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      26.11.2016 14:33 - in: Serie A S

      Allegri: «Un mese decisivo»

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      «Nelle prossime quattro partite ci giochiamo buona parte del campionato»

      Genoa, Atalanta, Torino e Roma. Prima della sosta natalizia la Juventus è attesa da quattro sfide che Massimiliano Allegri non esita a definire «decisive». La stagione non si chiuderà certo tra un mese, ma concluderne la prima parte con il vantaggio di sette punti inalterato o, meglio ancora, rimpinguato, potrebbe essere fondamentale: «Non dobbiamo perdere di vista il fatto che in questo mese ci giochiamo buona parte del campionato – ribadisce il tecnico alla vigilia della gara di Marassi contro il Grifone – Da qui a marzo la Champion non ci sarà, ad eccezione della partita contro la Dinamo che potrebbe darci il primo posto nel girone e sarebbe da irresponsabili non capire l'importanza del momento. Abbiamo di fronte quattro partite difficili prima della Supercoppa, nelle quali ci giochiamo gran parte delle possibilità di vincere il campionato e pensare di poter gestire sette punti di vantaggio sarebbe da folli. Lo scorso anno in questo periodo avevamo 12, 13 punti di svantaggio rispetto alla prima e quindi dobbiamo sapere che squadre come Roma o Napoli possono recuperare».

      Non si deve abbassare la guardia dunque, a cominciare dalla gara di domenica a Marassi: «Un campo difficile, dove le partite non finiscono mai – spiega Allegri – Contro il Genoa sono sempre gare complicate, fisiche... Noi abbiamo a disposizione qualche giocatore in più, la prossima settimana dovrebbe rientrare anche Dybala, ed è un bene, perché ci sarà da battagliare».

      I giocatori in più sono Higuain che «potrebbe partire titolare con Mandzukic, altrimenti ripeterò lo schema di Siviglia» e Benatia, candidato a un posto da titolare: «partiranno lui o Rugani, non Chiellini. Marchisio? Può giocare due partite di fila, anche perché non ci sarà Lemina che ha avuto la febbre».

      Non ci sarà dall'inizio Kean che comunque accumula credito agli occhi del mister: «Sta crescendo molto a livello tecnico, tattico e di convinzione. Ha avuto un periodo di adattamento e ora considerato come tutti gli altri».

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