Juventus
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      12.06.2015 08:30 - in: Member S

      Il film della stagione: una partenza fulminante!

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      Chievo, Udinese, Malmoe, Milan, Cesena, Atalanta: sei vittorie nelle prime sei partite. Niente male come inizio di stagione.

      “Ben ritrovata, signora! Ci sei mancata per tre mesi e mezzo, più o meno”, scrivevamo il 30 agosto 2014, data in cui abbiamo ufficialmente iniziato la nostra stagione.

      Ci sei mancata per tre mesi e mezzo, dicevamo, ma poi sei tornata e ne hai vinte sei di fila.

      Sei partite, sei successi. Ricordate? Uno dopo l’altro, per un totale di 15 punti in campionato e 3 in Champions League. Non poteva iniziare meglio la stagione della Juventus di Massimiliano Allegri, un’annata straordinaria che da ieri stiamo ripercorrendo e che, come è noto, si concluderà con la vittoria del quarto Tricolore consecutivo.

      La Juventus, a fine anno, diventerà infatti la prima squadra a vincere per due volte quattro o più Scudetti consecutivi (la prima dal 1930 al 1935, ovvero il periodo del Quinquennio d’Oro).

      Per portare a casa il titolo nuovamente, il tecnico toscano sa che deve migliorare quanto di buono fatto nelle precedenti stagioni, ma a poco a poco, “in punta di piedi”, con due delle virtù che più gli sono state riconosciute dai media durante il corso dell’anno: la pazienza e la serenità.

      Allegri fa sapientemente tesoro dell’eredità lasciata da Conte, e per le prime 10 gare di campionato schiera la difesa a tre, modulo utilizzato in Serie A Tim per 17 volte.

      Con questa disposizione tattica i bianconeri tengono la porta inviolata in tutte le prime cinque giornate, subendo il primo gol alla sesta contro la Roma (partita che vi racconteremo domani). Proprio questa striscia di imbattibilità, lunga 481 minuti, si è rivelata alla fine la più lunga della Serie A 2014/15.

      Come si vede dal grafico, la difesa a quattro – introdotta a partire dal 7-0 rifilato al Parma – ha permesso alla Juventus di essere più incisiva in attacco (2.2 gol a partita in media contro 1.5), ma senza far salire la percentuale di vittorie.

      ESORDIO AL BENTEGODI
      E’ una Juventus concreta e spettacolare quella che piega il Chievo nella sua tana con il collaudato 3-5-2 e il giovanissimo Coman schierato a sorpresa come titolare al fianco del rodato fuoriclasse Tevez.

      La mossa funziona e i bianconeri tornano da Verona – la città che il destino ha voluto aprisse e chiudesse questo campionato – con i primi tre punti della stagione.

      Il punteggio di 0-1 finale (aut. di Biraghi su colpo di testa di Caceres) sta però stretto alla Signora, che tira per ben 21 volte contro la porta di Bardi, a confronto delle 5 conclusioni dei padroni di casa. A Verona gioca in pratica una sola squadra: 687 passaggi (84% dei quali riusciti) e un possesso palla del 74% raccontano cosa è stato Chievo-Juve al di là del punteggio.

      LA PRIMA OVAZIONE DEL JSTADIUM
      Il primo abbraccio del popolo bianconero in casa Allegri la raccoglie alla seconda giornata quando viene a farci visita l’Udinese, contro la quale coglie la seconda vittoria su due partite.

      Un gol per tempo, un monologo mai interrotto nella prima parte di gara e l'autorevolezza della grande squadra nel chiudere la partita quando gli avversari iniziano a farsi pericolosi: la Juve regola l'Udinese – squadra che al ritorno ci darà del filo da torcere – con Tevez e Marchisio, ma soprattutto inizia a vedersi ad occhio nudo il lavoro di Allegri, che apporta qualche lieve correzione in corsa al 3-5-2.

      Se contro il Chievo aveva fatto il suo debutto dal primo minuto Coman, ed era entrato a partita in corso (la prima, ufficiale) Maxi Pereyra, contro l’Udinese di Stramaccioni fa il suo esordio con la maglia bianconera Alvaro Morata, tornato in campo dopo l’infortunio che lo tiene ai box durante la fase di preparazione.

      Come sappiamo oggi, Alvarone sarebbe stato un giocatore decisivo per la stagione bianconera.   

      Nonostante il 2-0 finale, da buon perfezionista il mister a fine gara dichiara che sì, la Juve poteva e doveva fare meglio. I fatti gli avrebbero dato ragione.


      BUONA LA PRIMA IN CHAMPIONS
      Arriva anche il momento del debutto in Champions. Davanti ci si para il Malmoe, squadra campione di Svezia sorteggiata nel girone che vedeva solamente vincitori dei rispettivi trofei nazionali (l’Atletico, per la Spagna, e l’Olympiacos per la Grecia).

      Quello tra la Juve e la squadra di Hareide è il primo confronto ufficiale: il Malmoe è la prima formazione svedese ad accedere alla fase finale a gironi dopo l’Helsingborgs IF nel 2000/01. Finalista di Coppa Campioni nel 1979, non figurava tra le squadre nel trofeo dal lontano 1990/1.

      Peccato che il loro ritorno in Champions sia coinciso con la serata di grazia dell’Apache.

