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      01.08.2015 21:24 - in: Amichevoli S

      Il Marsiglia si aggiudica il Trophée RLD 2015

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      Al termine di una gara vibrante, i bianconeri subiscono una rete per tempo ma danno prova di una accresciuta condizione fisica e di un’intesa – sia in attacco che nel reparto arretrato – in progressivo miglioramento. L’Olympique vince l’amichevole, ma settimana prossima si fa sul serio.

      Finisce con una sconfitta per 2-0 l’ultima amichevole bianconera prima della Supercoppa Italiana, ma la compattezza mostrata a Marsiglia – con la Juve in 10 per un’intera frazione di gioco, contro un avversario che già domenica inizia il suo campionato – non è un segnale per nulla da scartare in vista della prima uscita ufficiale.

      Già perché se il primo gol dell’Olympique giunge (fortuito) solo da distanza siderale, con una difesa che fin lì aveva impedito ogni concreta sortita offensiva agli avversari, il carattere con il quale i bianconeri hanno tenuto testa ai francesi nell'arco dei 90' fa davvero ben sperare.

      Sia in fase offensiva – nel primo tempo – che in quella di contenimento, i ragazzi di Allegri si sono mostrati sempre in partita, non risparmiandosi mai sul pressing e colpendo perfino un palo che, nella ripresa, sarebbe valso il momentaneo 1-1 in dieci uomini.

      Davanti al pubblico delle grandi occasioni, che include anche l’ex stella bianconera Platini, al Velodrome si gioca per onorare la memoria di Robert Louis-Dreyfus, ex presidente ed una delle più importanti figure per la squadra di Marsiglia nella seconda metà degli anni ’90. E’ proprio il figlio a dare il calcio di inizio ad una sfida che Allegri sceglie di giocare con un centrocampo formato da Khedira, al centro, e Pogba-Marchisio schierati come mezz’ali.

      Al terzo minuto la Juve è già pericolosa: proprio Pogba, sempre seguito dagli applausi, libera Mandzukic che galoppa nella prateria apertasi davanti a sé e prova a servire Morata, anticipato all’ultimo. Proprio lo spagnolo va ad un passo dal vantaggio sugli sviluppi del corner successivo, ma non calibra bene il mancino e spara alto una volta ricevuto il pallone in mischia.

      Paul ha il piede caldo, e si vede: è ovunque, e quando accelera semina il panico, scambiandosi spesso e volentieri di posizione con Pereyra e Khedira.

      Il palo colpito dal Marsiglia al 10’ costituisce una reazione, seppur effimera visto che colto in fuorigioco, ma la Juve stasera sembra in palla e lo dimostra nuovamente mandando a tu per tu con Mandanda il tedesco Khedira, dopo un gran break di Morata.

      E’ gara vera, frizzante e che vive – a tratti – degli stessi strappi delle partite ufficiali (come dimostra l’ammonizione di Lemina). Al quarto d’ora Buffon dà nuova prova dello splendido stato di forma di queste ultime uscite estendendosi e respingendo un sinistro velenoso dal limite di Alessandrini, mentre qualche minuto più tardi è più fortunato quando osserva il colpo di testa di Thauvin sorvolare la traversa.

      Quando attaccano, i padroni di casa lo fanno a pieno organico, memori di quel 3-3-3-1 che tanto è a cuore dell’ex ct di Cile e Argentina, Bielsa, mentre dall’altra parte i nostri pressano volenterosi fino alla linea di fondo avversaria.

      Già dopo venti minuti gli spazi si aprono, e in una di quelle corse rese inevitabili dalla rincorsa del pallone si fa male Sami Khedira, costretto al cambio anzitempo. E’ questa l’unica vera nota stonata della serata.

      Dopo l’uscita del tedesco il ritmo si fa più bloccato, finchè al 36’ un cross errato di Alessandrini dalla destra – dove Evra e Bonucci avevano fatto fin lì ottima guardia – ridesta tutti ed accende gli spalti: la parabola del pallone prende una traiettoria assurda e sorprende Buffon sul palo lontano. E’ rete.

