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      24.06.2015 08:00 - in: Member S

      Il film della stagione: un passo in semifinale #UCL

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      Dopo la sconfitta del Tardini in campionato arriva per i bianconeri l’ora di affrontare il Monaco nella gara di andata dei quarti di finale di Champions.

      L’impresa di Firenze che vi abbiamo raccontato ieri precede di qualche giorno un’altra grande notte europea, quella dello Stadium in cui abbiamo battuto il Monaco per 1-0. In mezzo, ininfluente nel bilancio della stagione, la sconfitta di Parma, che è tuttavia servita ai bianconeri a non commettere più l’errore di giocare sotto ritmo.

      Ma andiamo con ordine.

      PARMA-JUVENTUS
      L’11 aprile  2015 l'orgoglio del Parma ha fermato la Juve, costringendola ad incassare la seconda sconfitta del campionato. I giocatori della società emiliana, il cui fallimento è stato ufficialmente dichiarato lunedì scorso, hanno approfittato della giornata non certo brillante dei bianconeri (forse già proiettati alla sfida contro il Monaco) per imporsi con un gioco propositivo ed aggressivo.

      E’ di Mauri al 15’ del secondo tempo il gol vittoria per i ducali, giunto paradossalmente proprio nel momento migliore della Juve: Belfodil approfitta di una scivolata di Chiellini, arriva sul fondo dalla destra e tocca verso Mauri, che arriva come un fulmine e piazza il sinistro di prima intenzione alle spalle di Storari.

      La formazione che scende in campo al Tardini presenta qualche novità, come Storari in porta, la coppia di centrali di difesa, composta dai due mancini Ogbonna e Chiellini, e quella d'attacco, con Coman al fianco di Llorente, ma certo non può essere questo un alibi, visto che a Firenze, nonostante i tanti cambi, la squadra aveva giocato una gara maiuscola.

      Più corretto rendere onore e merito al Parma e a Donadoni, che sceglie un atteggiamento guardingo, con un pressing asfissiante portato soprattuto su Marchisio per togliere lucidità alla manovra dei bianconeri.

      A dieci minuti dal novantesimo Vitale fa il suo esordio in serie A sostituendo Coman e sarà forse lui l'unico a voler ricordare questa partita. Tutti gli altri la dimenticheranno immediatamente, perché il 14 aprile, con il Monaco, si vedrà tutta un'altra Juve.

      JUVE-MONACO
      La squadra monegasca non è arrivata ai quarti di finale per caso, lo si ripeteva da tempo. La sfida di Torino lo ha dimostrato: la squadra di Jardim è solida, ha dei contropiedisti micidiali e giovani di talento. Neanche la Juve però è tra le prime otto d'Europa per grazia ricevuta. Ci è arrivata con una crescita costante, che vi abbiamo raccontato durante la stagione e anche in queste ultime due settimane.

      E così i bianconeri si aggiudicano il primo round con una prova convincente, specie nella ripresa, dopo un primo tempo all'insegna dell'equilibrio, in cui la Juve tiene palla e crea due clamorose palle gol e nel quale i francesi non sono da meno. Nel secondo la partita trova un unico padrone, non solo per il gol di Vidal, ma soprattutto per l'autorevolezza con cui i Campioni d'Italia gestiscono il risultato, senza rischiare praticamente nulla.

       

      Allegri aveva chiesto pazienza alla vigilia, i suoi uomini lo ascoltano e iniziano la gara manovrando con calma e precisione. Gli errori sono ridotti al minimo, il recupero palla funziona e anche se si deve aspettare per arrivare al tiro, poco importa.

      A fine primo tempo il conto delle occasioni è in parità, così come il punteggio che all'intervallo è ancora inchiodato sullo 0-0. Il possesso palla però è tutto per la Juve, oltre il 74 %, ed è un dato che la dice lunga sull'andamento della gara.

      La pazienza, a questo punto è finita e i bianconeri iniziano la ripresa spingendo sull'acceleratore, ma rischiano in contropiede e Buffon deve superarsi per deviare il sinistro di Bernardo Silva. Tempo di rimettere in gioco il pallone e Pirlo con una fiondata di cinquanta metri pesca Morata lanciato in area, Carvalho lo stende e Královec indica il dischetto. Vidal cerca l'incrocio. Lo trova. E’ GOL!

      Lo Stadium, al record d'incasso, è una bolgia e spinge i bianconeri a cercare il raddoppio, anche se è sempre bene guardarsi dal Monaco e dalla rapidità degli uomini di Jardim. 

      Con l’ingresso di Barzagli si passa alla difesa a tre, e il nuovo assetto regala ai bianconeri ancor più solidità. Ogni tentativo del Monaco di presentarsi dalle parti di Buffon viene rispedito al mittente e la Juve amministra il vantaggio fino al termine. Un vantaggio minimo, è vero, ma che intanto lascia ai bianconeri due risultati utili su tre per il ritorno.

      «Sapevamo che era difficile, dovevamo restare lucidi. Il Monaco, a differenza del Borussia si difende basso e riparte in contropiede. Dopo la fatica dei primi venti minuti, poi ci siamo sciolti e meritato la vittoria», è stato il commento a fine gara di Chiellini.

      «Andiamo a giocare il ritorno partendo da due fattori positivi: oltre alla vittoria, non avere subito gol in casa», gli ha fatto eco il Capitano.

      A Montecarlo, il 22 aprile, l'ora della verità.
      Ma di questo ne parliamo domani.

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