      La linea a tre in difesa è approvata e collaudata: out Barzagli, che tornerà solo nella seconda parte del campionato, Caceres è preferito ad Ogbonna mentre a centrocampo Asamoah, Evra e Lichtsteiner coesistono a supportare la coppia d’attacco Tevez-Llorente. 

      «Niente calcoli», aveva detto alla vigilia Allegri. «Ora il primo traguardo è passare il turno. La rosa è sufficientemente ampia per competere su ogni fronte e la dimostrazione sta nelle buone prove fornite sabato dai nuovi acquisti. Questo mi consentirà di gestire al meglio le energie durante la stagione. L'obiettivo è portare tutti i giocatori a poter affrontare ogni gara, mantenendo lo stesso livello di competitività».

      I ragazzi competitivi lo sono eccome, e nel secondo tempo stendono gli svedesi grazie ad uno-due da k.o. tecnico assestato da Carlitos.

      E’ debutto in Champions. E’ vittoria: un trend positivo che avremmo mantenuto #FinoAllaFinale con il Barcellona.


      RITORNO A SAN SIRO PER ALLEGRI
      La squadra continua a crescere in gioco e consapevolezza di sé. Il calendario vuole che il mister torni a San Siro già alla terza giornata, ospite di un Milan che si presenta rinnovato ai blocchi di partenza e pieno di fiducia nei propri mezzi (solo nella stagione 1955/56 i rossoneri erano stati più prolifici dopo due giornate di campionato, nove gol).

      Piegarlo non è affar semplice, ma la Juve ci riesce, anche quest’anno. Un’altra Grande Bellezza, un’altra volta Carlitos.  A centrocampo debutta Pereyra trequartista dal primo minuto, e in assenza di Pirlo il Principino gioca un’altra grande partita di spessore.

      D’altronde, “non si vince a San Siro per due anni senza essere un gruppo di fenomeni. La Juve lo è, senza ombra di dubbio”. Per aver la meglio del Milan servono pazienza, lucidità e cinismo, qualità tutte messe in mostra nella Scala del calcio lo scorso 20 settembre. 


      Quattro partite ufficiali, dunque, ed altrettante vittorie, sei gol fatti e nessuno subito.

      L'avvio di stagione della Juve è straordinario  e forse, il numero più importante è proprio quello relativo alla rete inviolata. Un numero che va arricchito in fondo. Perché i bianconeri non solo finora non hanno subito reti. Soprattutto hanno concesso pochissime occasioni. Merito di un'organizzazione di squadra consolidata, ma anche di difensori impeccabili. Come Leonardo Bonucci assolutamente impeccabile, in fase difensiva, ma anche nel momento dell'impostazione della manovra, per quanto, ora, rispetto allo scorso anno, siano cambiati i compiti: «Ora limito i lanci in profondità e appoggio più spesso il pallone a Marchisio o al centrocampista più vicino, ma quando posso mi prendo le mie responsabilità», spiega il centrale dopo il fischio finale.

      IL CESENA OSPITE AL JSTADIUM
      Passa appena qualche giorno ed arriva la 21esima vittoria casalinga consecutiva, contro quel Cesena che la Juve aveva già affrontato in una calda notte d’estate, in amichevole. La statistica era dalla nostra ancor prima di scendere in campo: la Signora aveva infatti vinto quattro delle ultime cinque sfide di campionato contro i romagnoli, rimanendo imbattuta nelle ultime 11.

      Il match contro i romagnoli, primo scontro diretto in A tra Allegri e Bisoli, segna “il ritorno del Guerrero”, Vidal,  i cui due gol fanno breccia nel fortino messo in campo dal tecnico avversario e aprono la strada al passaggio dello Swiss Express, che mette la ciliegina sulla torta.

      I numeri della gara dicono: 27 conclusioni dei bianconeri, una sola del Cesena; 13 i tiri in porta (di cui 10 da dentro l’area), possesso palla del 73.2% e 661 passaggi contro i 244 romagnoli. In campo anche Giovinco dal primo minuto, l’attaccante che a gennaio avrebbe lasciato Vinovo per trovare nuova casa a Toronto.

       

      TRIS D’ASSI, PER GRADIRE
      Con Atalanta-Juve, la Signora cala il tris: l’Apache che fa una doppietta, Buffon che para un rigore a Denis e Morata che incanta i suoi nuovi tifosi con la prima perla stagionale.  A dimostrazione di quanto tutta la rosa della Juve sia di primo livello, il terzo gol è confezionato proprio da due nuovi entrati: Pereyra crossa, Morata colpisce di testa e dà il colpo del ko ad una squadra, quella di Colantuono, non smette un minuto di battersi con la stessa foga iniziale.
       

      Con la trasferta di Bergamo la Juventus vince le ultime 12 partite di campionato (senza subire gol nelle ultime otto), eguagliando la propria miglior striscia di successi in Serie A. Era dalla Serie A 1998/1999 che una squadra non manteneva la porta inviolata nelle prime cinque partite: in quella stagione ci riuscì il Parma, in cui giocava Gianluigi Buffon, che chiuderà il torneo con due rigori parati (come nel 2002/03), tenendo inviolata la porta 18 volte (record stagionale)

      I numeri ancora una volta certificano il dominio bianconero: 16 tiri a 10, 7 a 1 nello specchio della porta, 80% di passaggi riusciti.

      Il miglior viatico per arrivare allo scontro diretto…


       

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