Juventus
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      24.11.2016 16:30 - in: La squadra S

      Parola al Principino

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      Claudio Marchisio ha parlato oggi ai microfoni di Sky

      Il suo rientro in squadra è stato di quelli che si sentono, eccome. Ottime prestazioni, un grande apporto in termini di ordine, visione di gioco e classe, e poi martedì è arrivato anche un gol pesantissimo, che ha dato il la alla rimonta a Siviglia. Ecco cosa ha detto Claudio oggi, intervistato da Sky.

      LO STATO DI FORMA
      «Mi sento bene, ho solo bisogno di più tempo per recuperare a livello muscolare nel post partita, ma sono contento perchè reggo bene i 90 minuti

      LA JUVE E LA SUA OSSATURA ITALIANA
      «Nella nostra storia è sempre stato importante uno “zoccolo duro” italiano, protagonista anche in azzurro. È accaduto anche in questi anni, siamo cresciuti insieme, trasmettendo idee e valori della Juventus ai più giovani»

      SU BONUCCI
      «Sta giocando da centrale in una difesa a tre: ha una grande visione di gioco, da centrocampista. In molte situazioni di gioco, in cui noi in mezzo siamo marcati, sappiamo che possiamo contare su di lui, che ha qualità e, ripeto, visione».

      IL CENTROCAMPO BIANCONERO
      «Avevamo tanta qualità prima, la abbiamo anche adesso: Sami ha dimostrato spessore, quantità e grandi doti già dallo scorso anno, Miralem si sta inserendo bene, con gol importanti, serve ancora un pochino di tempo per avere un amalgama completa fra noi, siamo solo a novembre».

      LA CRESCITA E LA LEADERSHIP
      «Ho interpretato tanti ruoli in questi anni, vivendo situazioni differenti, adesso alla mia età posso inserirmi con serenità in qualsiasi parte del campo, e lo devo a tutti gli allenatori che ho avuto e che mi hanno aiutato. Leadership nel gruppo? La acquisisci solo con l’esperienza, leader non ci nasci. Io sono cresciuto con grandi campioni a fianco a me che mi hanno trasmesso valori importanti, e ora provo a fare lo stesso» 

      LA FASCIA DI CAPITANO
      «Essere Capitano è un’attitudine. Si può esserlo anche senza portare la fascia, come accadeva anni fa a Buffon. Ci sono giocatori che si fanno sentire quotidianamente, altri cui basta un solo discorso o anche uno sguardo, è una questione caratteriale. Quanto a me, quando ho avuto occasione di portarla è stata un’emozione molto particolare»

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