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      31.05.2015 10:00 - in: Champions League S

      La grande storia di Juventus-Barcellona

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      Otto i precedenti fra i catalani e i bianconeri: tutte gare di andata e ritorno. Mai una partita “secca” e, soprattutto, mai una Finale

      Ora non c’è più spazio per altri pensieri. Terminata ieri pomeriggio l’avventura dei bianconeri in Campionato, messi momentaneamente da parte Scudetto e Coppa Italia conquistati in quella che finora è già una stagione magnifica, è tempo di pensare all’ultimo appuntamento che attende la Signora. Quello più atteso, quello con il Barcellona.

      Quello con la Finale di Champions League.

      Non è la prima volta che i bianconeri e i blaugrana si incrociano in ambito europeo; infatti quella di sabato sarà la nona sfida nella storia fra Juventus e Barcellona. Senza dubbio però sarà la più importante: mai le due squadre si sono affrontate in una finale e mai nemmeno in una gara "secca", da dentro-fuori.

      I precedenti, infatti, raccontano di otto incontri totali, vale a dire quattro sfide sull’arco dei 180 minuti. Riviviamole insieme.

      1970/71: Coppa delle Fiere
      Bianconeri e Blaugrana si incontrano nei sedicesimi di finale. Il primo precedente assoluto fra le due formazioni sorride alla Signora, che passa al Camp Nou il 20 ottobre ’70 per 2-1. In vantaggio dopo 12 minuti con Haller, la Juve raddoppia al 55’ con Bettega e a nulla serve la rete di Marcial a 14 minuti dal 90’.
      Stesso punteggio, con una grandissima prestazione, anche al ritorno, il 4 novembre al Comunale. Ancora Bettega, dopo soli 3 minuti, mette in ghiaccio la qualificazione. Ci pensa poi Capello, venti minuti dopo, a raddoppiare per i bianconeri, che sfiorano più volte il terzo gol, subendo solo verso la fine (83’) la rete della bandiera catalana di Pujol.

      1985/86: Coppa dei Campioni
      La Juventus si gioca la qualificazione alle semifinali dell’edizione 1985/86 della Coppa dei Campioni, che affronta da detentrice del titolo. Anche stavolta andata al Camp Nou, in data 5 marzo 1986: la Juve imposta un match ordinato e apparentemente lascia pochissimi spazi ai blaugrana, che però dopo la mezz’ora del primo tempo passano con un gran tiro da fuori di Julio Alberto, che sarà l’unica rete della serata. Giochi aperti per il match di ritorno al Comunale, il 19 marzo: è una Juve arrembante di fronte a uno stadio pieno quella che tenta di ribaltare il risultato della gara di andata. I bianconeri sfiorano il gol a più riprese, ma è Archibald a gelare il pubblico juventino alla mezz’ora, con un colpo di testa che batte Tacconi da posizione defilata a destra sul palo vicino. Adesso alla Signora servirebbero tre reti, ma arriva solo il pareggio (di pregevole fattura, come sempre), firmato Michel Platini alla fine del primo tempo. Nella ripresa i bianconeri non riusciranno a portare pericoli alla porta di Urruticoechea e alle semifinali ci va il Barcellona.

      1990/91: Coppa delle Coppe
      Partita sfortunata per i colori bianconeri quella che si gioca al Camp Nou (ancora una volta l’andata è in Spagna) il 10 marzo 1991. Semifinale di Coppa delle Coppe, la Juve di Maifredi affronta il Barcellona di Crujiff. E inizia come meglio non potrebbe: al 12’ Casiraghi sfrutta un passaggio indietro della difesa blaugrana e batte in scivolata Zubizarreta che gli sta uscendo incontro. La squadra bianconeras nel primo tempo gioca un gran calcio e per due volte sfiora il raddoppio, con Schillaci e Baggio. Ma la rete non arriva e, nella ripresa, torna prepotentemente sotto il Barcellona. In quattro minuti, dal 56’ al 60’, Stoichkov mette a segno un uno-due micidiale, che lancia la squadra di casa: la rete di Goicoechea al 75’ (gran botta da lontano) complica ulteriormente il compito della Juve al ritorno. Non basta, infatti, al Delle Alpi (data: 24 aprile 1991) una splendida punizione di Roberto Baggio al 61’ minuto per mandare in finale la Signora, che pure sfiora il gol in molte occasioni: anche stavolta passa il Barça.

      2002/2003: Champions League
      Si giocano i quarti di finale della massima competizione europea. Questa volta la partita di andata si gioca al Delle Alpi, il 9 aprile 2003. Inizia bene la doppia sfida per i bianconeri, che passano al minuto 16 con Montero, autore di una deviazione sottomisura. Che la qualificazione alle semifinali non sarà una passeggiata è chiaro per tutto il match, equilibrato e per niente semplice. Le cose sembrano non mettersi bene quando, a dieci minuti circa dal termine, Saviola impatta il punteggio battendo Buffon con una conclusione da centro area. E non è finita: sia i catalani che i bianconeri sfiorano il gol partita, con Kluivert prima e con Di Vaio poi.
      Si va al Camp Nou, il 22 aprile, con una qualificazione più che mai in bilico. Anche in Spagna la Signora gioca a viso aperto e si ripropone il leit motiv della gara di andata. Al minuto 53 Davids apre a sinistra per Nedved, autore di un’incursione in area conclusa con un destro dei suoi, imparabile per Bonano. Sembra il gol decisivo, dato che non manca molto al termine. E invece no: al 66’ pareggia Xavi con un tiro dal limite. Il match a questo punto pare girare verso i blaugrana, che restano in 11 contro 10 per l’espulsione di Davids al minuto 79, ma la Juve resiste e si va all’extra time.
      La partita si decide in un minuto, con due giocate clamorose. La prima: SuperGigi Buffon al 7’ del secondo tempo supplementare compie un autentico miracolo su una mezza rovesciata da distanza ravvicinata di Kluivert e sul ribaltamento di fronte Birindelli crossa da destra trovando il colpo al volo di Zalayeta, che manda in estasi la Juve. Un’estasi destinata a non finire: la Juve, in semifinale, troverà e batterà il Real Madrid.


      Ricapitoliamo…
      Otto
      i match fra bianconeri e blaugrana, che danno vita a quattro sfide andata/ritorno. Bilancio in parità: due volte passa la Juve, altrettante il Barça. Non è in parità invece lo score delle partite giocate, quattro delle quali sono vinte dai bianconeri. Due i pareggi, altrettante le sconfitte, dieci i gol juventini, uno in meno per i catalani.

      Insomma un bilancio all’insegna dell’equilibrio. In attesa della sfida più importante di tutte.

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