Juventus
    12.06.2015 10:55 - in: Charity / CSR S

    Trezeguet e Falt completano il viaggio in R.C.A.

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    L’ultima tappa del viaggio nella Repubblica Centrafricana ha visto la Juve e l’UNESCO visitare il centro giovanile culturale di Boy-Rabe, una scuola calcio locale, la federazione calcistica del paese e il quartier generale delle Nazioni Unite a Bangui.

    La delegazione bianconera in Repubblica Centrafricana, insieme a quella dell’UNESCO, ha avuto ieri un’altra testimonianza dell’impatto positivo della collaborazione reciproca, che si sviluppa ormai da un anno e mezzo a questa parte.

    La giornata di giovedì 11 giugno, secondo giorno completo di visita nel paese, è iniziata con una visita alla “‘Maison des Jeunes et de la culture” (Casa dei Giovani e della Cultura) a Boy-Rabe, una delle zone più ferite dai conflitti armati, dove violenza e insicurezza hanno fatto da padrone fin da quando è iniziata la crisi nel 2013. 

    In una nazione dove il 70% della popolazione ha meno di 25 anni, è fondamentale che i bambini più vulnerabili abbiano accesso ad un ambiente fatto di valori positivi, dove possano apprendere competenze utili nel mondo lavorativo e che possano aprir loro le porte di una professione.

    Con il supporto di UNESCO, il centro sta sviluppando ambiziosi piani per far sì che questo avvenga, anche grazie all’apertura di una nuova struttura educativa aperta all’intera comunità e costruita grazie all’aiuto dei ragazzi nati e cresciuti nel quartiere.

    Questi ultimi erano già al lavoro quando David Trezeguet si è presentato intorno alle 10 locali di ieri, facendo loro posare gli attrezzi per qualche minuto per salutare, meravigliati, qualcuno che non avrebbero mai pensato di incontrare in vita loro.

    Il Presidente delle Juventus Legends ha colto l’occasione per visitare la struttura, fornita di libreria e centro multimediale allo scopo di fornire stimoli culturali di diverso tipo ai tanti bambini che vi accedono quotidianamente.

    Anche lo sport gioca un ruolo decisivo nei piani di sviluppo del centro, ove fa bella mostra di sé un nuovo campo polifunzionale adatto alla pallamano, pallavolo e , naturalmente, al gioco del calcio.

    Nonostante gli ultimi tempi siano stati duri per il quartiere, ora si riesce a scorgere la luce in fondo al tunnel, racconta il sindaco di Bangui Hyacinthe Wodobode.

    «Speriamo che i giovani possano allontanarsi dalla violenza e fare ritorno ad una vita pacifica», ha spiegato. «Non c’è modo migliore di farlo che tramite lo sport e l’educazione. Speriamo che questo luogo possa essere un esempio seguito dal resto della città».

    «Quest’area ha una cattiva reputazione dovuta alle recenti violenze, ma la visita odierna della Juventus e di UNESCO ha mostrato che è possibile accedervi. Vorremmo che molte più persone venissero a visitarla per vedere come lavoriamo. Il nostro obiettivo è dare a questi ragazzi una chance per un futuro migliore», ha aggiunto Wodobode.

    Un’altra delle storie di cui Trezeguet è venuto a conoscenza durante il suo viaggio è quella di Geraud N’Kouet, a capo della AS Acadjo, una scuola calcio che si pone l’obiettivo di togliere i bambini dalla strada per reinserirli in un ambiente sicuro e più consono alla loro età.

    Amante del gioco più bello del mondo, Geraud – che ha calcato i campi da calcio francesi prima che un infortunio ai legamenti del ginocchio lo costringesse ad appendere gli scarpini al chiodo in giovane età – dedica ora tutto il suo tempo a rieducare i giovani attraverso il pallone. Uno sport in cui rispetto per l’avversario e disciplina sono due lezioni fondamentali da imparare ed applicare in campo e fuori da esso.

    Nonostante i problemi logistici quotidiani, Geraud insiste nel dire che il fascino del calcio è troppo forte per resistervi, e i bambini sono ben lieti di fare qualche chilometro in più per essere presenti agli allenamenti.

    Circondato dall’entusiasmo di quegli stessi bambini, Trezegol e la delegazione UNESCO si sono quindi spostati nella sede della Federazione Calcistica Centrafricana, dove il suo presidente Patrice Edouard Ngaissona ha dato di persona il benvenuto al bomber bianconero e all’Assistant Director-General for External Relations and Public Information dell’UNESCO, Eric Falt.

    Terminato il meeting, la leggenda franco-argentina è emersa dall’edificio tra i consueti cori ‘David… Trezeguet’ cantati a squarciagola dai ragazzi della scuola calcio di Geraud. Un  entusiasmo ripagato da una maglietta per ciascun giovane calciatore.

    L’ultima tappa del programma giornaliero ha previsto, infine, la visita al quartier generale delle Nazioni Unite a Bangui, dove all’ordine del giorno sono state le tante sfide che attendono la Repubblica Centrafricana per recuperare terreno sulle altre nazioni del continente. Sfide discusse con il generale Babacar Gaye, United Nations Secretary-General's Special Representative.  

    L’inadeguatezza della formazione degli insegnanti e delle strutture educative ha prodotto come risultato la perdita di una intera generazione. Tutte le parti in causa hanno concordato sul fatto che ci sia ancora molta strada da fare prima del raggiungimento di una infrastruttura pedagogica stabile in tutto il paese.

    Ma attraverso il profilo globale di leggende del calcio come Trezeguet, e il supporto di Juventus e UNESCO a progetti come quelli raccontati in questi giorni, (per i quali l’8 settembre si giocherà a Torino l’UNESCO Cup), a detta del generale Gaye sono stati fatti importanti passi avanti affinché la Repubblica Centrafricana e i suoi problemi non passino mai più sotto silenzio. 

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