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      02.06.2015 15:00 - in: Champions League S

      #RoadToBerlin, parte 2: ottavi, quarti e semifinali

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      Superata la fase a gironi, riviviamo la cavalcata di Juventus e Barcellona negli ottavi, nei quarti e in semifinale. Fino a Berlino

      OTTAVI DI FINALE: CONTRO DORTMUND E MAN CITY
      Sono due sfide di indubbio fascino quelle che l’urna UEFA decide per gli ottavi di finale di Juventus e Barcellona. Ai bianconeri tocca il Borussia Dortmund, protagonista negli anni ’90 di grandi sfide, in Coppa Uefa e Champions League. Il 24 Febbraio 2015 a Torino la Juventus si impone per 2-1. Un match a lungo controllato dai bianconeri, che passano con Tevez dopo 13 minuti, subiscono l’inatteso pareggio di Reus, ma prima della fine del primo tempo ritornano avanti grazie a una rete di Morata. Nella ripresa più volte la Juve potrebbe allungare, ma si va a Dortmund, per il ritorno, con un vantaggio minimo. E insidioso, vista la rete segnata in trasferta dai tedeschi.

       

      Il Barcellona vola a Manchester, dove batte con lo stesso punteggio (2-1) il City. Partita che pare già indirizzata nella prima mezz’ora, grazie alla doppietta di Suarez. Accorcia le distanze, nella ripresa, El Kun Aguero. Al ritorno, al Camp Nou, basta una rete di Rakitic (e un rigore fallito proprio da Aguero) per portare i catalani ai quarti di finale.
      E la Juve? A Dortmund i bianconeri disputano una delle partite più belle dell’anno. Mattatore Tevez, che dopo una manciata di minuti fa capire al caldissimo WestfalenStadion di che pasta è fatta la Juve. Una sassata che non lascia scampo a Weidenfeller e bianconeri avanti. Nella ripresa i ragazzi di Allegri consolidano il vantaggio, regalando spettacolo con Morata (assist dell’Apache) e ancora con Carlitos, che con un’altra gran botta dal lato destro dell’area (su servizio di Pereyra) lancia un altro messaggio, forte e chiaro.
      La Juve c’è. Eccome se c’è.

      QUARTI DI FINALE: FRA MONTECARLO E PARIGI
      Parlano francese le avversarie delle due future finaliste. La Juventus pesca il Monaco, per il Barcellona una sorta di “re-match” contro il PSG, già incontrato nella  fase a gironi. Proprio nella prima parte del torneo a Parigi la squadra di Blanc aveva rifilato ai catalani l’unica sconfitta del loro torneo: il 15 aprile va diversamente. Il Barça impone la legge, sua e dei suoi gioielli. Neymar sblocca il risultato al 18’, poi la chiude in 8 minuti, fra il 67’ e il 79’, Suarez. Un’autorete di Mathieu al minuto 82 vale solo come gol della bandiera.  Ancora Neymar assoluto protagonista al ritorno: minuti 14 e 34, doppietta e qualificazione chiusa.

      Per la Juve il Monaco è un avversario ostico, difficile da scardinare. All’andata (14 aprile), allo Juventus Stadium, ci pensa Vidal su calcio di rigore al 57’ minuto. E a conti fatti sarà il gol qualificazione: nel Principato i bianconeri giocano un match intenso, controllano, soffrono ma rischiano di colpire nel finale con Pirlo, che su punizione scheggia l’incrocio. Poco male, il risultato non si sblocca e per la Juve è uno 0-0 che vale più di una vittoria: significa, dopo 12 anni, semifinale di Champions League.



      SEMIFINALI: LE 4 REGINE
      La Juve è tornata, lo dice Gigi Buffon in  conferenza stampa, lo testimoniano i fatti. Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona: queste le tre compagne di viaggio nel penultimo importantissimo passaggio della Champions League, le semifinali. L’urna di Nyon dà forma a due sfide di straordinario fascino: il grandissimo Barcellona trova il grandissimo Bayern Monaco allenato da un figlio del Camp Nou, Pep Guardiola, mentre si ripropone dall’altra parte una delle sfide più nobili del calcio europeo e cioè Juventus-Real Madrid.
      I bianconeri nella partita di andata giocano un match spettacolare contro i Blancos: nel primo tempo la supremazia bianconera è sancita dalla rete di Morata, ma c’è da stare sempre attenti quando dall’altra parte gioca gente come James, Bale o Ronaldo. Proprio Cr7 pareggia i conti, ma nella ripresa una splendida discesa di Tevez viene fermata fallosamente in area: è il rigore decisivo, che proprio Carlitos trasforma. Nell’altra semifinale di andata, disputata al Camp Nou, il Bayern resiste per 77 minuti a un Barça che pare sempre sul punto di passare, ma senza esito. Negli ultimi 13 minuti si scatena Messi. Due gol pazzeschi, un tiro da fuori e una discesa sulla destra, e poi ancora un assist per il 3-0 di Neymar che mette in ghiaccio la qualificazione.

      E arriva il momento delle gare di ritorno. A Monaco di Baviera il Bayern tenta un recupero che avrebbe del clamoroso. E per pochi minuti sembra anche possibile, dato che i tedeschi passano subito con Benatia. Ma la qualificazione per il Barcellona diventa praticamente certa grazie alla premiata ditta Suarez (due assist)-Neymar (due gol). Il colpo d’orgoglio di Lewandowski e Muller serve al Bayern solamente per uscire dalla competizione con una, seppure inutile, vittoria.



      Per il popolo bianconero la serata del 13 maggio è di quelle da scolpire nella memoria. Bernabeu, Real. Appuntamento con la storia. La Signora soffre, affronta il match nel migliore dei modi possibili, ma su una delle proverbiali folate offensive dei Blancos Ronaldo porta in vantaggio i padroni di casa su rigore. Nella ripresa però  gli uomini di Allegri mettono in campo tutta la loro voglia di raggiungere un sogno straordinario chiamato Finale di Champions League. E detta legge proprio uno che al Bernabeu è cresciuto, calcisticamente parlando: la stoccata di Alvaro Morata al minuto 57 è di quelle che i tifosi bianconeri non dimenticheranno mai. Un gol che significa Berlino.

      Che significa Finale.

       

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