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      26.12.2015 10:00 - in: La squadra S

      Otto primatisti del 2015 bianconero

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      Ecco quali giocatori della Juventus si sono distinti durante l'ultimo anno solare alla luce di diversi parametri di gioco

      Se il 2015 a livello di squadra ha portato in dote uno scudetto (il quarto consecutivo), la decima Coppa Italia e la settima Supercoppa Italiana, oltre ad una memorabile cavalcata in Champions League culminata con la finale di Berlino ed una rimonta in campionato ancora tutta da ultimare, anche a livello individuale l'anno appena trascorso è stato foriero di primati invidiabili.

      In questo piccolo compendio di fine anno, la redazione di Juventus.com ha analizzato la rosa bianconera nell'arco dell'anno solare 2015 (da gennaio alla partita contro il Carpi, per intenderci) andando alla ricerca dei giocatori che più si sono distinti in base ad alcuni parametri statistici.

      In particolare, considerando tutte le competizioni, sono state considerate le seguenti:  1) numero di presenze 2) percentuale di passaggi riusciti 3) tiri totali 4) gol segnati 5) palle recuperate 6) numero di parate 7) cross effettuati 8) percentuale realizzativa. 

      Ecco quanto è emerso. 

      Gianluigi Buffon, alias SuperGigi, oppure San Buffon, ha salvato la porta da ogni tiro in campionato per ben 15 gare, incrementando il numero totale di partite in cui è stato imbattibile in questi 20 anni di carriera (festeggiati nell'ultima partita contro il Milan, in cui peraltro non ha subito reti) a 391 (249 alla Juventus). 

      In bianconero è ormai il giocatore che vanta il maggior numero di minuti totali in campo (49965 minuti, più di Alex Del Piero), ed è al secondo posto come numero di presenze totali (a quota 558). Nella stagione 2015/16 si è già reso autore di 50 parate, alcune delle quali decisive (ricordate quelle in Champions contro il Manchester City, per esempio, oppure quella su Glik nel Derby della Mole?) ai fini del risultato finale. 

      Con la sua saggezza ed il suo carisma ha saputo scuotere la squadra in un momento di difficoltà, dopo la gara contro il Sassuolo, e ad ogni partita sembra migliorare costantemente in qualità dei suoi interventi. Insomma, come lui nessuno mai. #NumeroUno assoluto.  

      Nessuno come il Principino ha recuperato così tanti palloni nel corso del passato anno solare. Nella stagione in corso è sceso in campo per 16 volte (ricordiamoci dello stop ad inizio stagione che ha impedito ai suoi numeri di essere ancor più alti), per un totale di 1392 minuti (in media 87 a gara): con lui in campo la Juve ha vinto 11 volte, ha pareggiato 4 e ha subito una sola sconfitta, segnando 28 gol a fronte di 8 subiti. 

      Dire che il suo apporto lì in mezzo è fondamentale rischia di essere quasi riduttivo. 

      Il più utilizzato da Allegri nel 2014/15 e anche nel 2015/16. Sono già 23 le sue partite giocate da titolare in questa stagione (a cui si aggiunge una da subentrato, contro il Milan) e ben 898 i passaggi riusciti solamente a partire da agosto (più di tutti in squadra). 

      Il 2015, assieme al 2014 e al 2010, è stato il suo anno più prolifico anche in zona gol con tre marcature (contro Milan, a febbraio; Fiorentina in Coppa Italia e Lazio, allo Stadium). Insomma: dove c'è da battagliare, rubare palla, impostare e perchè no, segnare, Bonnie si fa trovare sempre presente. E il tecnico juventino sa che può contare sul suo spirito guerriero. 

      E' Alvarone il bianconero più prolifico del 2015 a parimerito con Carlos Tevez. Questo rivelano i dati Opta dell'anno solare appena trascorso. 

      Se i gol in questa stagione non sono arrivati copiosi come in quella passata (tre le marcature finora, contro ManCity, Siviglia e Bologna), c'è da dire che l'Ariete spagnolo ha messo a verbale anche 5 assist da agosto in poi (in tutto il 2014/15 erano stati 7 in totale), segno questo di una maturazione anche in altre zone dal campo, più lontane dalla porta. Il suo apporto in crescendo alla stagione bianconera sarà ancora una volta preziosissimo. 

      Due gol segnati nel 2012, 8 nel 2013, 6 nel 2014 e 10, ben 10, nel 2015. Lo stesso numero che porta sulla schiena. Numeri in costante crescita quelli del nostro Paul, il bianconero che nel corso dell'anno solare ha tirato di più verso la porta avversaria, facendo dannare i portieri che hanno incrociato la Signora nel corso di questi 365 giorni. 

