Juventus
    11.03.2016 11:45 - in: Stadium & Museum S

    Chiappucci, una vita (in bianconero) su due ruote

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    Oggi la rassegna “Gli incontri del JMuseum” ha avuto un ospite d’eccezione: “El Diablo” Claudio Chiappucci

    Non mollare mai. Fino alla Fine. Parole che un qualsiasi juventino ha imparato a fare sue, che rappresentano una delle caratteristiche fondamentali del DNA Juve.

    Parole che, a leggerle bene, descrivono perfettamente anche la vita e la passione che anima la vita e la carriera di un grande campione del ciclismo come Claudio Chiappucci. Se poi ci aggiungiamo il fatto che Claudio è da sempre un grande tifoso della Juventus, l’abbinamento è perfetto.

    Proprio “El Diablo” è stato protagonista oggi di un pomeriggio al JMuseum: prima una visita all’esposizione “JSport”, che ospita due suoi eccezionali cimeli (la bicicletta del Tour de France ’92, quello della grande tappa in fuga in solitaria fino al Sestriere per capirci, e una maglia gialla di leader della corsa), poi una lunga chiacchierata con fans e appassionati.

    Insieme al Presidente del Museo Paolo Garimberti e al giornalista Darwin Pastorin, Chiappucci ha ripercorso la sua storia, di ciclista e di tifoso juventino.

    «Sono bianconero da sempre, è una tradizione di famiglia - ha raccontato Claudio - Vivo le partite ancora oggi con apprensione, a differenza di quando osservo una corsa di ciclismo: in quel caso le guardo con l'occhio di chi in gruppo c'è stato, sa cosa accade e, facilmente, riesce a immaginare come andrà a finire la corsa. Il calcio è più imprevedibile». 

    Claudio ha raccontato non pochi aneddoti della sua carriera, le sue rivalità, con Argentin sulle corse di un giorno e con Indurain in quelle a tappe («Non ho mai avuto rivali che tifassero Juve, sostenevano sempre altre squadre»), e come è logico, ha detto la sua sul prossimo impegno dei bianconeri in Europa: «La Juve non ha nulla da perdere e può solo vincere, ha i numeri per farcela». 

    E poi, come alla fine di un Giro d'Italia, è arrivata la Maglia Rosa. Ovviamente, stiamo parlando della divisa della Juve: un momento divertente, che ha concluso un pomeriggio di belle parole e di grande sport, targato JMuseum.

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