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      08.01.2016 10:00 - in: Serie A S

      La Juve al giro di boa

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      Da quando si assegnano i tre punti a vittoria, il bilancio della Signora alle prese con l’ultima gara del girone di andata è positivo. Due i confronti (entrambi casalinghi) contro i blucerchiati in questo tipo di partita.
      Paul, a segno l'anno scorso nell'ultima di andata

      A due giorni da Juve-Verona, il destino vuole che si torni a parlare del Verona. Già perché contro la squadra che abbiamo appena battuto 3-0, l’anno scorso ci giocammo l’ultima partita del girone d’andata. Quest’anno ci siamo andati vicini, anche come punteggio: poco meno di un anno fa i gol furono infatti quattro. Merito di Pogba, di Carlitos Tevez (in rete due volte) e di Maxi Pereyra, al suo primo centro in campionato dopo la rete in Coppa Italia. Sempre contro i gialloblu, tre giorni prima.

      È questo l’ultimo precedente che riguarda l’ultima partita del girone d’andata della Juventus, che da quando si assegnano i tre punti a vittoria (ovvero dall’anno 1995) ha raccolto 35 punti in 20 gare, frutto di 10 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte.

      L’anno prima, ricorderete, la Signora chiuse la prima parte del campionato nuovamente in bellezza a Cagliari, vincendo sul campo degli isolani con altri 4 gol (subendone questa volta uno, però). Il poker fu servito da Llorente (2), Marchisio e Lichtsteiner, per quella che passò agli annali della Serie A come l’undicesima vittoria di fila ottenuta dai bianconeri campioni d’inverno.

      Il 16 gennaio 2005 al Sant'Elia finisce 1-1 grazie alle reti di Emerson, la sua prima in campionato, e della leggenda 38enne Zola, abile ad agguantare il pari all'89', di testa. Dieci anni prima, nel 1995, furono invece i sardi ad avere la meglio grazie a Oliveira, Dely Valdes e Muzzi (3-0 il finale).

      È questa una delle cinque sconfitte in 20 anni di match all’ultima giornata di andata per la Juve, che nel tempo si è dovuta piegare nel 2013 contro la Sampdoria, allo Stadium; Napoli (0-3 al San Paolo nel 2011) e Milan (stesso risultato ma all'Olimpico, l’anno prima) ed infine Atalanta, nel 2001 (1-2 a Bergamo).

      Proprio contro gli orobici arrivò il successo corsaro del 2012 quando la Signora, allenata da Conte, riuscì a  fiaccare la resistenza dei padroni di casa (e di un Consigli in stato di grazia) con le reti di un contundente Swiss Express – vi dice nulla lo schema Pirlo-Lichtsteiner? – e di Giaccherini, ora in forza al Bologna ma allora subentrato a Marchisio ad inizio ripresa.

      Contro la Sampdoria giocammo nuovamente nel 2008 il match del giro di boa, sì, ma sempre in casa: il 20 gennaio all’Olimpico Buffon, Nedved, Trezeguet e Del Piero allenati da Ranieri non riuscirono però ad andare oltre lo 0-0 contro la compagine di Mazzarri.

      Nel 2006 la Juve vinse in casa contro la Reggina grazie ad “Alessandro Del Piero Imperatore Bianconero”, come recitava uno striscione esposto al Delle Alpi in quel 15 gennaio 2006. 186° gol per lui, quel giorno. Al volo, per di più, e dopo una combinazione perfetta con Trezeguet. Grazie ai tre punti conquistati la squadra di Capello si proiettò alla pazzesca quota di 52 punti – Everest quasi irraggiungibile nella storia del campionato italiano a tre punti. Pavarini, portiere della squadra calabrese, sarebbe stato il migliore in campo dei suoi.

      Il 2004 è l’anno che porta in dote la sontuosa vittoria casalinga contro il Siena (4-2), giunta con il pallone arancione e sotto un’abbondante nevicata grazie ad una tripletta di Del Piero e ad una rete del suo sodale d’attacco, David Trezeguet (qui trovate gli highlights), abili a fare a brandelli la retroguardia senese non certo aiutata dalle condizioni del terreno di gioco.

      Quasi identico il punteggio (4-1) l’anno prima in trasferta a Verona, contro il Chievo, e quasi identici i marcatori, ma a parti rovesciate: è Roi David questa volta a segnare tre gol, con Del Piero in rete su rigore al 20’. Anche in questo match ad essere protagonisti furono però le condizioni climatiche: nello specifico, un nebbione che rese quasi impossibile intuire, dallo stadio, cosa stesse avvenendo in campo. Gli spettatori da casa godettero di maggior fortuna solo grazie alla tecnologia del replay.

      Il 2002, l’anno “del 5 maggio”, il girone d’andata termina naturalmente contro l’Udinese ma al Delle Alpi: di Zambrotta, Nedved (splendida la segnatura del ceco, più volte pericoloso) e Davids (sul tabellino dei marcatori per due volte in pochi giorni) le reti ‘epifaniche’ nel giorno che da tradizione ricorda l’arrivo dei Re Magi. Una gara aperta dal salvataggio di Buffon su rigore di Muzzi. Provvidenziale, San Gigi, come sempre.

      E se il 2002 fu dolce, altrettanto non si può dire del 2000, anno dello scudetto perso a Perugia nonostante la vittoria in casa per 3-0 nell’ultima gara del girone d’andata (Del Piero, Zidane e Kovacevic in gol). Nel 1999 la Juve giocò quindi a Venezia, pareggiando per 1-1; nel 1998 batté l’Atalanta per 3-1 e nel 1997 la Lazio per 2-0, all’Olimpico, con doppietta di Padovano. L’anno 1996 infine ci portò un pareggio contro il Bari (1-1) e, come detto, il 1995 a Cagliari.

      In Liguria, prima che inizi il ritorno

      Per scovare tuttavia le ultime partite del girone di andata giocate al Ferraris contro squadre liguri – come quella di domenica, per intenderci – dobbiamo tornare indietro con la memoria agli anni 1983, 1966, 1959 e 1955.

      La formazione del 1966: Anzolin, Gori, Mazzia, Da Costa, Castano, Salvadore, Dell'Omodarme, Del Sol, Traspedini, Cinesinho, Menichelli

      Sono infatti quelli delle sfide contro Genoa (1983 e 1959) e Sampdoria (1966 e 1955). Il più antico di questi precedenti fa registrare anche una delle peggiori sconfitte della Signora in campionato, ovvero un 5-1 con gol della bandiera di Bronée per i bianconeri allenati da Olivieri che nulla poterono contro i blucerchiati di Ronzon, Conti, Rosa e Baldini. La classifica fino a quel momento vedeva la Juve a quota 19, in un campionato dominato dal Milan (28) di Nordahl, squadra vincitrice del tricolore a fine girone di  ritorno. Il precedente contro i doriani del 1966 finì invece 0-0, ovvero in pareggio: risultato mai giunto contro i cugini del Grifone, che prima perdettero contro di noi nel 1959 al Ferraris (0-1, grazie al gol di Omar Sivori), quindi restituirono il favore nel 1983 ma solo sfruttando una sfortunata autorete di Scirea, in barriera su punizione di Antonelli, dopo una gara tutto sommato a senso unico.

      Cosa riserverà alla Juve l’ultima partita del girone di ritorno del campionato 2015/16, al Ferraris contro la Sampdoria, lo scopriremo solamente domenica alle ore 20,45. 

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