capolavoro che ha preso forma immediatamente con sei successi consecutivi e ha zittito gli scettici, gol dopo gol, vittoria dopo vittoria. Erano in tanti, a inizio stagione, a ritenere improbabile che questo straordinario gruppo potesse ripetersi ancora una volta.

      In fondo avevano ragione: non si è ripetuto. Ha fatto di meglio. Ha vinto lo scudetto con quattro giornate di anticipo per potersi dedicare completamente a Champions e Coppa Italia.

      Non solo: la rete di Vidal ha sancito anche la prima sconfitta interna della Samp nella stagione passata, di modo che la Juve restasse l’unica squadra imbattuta fra le mura domestiche.

      «E dire che la stagione è iniziata con una sconfitta in amichevole».

      Dopo la conquista dello Scudetto e dopo essere stato portato in trionfo dai suoi, da buon toscano Allegri non ha rinunciato ovviamente ad una battuta sulla sua Juventus. «Sono entrato in uno spogliatoio importante e piano piano abbiamo lavorato insieme, svolgendo un lavoro straordinario. Il tutto grazie anche ai ragazzi, che si sono messi a disposizione da subito». 

      A ridosso della gara, ma in generale per tutta la passata stagione, il tecnico toscano ha avuto parole di grande stima per i giocatori: «Hanno grandi valori tecnici e non solo: siamo un grande gruppo».

      E poi ovviamente il suo ringraziamento è andato anche «Alla società e allo staff».

      «Abbiamo creduto allo scudetto da subito, siamo stati in testa fin dalle prime giornate – ha aggiunto il Mister - Chiaramente in stagione possono arrivare momenti più difficili, ma non bisogna perdere le certezze. Per esempio quando abbiamo pareggiato con l’Inter poi siamo andati a vincere con il Napoli, magari giocando non benissimo ma portando a casa una vittoria importante». 

      E ancora: « Siamo stati bravi a capire i periodi della stagione. Ogni partita è utile, anche quelle in cui prendiamo gol, serve per tenere alta la concentrazione. Per crescere si deve passare anche attraverso partite in cui si difende: non c’è da vergognarsi, perché giocare bene in difesa vale quanto disputare grandi  match in attacco». 

      Due gli eventi chiave secondo il tecnico, che vi abbiamo raccontato anche di recente. «Le vittorie di Dortmund e Firenze»

      Dopo lo 0-1 contro la Samp, per tutta la sera a Torino, Italia e nel mondo impazza la festa. Una gioia che vi abbiamo raccontato su Twitter e nel nostroLIVEBLOG, in diretta.

      E che è sempre bello rivedere….
       

      O rileggere!

      Ma dopo una breve celebrazione, lo champagne viene messo nuovamente in ghiaccio in quanto la stagione non è ancora finita e la  Juve vuole stupire ancora. Già dalla partita successiva, ovvero l’andatadella semifinale contro il Real Madrid.

      E’ questa però una sfida che preferiamo raccontarvi domani, assieme a quella del Bernabeu data la bellezza e l’importanza del doppio confronto.

      JUVENTUS-CAGLIARI 

      Veniamo quindi subito a Juventus-Cagliari, un match che in stagione ha la sfortuna di capitare a metà tra le due partite contro i Blancos e a scudetto già in tasca. 

      Ciononostante, la sfida contro gli isolani che allora lottavano ancora per la salvezza è importante per un grande e gradito ritorno in vista della gara di Champions a Madrid: quello di Paul Pogba, in arte Pogboom.

      Già perché allo Stadium è questa la notizia che regala una gara priva di significati per quanto riguarda la classifica, ma utilissima per testare le condizioni del francese. 

      Ebbene, proprio lui sblocca la partita, dominata dai bianconeri nonostante il sacrosanto turnover applicato da Allegri, e riagguantata dai sardi solo nel finale.

      A pochi minuti dal 90', infatti, il Cagliari trova il pareggio con Rossettini, che dopo aver colpito il palo di testa sugli sviluppi di una punizione, raccoglie la respinta del legno e segna il gol del pareggio.

      Termina 1-1 e anche se spiace per i tre punti sfumati, appena arriva il fischio finale già non ci si pensa più. C'è il Real. C'è la semifinale di ritorno di Champions League. 

       

      E, signori, c'è e ci sarà anche Paul Pogba.

       

      Dopo il match del 9 maggio c’erano tre domande che sembrava naturale porre a Massimiliano Allegri, il tecnico che ci ha condotto al quarto scudetto consecutivo vinto appena una settimana prima.

      La prima riguarda la calorosa accoglienza del popolo bianconero, con tanto di grande striscione “Grazie Allegri” che campeggiava sugli spalti di casa. Qualche telecamera, a tale proposito, ha notato i suoi occhi lucidi mentre suonava l’inno.  

      «Credo che sia stata una bella giornata, è normale un po’ di emozione anche per me: non sono assolutamente di ferro», è stata la naturale risposta dell’allenatore toscano. «E’ un traguardo importante per me: con questo sono due scudetti con due società diverse. E’ stata una giornata particolare».

      La seconda domanda, lecita e scontata, riguarda il ritorno (con gol) di Pogba. Anzi, Pogboom. Per lui, in poco più di un’ora di gioco, 5 tiri, di cui 2 nello specchio, 37 passaggi, 1 dribbling, 4 lanci positivi. E soprattutto, un gol. 

      «Paul ha fatto discretamente bene, è in buona condizione fisica. Era importante che riprendesse le distanze e le geometrie in mezzo al campo», ha commentato il mister, aggiungendo «Dispiace non aver vinto questa partita, però i ragazzi hanno fatto bene e non era semplice, visto che alcuni giocatori non giocavano da tempo. Mantenere l’imbattibilità è stato altrettanto importante».

      Il terzo ed ultimo quesito, naturalmente, è Real Madrid-Juventus.

      «Per Madrid valuterò da qui a mercoledì, Paul è giovane e ha grande struttura fisica: non è un problema il rientro», la valutazione, che si riallaccia al punto precedente. Una cosa è certa: Allegri non sceglierà in base alle decisioni di Ancelotti ma in base alla condizione dei propri ragazzi. «Non lo saprò fino all’ultimo, sappiamo che sarà molto difficile a Madrid. Sarà un’altra partita, più offensiva. All’andata non abbiamo sfruttato 4-5 occasioni favorevoli, dovremo concretizzarle al Bernabeu se vogliamo passare. La partita potrà andare anche ai supplementari: avere una buona gamba soprattutto nel secondo tempo sarà importante».

      A distanza di oltre un mese, leggere questa sua predizione fa pensare.

      A domani, bianconeri! 

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