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      01.10.2015 18:30 - in: Serie A S

      Hernanes, tra UCL e Juve-Bologna

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      Il Profeta, uno dei migliori in campo ieri come ha rilevato Allegri, si è soffermato nuovamente sulla gara di Champions ai microfoni di JTv

      Dopo la grande notte europea dello Stadium, e in attesa di riviverne altre dello stesso tenore (a proposito, abbonati, avete tempo fino a sabato per garantirvi un posto per la gara contro il Borussia LINK), per la Juventus arriva il campionato.

      I ragazzi di Allegri, come ha confermato quest’oggi Hernanes a JTv, sono carichi e vogliosi di scendere in campo per dare continuità al risultato di ieri sera, sperando di accorciare il divario che li separa dalla testa della classifica. Per farlo, ha ribadito il Profeta, sarà necessario mettere in cassaforte tutte le preziose indicazioni giunte dalla partita di Champions, per poi tirarle fuori sul terreno di gioco già domenica contro il Bologna.

      State a sentire cosa ha detto il fantasista brasiliano ai microfoni del nostro canale ufficiale, quest’oggi.

      L’importanza di vincere
      «Sicuramente le vittorie danno autostima, ma bisogna imparare a gestire sia i fatti positivi che negativi. Il campionato italiano è uno dei più difficili al mondo, è sempre stato così: puoi perdere contro ogni squadra, sia in casa o in trasferta. Ripartiamo da Juventus-Siviglia con la motivazione giusta per costruire la stagione che vogliamo noi. Manteniamone l’approccio nell’attenzione, nella compattezza e nel saperci muoverci tutti insieme, con serenità, e può darsi che faremo altre belle partite, ed i risultati seguiranno».

      I movimenti in campo del Profeta contro il Siviglia

      Con il mister ed i compagni
      «Il rapporto con Allegri è molto buono: è una gran persona, ha grande stima in me e l’ho apprezzato molto. Coi miei compagni mi trovo molto bene, ma dopo solo un mese ancora non sono riuscito a parlare tanto con tutti. Piano piano sto acquisendo confidenza. Coi brasiliani riesco a parlare di più»

      L’infanzia e l’amore per il gioco
      «
      Il pallone senza dubbio è stato vicino a me,  ed io vicino a lui, fin da quando ero piccolissimo: a casa nostra mio padre non ha mai lasciato mancare un pallone, e a volte ce n’era anche più di uno. Era una fase in cui io lo mettevo accanto a letto, per averlo subito, appena sveglio».

      L’idolo calcistico
      «
      Con gli anni ci sono alcuni giocatori che ho ammirato molto, ma ve n’è uno in particolare di nome Felipe che giocava nel Vasco, Fluminense, Flamengo, in Brasile, ed era un mancino con una classe stupenda. Quello è stato per me un modello, volevo essere come lui».

      L’emozione di quell’inno 
      «
      Arrivare a giocarvi è stato il risultato di un lavoro molto arduo. Se non fosse per la mia persistenza e per la mia tenacia non ce l’avrei fatta. A 30 anni, dopo aver giocato un mondiale, sembrava non arrivasse più il momento di debuttare in Champions. E’ arrivato invece, a Manchester, e l’esordio è stato indimenticabile. Allo Juventus Stadium l’atmosfera è stata fantastica: davvero un momento importante per la stagione. Mi auguro che possiamo ripartire da questa gara sulla strada per le vittorie».

      Sogni nel cassetto?
      «
      Faccio fatica a dirli: sono sogni ambiziosi, ho grandi aspettative e grandi sogni. Me li tengo per me, ma sicuramente vincere è uno di questi. Assolutamente». 

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