      Al di là delle conclusioni totali (e ci sarà un motivo se Pogba è ormai sinonimo di Pogboom), l'apporto di Paul alla squadra si evince analizzando anche il gran numero di contrasti effettuati (26, terzo tra gli juventini da agosto in poi); occasioni create (23, dietro Dybala e Cuadrado nel 2015/16) ma soprattutto palloni recuperati (120, anche se il primatista 2015 come abbiamo visto è Marchisio). 

      I due ultimi gol consecutivi, contro Torino (su punizione) e Carpi (frutto di un perfetto inserimento) sono il miglior viatico per un 2016 da incorniciare per Paul, da poco inserito dal Guardian all'11° posto tra i giocatori più forti in circolazione. 

      Una media di un gol ogni partita in Supercoppa Italiana (naturalmente) e Coppa Italia, uno ogni due partite in campionato da quando è alla Juve: forse non lo sapevate, mister 10 reti in 24 presenze, Paulo Dybala, è anche il bianconero che in tutto il 2015 ha messo più cross sulla testa dei compagni, ben 120 (96 solamente in Serie A TIM). 

      Un indicatore, questo, della importanza della Joya anche in fase di impostazione, spesso e volentieri tra le linee o defilato rispetto al pivot che aspetta il pallone sulla testa (trattasi di Mandzukic, Zaza o Morata). 

      Considerando solamente la stagione 2015/16, Paulo è stato il secondo bianconero per numero di tiri in campionato (50) dietro Pogba (51), ma il primo per conclusioni nello specchio in A (17). L'argentino ha anche creato più occasioni di tutti nella massima serie (34) tra i giocatori della Juve. 

      Niente male il ragazzo, no? 

      Morata e Tevez hanno segnato molto. Dybala, quest'anno, ha messo nel sacco un pallone in più. Ma nessuno come Mario Mandzukic è stato così efficace nel corso di tutto il 2015. 

      Il predatore croato ha segnato 9 volte su 13 palloni indirizzati verso la porta avversaria in 18 presenze totali. 

      Insomma, se dovessimo riassumere l'apporto di Marione ad una gara tipo della Juve, potremmo raccontarlo così:

      Calcio d'inizio; fatica, lotta, gara di gran sacrificio; creazione di spazi, anzi praterie per i compagni di squadra in attacco (guardare il secondo gol di Dybala alla Lazio, per capirci, quando Mandzukic calamita a sè 4 avversari al fine di consentire il tiro alla Joya); sportellate, fallo subito, altre sportellate; sponda, passaggio determinante, sponda... e poi un pallone tra i piedi. Palla fuori. Arriva un secondo pallone tra i piedi, palla in rete. Gol. La Juve vince. 

      Semplice, ed efficace. Il gioco di Mario Mandzukic, bomber di razza, che parla poco, ma quando è in campo fa cantare i tifosi. E che fa vincere la Juve, ogni volta che segna.

      Last, but not least, Simone Padoin. Jolly fondamentale nel mazzo di carte a disposizione di Allegri, che quando scende in campo riesce con spirito di sacrificio ed abnegazione a portare a termine la missione assegnata. La precisione in fase di passaggio, categoria di cui è primatista nel 2015, racconta di come ogni pallone dato al Pado sia praticamente messo in cassaforte.

      Durante Malmoe-Juve della passata Champions League (2014), per intenderci, il Pado aveva messo a verbale addirittura un 100% di passaggi completati.

      Quando la Juve chiama, il Pado risponde. Sempre. Ed i tifosi bianconeri apprezzano, eccome. Ci sarà un motivo se durante la cavalcata di Champions 2014/15 cantavano "che ce frega de Ronaldo noi c'abbiamo Padoin. Padooooiiiiin".

      Se non è un riconoscimento questo...

      La somma dei singoli dà come risultato...

      81 punti in campionato nell'arco dell'anno solare 2015: meglio dei bianconeri tra io top-5 campionati europei solamente Psg (96), Barcellona (91) e Real Madrid (86).

      Una striscia di imbattibilità assoluta nel 2015 durata in campionato 13 partite, da gennaio ad aprile, che si allunga fino ad agosto considerando le 12 gare da imbattibili in casa per tutta la prima parte dell'anno. 

      66 gol fatti e 31 subiti, ovvero meno di tutti in Italia tra chi era presente in entrambe le stagioni in Serie A, e 15 gare in campionato senza subire gol (25 in totale tutte le competizioni). 

      Niente male davvero. Tutti questi numeri però fanno già parte del passato: dal 1 gennaio 2016 si resetta tutto, e si va alla caccia di nuovi primati. #FinoAllaFine.

       

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