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      11.03.2015 12:26 - in: Serie A S

      Pepe: «Teniamo alta la concentrazione»

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      «Il Palermo non perde in casa da molte partite e dobbiamo cercare di allungare ancora sulla Roma»

      Paul Pogba si è meritatamente preso le prime pagine dei giornali con il gran gol segnato contro il Sassuolo, ma anche Simone Pepe avrebbe meritato la copertina. Del resto è proprio dal suo piede che è partito l'assist, anche se in effetti, non era il francese il destinatario del passaggio: «Ero in corsa e ho visto Tevez dall'altra parte del campo – ammette Simone ai microfoni di Sky Sport - Volevo servire lui, ma Paul è arrivato da dietro e, quando ha preso il pallone, ho pensato che controllarlo era difficile e che se lo sarebbe allungato, invece è stato bravissimo e ha segnato un gran gol».

      Un altro assist, “volontario” questa volta, Pepe lo aveva già sfornato per Llorente nella gara di Coppa Italia contro la Fiorentina, a dimostrazione di una forma ormai ritrovata dopo il lungo stop: «Mi alleno da otto mesi, non potrei non essere pronto. Mi sento bene, le gambe stanno tornando quelle di una volta e sono a disposizione, come tutti gli altri, pronto a dare il mio contributo. Giocare titolare piacerebbe a tutti, è normale, ma l'importante è che il mister sappia che può contare anche su chi è in panchina, com'è accaduto nell'ultima partita».

      Il suo contributo potrebbe tornare prezioso anche nella gara di sabato prossimo al Renzo Barbera, una sfida in cui la Juve deve dimenticare gli undici punti di vantaggio in classifica e «tenere alta la concentrazione, perché il Palermo non perde in casa da molte partite (dalla 5° giornata di andata, 0-4 contro la Lazio NdR) e perché dobbiamo cercare di allungare ancora sulla Roma».

      E dopo il Palermo, tornerà la Champions, con la gara di ritorno contro il Borussia: «Prima dell'andata avevo detto “Che Dio ce la mandi buona”, ma era un modo di dire, perché quando si incontrano squadre così forti serve anche fortuna. È una partita imprevedibile – conclude Simone - perché loro, come noi, giocano a viso aperto e, come noi, hanno ottimi elementi. È forse la sfida degli ottavi con più incognite».


       

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