Juventus
    26.10.2015 16:38 - in: Serie A S

    Dieci cose da sapere su Sassuolo-Juve

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    Poche, ma essenziali informazioni da tenere in mente in vista della sfida di mercoledì sera
    1. I precedenti sono favore della Juve, ma…

    Nei quattro confronti di campionato con il Sassuolo, il bilancio pende a favore dei bianconeri grazie a tre vittorie e un pareggio. Attenzione però: il Sassuolo ha segnato solo due gol in Serie A contro la Juve, ma sempre in gare interne. In casa infatti i ragazzi di Di Francesco sono imbattuti da sette partite (4V, 3N), nonostante abbiano segnato e subito gol in tutte le ultime sei.

    Consolazione: l’allenatore avversario dovrà fare a meno di Simone Zaza, autore degli unici due gol segnati dal Sassuolo alla Juve. Per lui 64 presenze e 20 reti in neroverde nel massimo campionato.

    2. Il Sassuolo è in gran forma

    I neroverdi sono la squadra di Serie A che – dopo Chievo (+8) e Atalanta (+6) – ha migliorato maggiormente il proprio rendimento rispetto alla passata stagione (+5). Nel 2013-14 alla nona giornata il Sassuolo aveva 6 punti (+9 in questa stagione rispetto ad allora).

    Dopo un filotto di 11 risultati utili consecutivi, i neroverdi hanno perso due delle ultime tre giornate, ma nel caso della gara di San Siro anche in inferiorità il Sassuolo ha tenuto testa al Milan, perdendo la sfida solo con il passaggio alla difesa a cinque.
    Gli emiliani giocano con libertà e fantasia: l’espulsione di Consigli li ha privati della possibilità di fare il proprio gioco, “ingabbiandoli” in una resistenza ad oltranza terminata con la rete-killer subita su calcio d’angolo.

    3. L’attacco del Sassuolo è letale

    Attenzione a Domenico Berardi, naturalmente (giocatore in comproprietà con la Signora fino a quest’estate), ma non solo.

    La Juventus è la squadra della Serie A che tenta maggiormente la conclusione (171, 70 in più dei neroverdi), è vero, ma il Sassuolo ha segnato un gol in più dei bianconeri (12 vs 11) grazie alla miglior percentuale di precisione della massima serie (53% nello specchio) e la terza realizzativa (17%).

    Solo il Chievo (cinque), inoltre, è più letale del Sassuolo con tiri da fuori su azione (quattro). Far liberare i cannonieri avversari per la conclusione può essere un errore che si paga a caro prezzo, soprattutto nella prima frazione di gioco – quella in cui i bianconeri hanno faticato fino alla gara contro l’Atalanta: solo la Roma (10) ha segnato più del Sassuolo nei primi 45 minuti di gioco (otto reti).

    Antonio Floro Flores ha messo la firma su cinque dei 12 gol neroverdi in campionato, grazie a tre reti e due assist; tuttavia l’attaccante partenopeo è rimasto a secco nelle ultime quattro giocate.

    4. In porta giocherà Pegolo

    "Torno in campo dopo un infortunio tremendo al ginocchio e mi toccano Milan e Juve. Non male" 

    Gianluca Pegolo 27/10/2015
    5. Qualcosa non va sui calci piazzati

    Il Sassuolo ha incassato quattro gol sugli sviluppi di un corner – record negativo condiviso con l’Empoli. L’ultimo, quello di Luiz Adriano, a San Siro. Una cosa, ha insistito Di Francesco, «su cui lavoriamo in settimana con molta attenzione». La marcatura su palle inattive avviene a zona. Con l’uomo in meno, Di Francesco è stato costretto a passare prima al 4-4-1, quindi al 5-3-1 sopperendo alla mossa di Mihajlovic di inserire quattro punte, eppure la retroguardia ha retto bene venendo colpita solo sul proprio tallone d’Achille. Allegri potrebbe sfruttare la cosa anche se i bianconeri sono – come il Carpi – gli unici a non aver ancora segnato sugli sviluppi di angoli o punizioni (dirette e indirette).

    Curiosamente, il Sassuolo ha segnato su calcio piazzato due dei suoi ultimi tre gol. 

    6. Fuorigioco? I neroverdi non ci cascano

    Gli attaccanti del Sassuolo sono stati pescati in fuorigioco appena 11 volte, meno di chiunque: la linea delle punte si muove molto bene, non oltrepassando (quasi) mai quella dei difensori avversari. 

    La variegata prima linea avversaria nelle ultime tre giornate
    7. Il Sassuolo non muore mai

    Al Mapei Stadium i neroverdi hanno recuperato quattro punti da situazioni di svantaggio. In casa nessuno ha fatto meglio finora. Anche la Juve ha recuperato 4 punti una volta passata sotto sul tabellino, ma zero fuori casa. L’eccesso di agonismo porta a volte a qualche cartellino giallo di troppo: il Sassuolo è la formazione più ammonita delle Serie A (27). 

    8. La sfida Di Francesco-Allegri

    Massimiliano Allegri ha allenato il Sassuolo in C1 nella stagione 2007/08, ottenendo la promozione in Serie B. L’ultima partita alla guida del Milan per il nostro tecnico è stata quella del gennaio 2014 al Mapei Stadium (4-3 finale).

    Nello stesso impianto i neroverdi furono i primi che nella passata stagione bloccarono sul pareggio i bianconeri di Massimiliano Allegri, reduci da sei vittorie nelle prime sei giornate di campionato. In quell’occasione, Eusebio Di Francesco ha ottenuto il suo primo punto dopo quattro confronti con la Vecchia Signora nella massima serie.

    9. Attenzione a chiunque

    Sono ben otto i giocatori ad aver segnato per il Sassuolo: seconda squadra migliore di A in questa statistica. Si tratta di Floro Flores (3), Berardi (2), Defrel (2), Magnanelli (1), Floccari (1), Politano (1), Sansone (1) e Missiroli (1)

    10. Da che piedi passa il gioco?

    Il fulcro del gioco di Di Francesco è sicuramente Magnanelli, colui che a centrocampo ha effettuato più passaggi di tutti (507), soprattutto nella propria metà campo (237). La sua azione si svolge soprattutto in fase di contrasto (recordman di squadra, con 25 nel ruolino di marcia in Serie A TIM) e costruzione dell'azione partendo dalle retrovie. 

    Il centrocampista umbro è imprescindibile: tanto lavoro sporco (31 palloni intercettati in campionato), testimoniato dai 19 falli commessi e 27 subiti, permettono ai giocatori con più classe come Sansone e Berardi di liberare il proprio estro in attacco. 

    Quando si tratta di impostare, lo scettro passa a Missiroli, leader di passaggi nella metà campo offensiva (272), che spesso e volentieri cambia lato affidando la palla a Vrsaljko, che con il numero 11 sgroppa sulla destra e prova a mettere in mezzo una o più palle buone (38, per l'esattezza) per i vari Defrel & co. 

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