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      05.05.2016 11:20 - in: Sponsors S

      Zaza e Dybala tornano bimbi con Balocco

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      I due giocatori bianconeri ieri sono stati ospiti di Balocco, a Fossano, dove hanno incontrato tanti giovani calciatori della scuola calcio locale

      Prendi due fuoriclasse come Zaza e Dybala, giovani, talentuosi ed estroversi, e tanti bambini, al settimo cielo per l’opportunità di incontrare due dei loro idoli calcistici, in un pomeriggio di sole ospiti di Balocco, Official Partner bianconero. Una ricetta dolcissima sia per i piccoli del Fossano Calcio, la cui scuola calcio è affiliata a Juventus (JAcademy), sia per i due bomber bianconeri, che non si sono sottratti alle tante curiosità dei bimbi e ad un nostalgico ricordo dei loro primi passi nel mondo del pallone. 

      La presenza del canale ufficiale bianconero, JTv, ha di certo facilitato questo viaggio indietro con la memoria. «Il più bel ricordo del mio periodo vissuto nel calcio giovanile risale sicuramente al periodo in cui ero a casa mia, quando non ero ancora alto un metro ed inseguivamo la palla con i miei compagni, divertendoci», ha raccontato Simone Zaza in esclusiva all’emittente. «Non mi ricordo del mio primo gol in una partita ufficiale, ma ricordo sì che ero bravino e ne facevo tanti. Quando ero piccolo avevo un passo in più, riuscivo a tirare più forte e a segnare, magari da distanze più lunghe approfittando dell’altezza dei portieri».

      Simone, che ha soddisfatto le tante curiosità dei piccoli bomber in erba (come per esempio: raccontare la prodezza che ha deciso la gara contro il Napoli), si è detto fermamente convinto che i «ragazzini siano il calcio più sano in assoluto. Vederli giocare sul campo emana una gioia indescrivibile. Consiglio loro di continuare a divertirsi: sarà il campo a dire quando uno di loro sarà eventualmente pronto per il professionismo».

      Sulla stessa linea di pensiero Paulo Dybala. Il suo primo messaggio per i bimbi è stato infatti quello di «divertirsi in campo, perché poi arrivare in Prima Squadra è un’esperienza di tipo diverso».

      Proprio come quando inseguiva un pallone (ed un sogno) in Argentina, periodo in cui «giocavo in tutti i ruoli, come sempre da piccino, e si correva ovunque per divertirsi».

      «Non mi ricordo del mio primo gol, ma per fortuna ne facevo tanti. Oggi mi rivedo in questi ragazzi: si divertono, giocano con gli amichetti anche quando aspettano il nostro arrivo. Mi fa tornare alla mente tante cose belle».

      Molti sono stati infatti i ricordi che sono affiorati alla mente della Joya, dai legami di amicizia ancora vivissimi, fino alle prime partite in loro compagnia.  «A quell’età giocavamo sempre con gli amici, e con loro facevamo tutto: mangiavamo, ci divertivamo, dormivamo tutti assieme. E così in campo era tutto più facile».

      Un po’ la filosofia da “grande famiglia” che Paulo e Simone hanno ritrovato anche alla Juve, in questo primo, indimenticabile anno bianconero. E che hanno cercato ieri di trasmettere, tra un sorriso, una dolce pacca sulla spalla ed un “cinque”, ai piccoli calciatori di Fossano.

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