Juventus
    11.06.2016 14:00 - in: Eventi S

    Eurostorie: gli anni ’90 e l’incredibile finale del 2000

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    Penultima puntata del nostro racconto storico sugli Europei a tinte bianconere. Vi raccontiamo edizioni incredibili, come quella in Danimarca o quella del 2000, conclusa con il Golden gol di Trezeguet.

    Ci avviciniamo alla fine del nostro racconto: gli anni ’90 sono quelli di edizioni da ricordare, sia per sorprese come quella della Danimarca, sia per gli Azzurri, che proprio all’inizio del Millennio sfiorano l’impresa.

    Danimarca 1992

    La storia degli Europei 1992 è una delle più curiose della storia del calcio. Mentre in Svezia stava per iniziare il torneo, la guerra in ex Jugoslavia era in pieno corso. L’anno prima la squadra della Jugoslavia si era qualificata regolarmente alla fase finale, che sarebbe cominciata il 10 giugno 1992, ma ormai quel paese di fatto non esisteva più, sbriciolato tra etnie, rivalità, nazionalismo e violenze.

    La risoluzione dell’ONU 757, approvata dal Consiglio di sicurezza il 30 maggio 1992, tra le altre cose vietò a ogni nazionale jugoslava di partecipare a manifestazioni sportive nel mondo fino a nuova decisione. Agli Europei, dunque, si era liberato ufficialmente un posto: a dieci giorni dalla prima partita. Il 31 maggio la UEFA, a poche ore dalla risoluzione dell’ONU, decise di chiamare in fretta e furia la Danimarca, perché era arrivata seconda nello stesso girone di qualificazione della Jugoslavia […] Nessuno dei giocatori danesi, inoltre, aveva fatto una preparazione fisica adeguata per affrontare gli Europei, mentre le altre squadre si allenavano da settimane.

    In Danimarca, sono quindi proprio i padroni di casa a vincere contro la Germania 2-0, in un Europeo orfano dell’Italia, eliminata nella fase di qualificazione. Parliamo della squadra tedesca campione del Mondo ad Italia ’90, quella dei vari Jürgen Klinsmann, Andreas Möller, Thomas Hassler, Rudi Völler, Karl-Heinz Riedle e Mattias Sammer.

    Ma la Germania è anche quella di un "italiano" che con la maglia della Juventus non ha ancora convinto del tutto: Thomas Hassler, protagonista della marcia di avvicinamento alla finale, un uomo-chiave che in Italia non si è mai dimostrato altrettanto fondamentale. Ma tra gli "italiani" di Danimarca ‘92 brillano anche Papin, che sorregge la Francia, e Riedle, deludente soltanto nell'incontro con l'Olanda.

    Inghilterra 1996

    Il calcio torna nella sua patria. È l’anno della nostra Champions League, del Ronaldo che incanta al PSV, di Endeladze scarpa d’oro ma, soprattutto, della vittoria della Germania all’Europeo. La squadra di Sammer, schierato da libero alla Beckenbauer. I tedeschi si imporranno sulla Repubblica Ceca del giovane Pavel Nedved (24 anni, allora allo Sparta Praga) con il golden goal, schierando nell’XI titolare in finale Thomas Hassler, che alla Juve era passato nel 1990/91.

    Oltre a lui, le presenze bianconere all’Europeo sono: Peruzzi (3), Di Livio (2), Del Piero (1), Ravanelli (2), Torricelli (1). Per la Francia giocano Deschamps ed i futuri bianconeri Zidane e Thuram

    Gli Azzurri sono eliminati nel gruppo di ferro, il terzo: non basta la vittoria sulla Russia (2-1, doppietta di Casiraghi, capocannoniere azzurro), se poi arrivano la sconfitta contro i cechi (2-1, in rete proprio Pavel) e il pareggio a reti bianche contro i tedeschi. 

    Belgio e Olanda 2000

    «Nonostante abbia avuto una vita breve, il golden gol ha consentito a due calciatori di vincere un Campionato Europeo UEFA: Oliver Bierhoff e David Trezeguet. La Francia diventava la prima squadra campione del mondo in carica ad aggiudicarsi il titolo continentale a UEFA EURO 2000 grazie al gol ai tempi supplementari di Trezeguet contro l'Italia» (UEFA.com)

    L’Europeo del golden goal del futuro bianconero Trezegol, dunque, sarà ricordato anche per quell’incredibile sfida contro l’Olanda padrone di casa in semifinale, che vide giocare da una parte Davids e Van Der Sar, dall’altra Zambrotta, Conte, Ferrara Del Piero, Pessotto, Iuliano e Inzaghi. Quest’ultimo chiuderà l’Europeo a quota 2 reti, mentre una marcatura a testa per Pinturicchio e Conte. All’Europeo di Belgio e Olanda, ricorderete, il portiere del Parma Buffon finì ko, venne convocato Abbiati e tra i pali giocò Francesco Toldo.

    Quella Francia campione d’Europa era venata di bianconero, passato presente e futuro: in occasione della finae, in campo e in panchina c’erano infatti i vari Vieira, Deschamps (capitano), Zidane, Henry, Thuram, Trezeguet e anche Anelka, che alla Juve vivrà solo una breve parentesi. 

    Tutta la mia forza era in quel tiro. Era stato un campionato difficile perché avevo sperato di avere un ruolo di primo piano. Inizialmente ho provato felicità per i miei compagni di squadra, poi per la mia famiglia; infine per me stesso. Avevamo sognato di diventare campioni del mondo e d'Europa. E' stata una soddisfazione immensa in quel momento, una soddisfazione che porto ancora oggi con me

    David Trezeguet

    Tra le fila del Portogallo inoltre giocava l’ormai ex bianconero (ed ora Juventus Legend) Dimas, mentre la Repubblica Ceca era guidata da Pavel Nedved, che alla fine della competizione (nonostante il mancato approdo alla fase ad eliminazione diretta) verrà nominato capitano della nazionale e l’anno successivo arriverà in bianconero. 

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