Juventus
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      22.08.2015 09:27 - in: Eventi S

      #Onthisday siamo campioni d'Italia per la seconda volta

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      Hurrà Juventus celebrava così la vittoria nel campionato italiano di I Divisione nell'edizione del novembre 1926

      Campioni d'Italia!

      Queste parole non si pronunciano, quasi, che a fior di labbro: esse nascono in mezzo al cuor e sembra vogliano restarci, avvolte da quell a vampa di fede che ha
      compiuto il miracolo. 

      Non è possibile ripercorrere col pensiero l'interminabile, defatigatoria strada che ci ha condotti al trionfo, senza soffrirne ancora, senza guardarci a lungo negli occhi, per sentire che ci vogliamo bene, tutti, pur coi difetti e colle debolezze di ciascuno, perchè, tutti, abbiamo una diamantina virtù ed uno spirito inestinguibile che ci esaltano: la devozione alla nostra Juventus.

      Campioni d'Italia! 

      Dopo tanti anni di ansie, e di sperenza, allorchè alcuni superstiti di coloro che già furono campioni nel 1905, hanno raggiunto la cospicua maturità nella vita ed altri, in parte sperduti dalle diverse vicende, in parte scomparsi (ed è un'ombra sulla nostra gioia!) esultano idealmente 

      ed avranno sempre un nome ed un posto intangibile nei nostri consessi; mentre teniamo saldamente e meritamente nel pugno il serto per cui vegliammo e trepidammo : non appena lo sguardo si volge intorno, ci accorgiamo che la fatica non è finita, che ci sono altre mete, che da qu.esta balza protesa verso i fastigi della gloria sportiva dovremo risospingerci in alto in alto, per l'apostolato che amiamo, nel nome perpetuamente primaverile della nostra Juventus.

      Lottammo.
      Se l'esercizio affina e ringagliardisce le facoltà, crediamo di meritare il successo.

      Avemmo di fronte e guardammo risolutamente ogni specie di ostacoli. Deboli, fummo contrapposti ad avversari formidabili: resistemmo con disperata passione e non fummo sopraffatti.

      Senza favori della stampa, che spesso è arbitra delle vicende sportive: ci accorgemmo di possedere una luce nostra, inoffuscabile, che ci rendeva dovunque visibili.

      Disgiunti, come per disdegno, dalla burocrazia e dalla diplomazia federale: espiammo l'isolamento, ma splendemmo nella verità dei nostri assunti e la coscienza del pubblico fu con noi, entusiasta di noi. La sventura parve prediligerci: nessuna Società ebbe nel volgere delle stagioni, vicende così serrate di contrariètà: giocatori malconci, feriti, malati, mutilati, disfatti.La morte alfine volle avvinghiarsi al nostro tronco, per distruggerlo: Monticone prima, poi Karoly ci furono tolti di schianto.

      Resistemmo a tutto.

      E intanto edificammo.

      L 'abnegazione finanziaria dei più fortunati, il disinteresse di tutti gli altri, regolati e integrati da intelligenti e ben controllate iniziative, furono i felici piloti di nave bianconera. 

      Fra i primi in Italia ci fu dato di avere un Campo moderno, squisitamente attrezzato, ampio , suscettibile di llimitati, poderosi miglioramenti.

      In questo Campo, che fu per anni un modello del genere, si venne concretando quella squadra che, con criteri divinatori dello sviluppo tecnico e delle esigenze sportive, parve la prima affermazione delle nuove formule calcistiche, per cui il vecchio dilettantismo peripatetico, obbedendo a necessità evolutive, lascia posto ad una concezione e ad una attuazione scientifica, che riesce a potenziare e valorizzare il giuoco, sino a raggiungere la perfezione degli altri paesi. Se dovessimo, dopo quasi un trentennio di vita, riassumere, in una confessione od in un esame di coscienza, ciò che fummo, risponderemmo con una parola : combattenti!

      Quali furono le nostre battaglie? Tutte.

      Ne abbiamo ricordate parecchie, poco fa; riandando la storia nostra ne troveremmo però molte altre, che l'a ffollars i dei nuovi avvenimenti ci ha fatto scordare. E cosa faremo nell'avvenire? Lotteremo ancora.

      Lotteremo sino all'ultima ora della vita, per la nostra Juventus, perennemente giovani della sua immortalità.

      Ora siamo i Campioni d'Italia: se alto è l'onore, più alto è il compito di conservarlo.
      Che la sorte sia propizia alle nostre speranze! Ma sia lecito chiedere a ciascuno di noi, in questa indimenticabile era di festa intima, una promessa magnifica: nulla da nessuno sia trascurato, nè poco nè molto, in nessun luogo, in nessun tempo, che possa onestamente giovare alla nostra Juventus: facciamo che la comunione: e la perseveranza degli sforzi ci assicuri il diritto di continuare ad essere ciò che siamo: non soltanto i Campioni d'Italia, ma una forza essenziale del football italiano nei suoi molteplici aspetti.

      I pennoni che vibrano nel cielo all' ingresso del nostro Campo non hanno mai mostrato in tanta letizia la gloria dei colori juventini.

      Noi sentiamo che in quel recinto è la nostra patria sportiva, che la fortuna di quei colori è la fortuna di noi tutti. Quando guardiamo dagli spalti elevati l'opera dei
      nostri pionieri, dei nostri assertori e realizzatori, quando la squadra che amiamo è in azione e compie, davanti a folle frementi, le sue severe fatiche, l'anima è sopraffatta
      da commozione e tornano alla mente, per la nostra Juventus, Campione d' Italia, i motivi di un'antica soavissima canzone: 

      «sei pur bella cogli astri sul crin e
      che scintillan quai vivi zaffiri...
      ed un raggio disceso dal cielo
      sulla fronte ti veggio brillar».

      L'esposizione sul centenario di Hurrà Juventus è visitabile al JMuseum fino al prossimo 30 settembre.

      Orario mostra: lun-ven 10:30-18; sab-dom e festivi 10:30-19:30; chiusura il martedì; 

      Biglietto d’ingresso: €18 museo+stadium tour+mostra, €12 museo+mostra, €5 solo mostra. Ridotto Under 16 e over 65, gruppi, Juventus Member e Juventus Club Doc (€15, €10).

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