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      17.12.2014 18:03 - in: Serie A S

      Le 13 vittorie bianconere in Sardegna

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      Dal primo successo del 1969 al poker in rimonta di inizio anno: tutte le gioie corsare bianconere nella tana del Cagliari

      Quando la Juve vince in Sardegna lo fa di misura - come è accaduto il più delle volte - o in goleada. Ben sette volte su 13, infatti, la Signora si è imposta in casa degli isolani con una sola rete, ma tanto è bastato per portare a casa il più bel risultato possibile: la vittoria.

      Tutto ha inizio nel 1969: lo stadio è ancora l’Amsicora e il Cagliari di Boninsegna – che l’anno successivo avrebbe vinto il primo scudetto della sua storia – affronta la Juve allenata di Herrera, che schiera fuoriclasse come Salvadore, Haller, Del Sol e Anastasi.

      E’ proprio un gol di Pietruzzu a metà partita a decidere la sfida e a regalare il primo successo bianconero in terra sarda. Per vincere di nuovo nell’isola, la Signora dovrà aspettare un’altra generazione di campioni, quattro anni più tardi. Zoff, Furino, Causio, Cuccureddo, Capello e di nuovo Salvadore ed Anastasi si ripresentano nel capoluogo isolano nel 1973, e questa volta Rombo di Tuono è della partita.

      E’ il solito Altafini, promosso titolare da  Vycpalek per l’indisponibilità di Bettega a ripagare la fiducia del mister con uno splendido colpo di testa ad incrociare su cross dalla sinistra al 61’. Da quel minuto, il risultato non si sarebbe più sbloccato.

      Due anni più tardi vinciamo grazie alla rete di Gori: un altro successo di misura, che anticipa l’ennesimo 0-1, ovvero quello firmato da Tardelli nel 1982.

      Record di incassi al Sant’Elia, in quella domenica di febbraio, ma è la Signora a tornare a casa con i due punti che contano nonostante il sostegno rumoroso del pubblico locale. Nel giorno del quarantesimo compleanno di Zoff, i suoi compagni gli regalano una giornata pressoché inoperosa (la 530esima in Serie A). Cagliari-Juve dell’ ’82 è una partita avara di gol ed emozioni, con una manovra in attacco bloccata da entrambe le parti, che deve attendere gli sviluppi di un calcio piazzato per vedere esultare una delle due tifoserie: pennellata geniale di Cabrini e tuffo plastico di Tardelli per la rete che vale la vittoria. Parliamo della tifoseria bianconera, naturalmente.

      Bisogna aspettare il 1982/3 e la Juve di Rossi, Platini e Boniek per assistere ad una vittoria meno parca di reti: nel maggio 1983 la sfida termina infatti 1-2 grazie alla coppia gol franco-polacca. E’ un successo in rimonta, tuttavia, che prima argina e poi rimedia al gol di Poli per i padroni di casa, giunto in acrobazia sul finire del primo tempo. Nella ripresa sale in cattedra Le Roi, che prima inventa il corridoio perfetto per il compagno di reparto, quindi da posizione impossibile sulla destra infila Malizia nella porta cagliaritana.

      Nel 1994 torniamo a vincere per 0-1 grazie al rigore di Ravanelli all’83’, ma la storia  dei successi contro il Cagliari è scritta principalmente a partire dalla fine metà degli anni ’90.

      Ben sette, infatti, sono quelli che arrivano a partire dal 1999, ovvero dal gol di Conte al 63’. Inzaghi e Del Piero sono devastanti quel giorno ma non riescono a superare Scarpi. Ci pensa il futuro allenatore bianconero, schierato opportunamente da Ancelotti sul primo piano in occasione di un calcio d’angolo.

      Nel 2007 il rocambolesco 2-3, una delle partite più belle in Sardegna (ad eccezione di quella del gennaio scorso) con le firme di Trezegol, Del Piero e Chiellini, al suo primo gol bianconero in Serie A: Juve due volte in vantaggio (sul secondo gol grande merito a Camoranesi, che serve un gran pallone a Del Piero, il quale deve solo spingere in rete), e due volte recuperata da Foggia su rigore. E’ infine un’incornata di Giorgione a regalarci i tre punti al 90: il primo dei suoi 21 gol nella massima serie.

      Nel 2008 decide Amauri- ennesima vittoria di misura – contro il Cagliari allenato da Allegri: Marchionni crossa in mezzo, Iaquinta non aggancia e l’italo-brasiliano conclude in girata (secondo centro consecutivo in campionato), facendo gioire la Juve alla fine di un duello serrato contro la compagine rossoblu guidata in attacco da Matri, mai doma.

      Il 2011, 2012 e 2014 sono finalmente forieri di gol (e di scudetti): prima l’1-3 corsaro con la classica doppietta dell’ex Matri e il gol di Toni. Stesso risultato del 2012 giunto, ancora una volta, con i due gol di Matri (più il gol allo scadere di Vucinic).

       

      In mezzo alle trasferte, lo 0-2 dell’attesissimo trentesimo Tricolore di Trieste, con gol iniziale del montenegrino e autorete di Canini.

      Dulcis in fundo, la tredicesima perla, quella dell’anno scorso….

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