      Il finale di primo tempo è nervoso, anche nel ritmo: tira Mandzukic, la difesa respinge (due volte); accelera Thauvin sulla sinistra, Buffon è reattivo; Lichtsteiner parla troppo col direttore di gara, l’arbitro lo espelle.

      La Signora torna dagli spogliatoi in dieci uomini, sotto nel punteggio e dopo aver perso Khedira per infortunio a metà tempo. Padoin rileva El Tucu Pereyra, che ha meno giorni di preparazione nelle gambe.

      Cambia la frazione di gara, ma i riflessi di Buffon rimangono i medesimi: al 48’ Mendy aggancia al volo in maniera acrobatica e spara verso lo specchio, ma Gigi si supera nuovamente. E’ il suo ultimo intervento, perché la girandola dei cambi nella ripresa coinvolge sia lui, che Morata (al suo posto la Joya Dybala).

      I marsigliesi sembrano avere ora il pallino del gioco, con una Juve che attende ordinata per ripartire in contropiede, ma ciò che più fa mettere le mani nei capelli ai tifosi è la punizione di Pogba, al 68’, che si stampa clamorosamente sul palo. E’ il suo ultimo acuto, da campione, prima di venir sostituito tra gli applausi di tutto il Velodrome da Daniele Rugani.

      Con l’ingresso del giovane difensore si passa alla difesa a tre, mentre l’attacco leggero Dybala-Coman (appena entrato) non dà punti di riferimento ai difensori francesi, almeno fino all’ingresso di Zaza per Caceres.

      I ritmi si abbassano, come è naturale in questa parte di stagione, ma a meno di un quarto d’ora dal termine il match è ancora apertissimo.

      Sarr lo ricorda scheggiando l’incrocio dei pali all’81’, con un destro a giro da fuori area: è solo l’antipasto di quello che sta per arrivare. Parliamo del raddoppio marsigliese di Barrada, che con un diagonale al volo approfittando di una corta respinta bianconera regala per la prima volta trofeo Louis-Dreyfus ai suoi.

      Gli ultimi scampoli di partita regalano una pericolosa sortita offensiva di Bonucci, tanto impegno da parte dei nostri e poco altro: per vedere la prima, vera Juve della stagione c’è ora da aspettare solamente una settimana.

      La squadra vola infatti a Shanghai, dove già l’attende la Lazio per duellare per la Supercoppa.

      Lì la Juve dovrà far tesoro delle buone indicazioni viste finora nell’arco di queste tre amichevoli: la duttilità tattica di San Gallo, il carattere indomito e i gol di Danzica, l’intesa tra vecchi e nuovi arrivati e la solidità (anche in inferiorità numerica) di Marsiglia saranno tutte armi in più per contendere il primo trofeo della stagione ai biancocelesti.

      OLYMPIQUE MARSIGLIA-JUVENTUS 2-0

      RETI: Alessandrini 36' pt, Barrada 38' st

      OLYMPIQUE MARSIGLIA
      Mandanda; Djadjedje (43' st Aloé), Rekik, Nkoulou, Mendi; Lemina, Sparagna (21' st Romao); Alessandrini (9' st Sarr), Barrada, Thauvin (21' st  Ocampos); Bathsuayi (42' st Nkoudou)
      Allenatore: Bielsa

      JUVENTUS
      Buffon (11' st Neto); Lichtsteiner, Caceres (32' st Zaza), Bonucci, Evra (19' st Isla); Pogba (24' st Rugani), Marchisio, Khedira (26' pt Sturaro); Pereyra (1' st Padoin); Morata (11' st Dybala), Mandzukic (24' st Coman)
      A disposizione: Rubinho, Audero, Parosi, Tello, Vadala, Vitale, Cerri
      Allenatore: Allegri

      ARBITRO: Chapron
      ASSISTENTI: Viala, Hebrard
      QUARTO UFFICIALE: Lavis

      AMMONITI: 21' pt Lemina, 17' st Sparagna, 23' st Djadjedje, 42' st Coman
      ESPULSI: 45' pt Lichtsteiner

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