Juventus
    03.07.2015 15:00 - in: La squadra S

    Ciao Marco, portiere della Decima

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    Storari si trasferisce a Cagliari, chiudendo la sua avventura alla Juve dopo quattro scudetti, due Supercoppe italiane e una Coppa Italia, di cui è stato indiscusso protagonista.

    Descrivere con un’istantanea cinque indimenticabili stagioni come quelle di Marco Storari alla Juventus è difficile. Proveremo pertanto ad usarne due, distanti l’una dall’altra appena quattro giorni.

    La prima appartiene a Inter-Juventus, 16 maggio 2015: la Juve – già Campione d’Italia – si è portata in vantaggio negli ultimi minuti di gara con Alvaro Morata, ma i nerazzurri non ci stanno e provano l’ultimo arrembaggio.  Rodrigo Palacio arriva davanti al portiere e calcia rasoterra all’angolino basso, in corsa, da pochi passi. E’ una parata difficilissima. In un decimo di secondo il portiere si tuffa e respinge.
    Il pallone finisce però sui piedi di Icardi, che scarica in porta il tap-in, a botta sicura. Niente da fare, sulla sua strada c’è ancora quel portiere, che si allunga con un colpo di reni e manda il pallone in angolo, salvando porta e risultato. 

    Questi è anche il protagonista della seconda istantanea, scattata quattro giorni più tardi all’Olimpico, sotto il cielo stellato di Roma: ritrae uno dei grandi veterani della Juventus che alza la decima Coppa Italia bianconera con l’entusiasmo di un ragazzino. Lo stesso con il quale ha sostituito, in tutti questi anni, il portiere più grande di tutti e con il quale ha condotto i bianconeri alla vittoria di un trofeo che mancava in bacheca da vent’anni.

    Quel portiere si chiama Marco Storari. 

    Esperienza e classe da vendere, al suo curriculum da giramondo si aggiungerà ora un nuovo capitolo: dal prossimo anno Marco difenderà la porta del Cagliari, squadra che si è assicurata i suoi servigi per la seconda volta. 

    I rossoblù arricchiranno la loro rosa con un campione capace non solo di dare sicurezza al reparto con prodezze che pochi altri, a questo punto della loro parabola sportiva, sarebbero capaci di compiere.

    Come infatti attesta quest’altra istantanea – la terza, se ce lo consentite – Marco è un trascinatore nato. Un leader vero, che fa parlare i suoi guantoni quando si tratta di sbarrare la strada agli attaccanti avversari ma capace di farsi sentire quando c’è da spremere ogni fibra del proprio corpo per raggiungere l’obiettivo più importante di tutti: la vittoria. 

    Dopo cinque indimenticabili anni insieme passati a sudare, soffrire, vincere e trionfare, gli auguriamo ora di togliersi tante altre soddisfazioni nel corso della sua nuova avventura rossoblu.

    Grazie mille, Marco, e in bocca al lupo! 

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