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      23.06.2015 16:19 - in: Eventi S

      Juve e Ferencvaros, nuovo incontro... 50 anni dopo

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      Una delegazione di Juventus Legends ha fatto visita al club ungherese in occasione dell’apertura di una mostra sull’epoca d’oro del Ferencvaros, vincitore della Coppa delle Fiere a Torino nel 1965.

      La stagione sportiva sarà pure finita, ma c’è una Juventus che continua a viaggiare per il mondo portando alti i vessilli del club.

      Parliamo delle Legends bianconere, che oggi erano a Budapest ospiti dei vecchi rivali del Ferencvaros per omaggiare gli avversari della finale di Coppa delle Fiere di cinquant’anni fa.

      Tre leggende della Juve, infatti, si sono recate in visita in Ungheria per l’inaugurazione di una mostra sugli anni d’oro (anni ’60) del club magiaro, primo ed unico club del paese a vincere uno dei principali trofei calcistici continentali:  parliamo della Coppa delle Fiere, conquistata il 23 giugno 1965 ai danni della Juventus di Herrera (1-0).

      Di quella squadra facevano parte Giancarlo Bercellino (Bercellino I)Bruno Mazzia e Gino Stacchini, che oggi in compagnia del Direttore del Settore Giovanile Stefano Braghin hanno incontrato  i vertici del calcio ungherese e alcune vecchie glorie del Ferencvaros. Presenti per l’evento anche Gabor Kubatov, presidente della polisportiva Ferencvaros (Ferencvaros Torna Club), e Pal Orosz, CEO della sezione calcistica (FTC Football).

      L’esposizione visitata dalle nostre leggende ripercorre anche il successo della squadra bianco verde al Comunale di Torino – l’ultima, nonché la più importante, vittoria europea del Ferencvaros – ed è stata allestita all’interno del Museo del club, il Fradi Museum. Questo è situato a sua volta presso la Groupama Arena, ovvero il nuovo stadio della società inaugurato nel 2014, tre anni dopo lo Juventus Stadium.

      Le due società, separate da una storia tanto lunga quanto diversa, hanno negli ultimi anni intrapreso un cammino simile: il Ferencvaros ha infatti costruito un nuovo stadio concepito per il calcio, con un suo museo. La nuova struttura è stata uno dei fattori che ha portato il club a vincere quest’anno sia la Coppa di Ungheria sia la Coppa di Lega Ungherese

      «Vogliamo esprimere a nome del club il nostro ringraziamento per averci permesso di partecipare a questa bella cerimonia. Sia la Juve che il Ferencvaros hanno avuto i loro periodi duri e i loro periodi di splendore. Ma spero che le due squadre si reincontrino presto, nuovamente, in una finale europea», sono state le parole di Stefano Braghin.

      «E’ un grande piacere essere qui: siamo felici che le nostre gesta non siano state dimenticate e per aver ricevuto questo invito», ha dichiarato in ringraziamento Giancarlo Bercellino. A queste parole hanno fatto eco quelle di Bruno Mazzia, che ha fatto notare come «il Ferencvaros fosse una grande squadra».

      «Nel 1959 abbiamo giocato contro la squadra nazionale ungherese, dove c’erano giocatori che non dimenticheremo mai», ha tirato fuori dallo scrigno della memoria Gino Stacchini. «Matrai, Varga, Fenyvesi e Albert sono giocatori che tutti avrebbero dovuto vedere. Albert era molto ammirato in Italia dopo la vittoria del Pallone d’Oro europeo. E’ sempre stato duro affrontare gente come Pal Orosz, Lajos Tichy o giocatori del calibro di Puskas, Czibor e Budai. In finale quell’anno ci andò male, ma è un grande piacere essere qui e reincontrare i giocatori di quella partita».

      Fu un gol di Fenyvesi a decidere la finale di Coppa delle Fiere di cinquant’anni fa: un pregevole inserimento con conclusione di testa su cross dalla destra.

      Proprio l’ex campione ungherese Mate Fenyvesi ha preso parola durante la cerimonia, ricordando come «Albert era un giocatore dal gran colpo di testa, e gli italiani facevano di tutto per non farlo staccare. Per questo decidemmo che mi sarei gettato pure io sui cross provenienti dalla destra. Per una trentina  di volte ogni mio tentativo è stato vano, ma in una occasione la sorte mi sorrise, su cross di Dezső Novák».

      Il club di Budapest, che disputò la sua prima partita non ufficiale di pallone nel 1897 (qualche mese prima la fondazione della Juventus), ha vinto quest’anno la sua 21° Coppa di Ungheria ed è stato campione nazionale per 28 volte.

      Come ha ricordato Pal Orosz, la Juventus ha appena disputato una finale di Champions «mentre il Ferencvaros ha partecipato al sorteggio per le fasi di qualificazione alla prossima Europa League. […] L’esibizione inaugurata oggi è un must per tutti i tifosi di calcio, in quanto si sofferma su un periodo incredibile di successi per la storia di questo sport in Ungheria».

      La visita di Budapest non fa altro che rimarcare la polivalenza che ha il progetto Legends per il club bianconero: un disegno a 360 gradi che comprende, oltre alle iniziative istituzionali come quella di oggi a Budapest, anche le attività svolte al fianco di UNESCO (come testimoniano il recente viaggio africano del Presidente delle Legends, Trezeguet, e l’UNESCO Cup del prossimo 8 settembre), quelle finalizzate all'internazionalizzazione del brand (ultima in ordine di tempo la partita disputata in Giappone lo scorso 4 maggio) e quelle di natura più commerciale (come l’intervento di Trezegol alla conferenza stampa di presentazione di Tecate come Juventus official regional beer in Messico).

      La FOTOGALLERY

       

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