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      04.02.2017 12:30 - in: Serie A S

      Allegri: «Con l’Inter una bella partita da giocare»

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      Così il tecnico: «Sarà un match all’altezza del grande potenziale delle due squadre»

      Il Derby d’Italia è una di quelle partite che promettono emozioni e spettacolo, specialmente quando, come accadrà domani, arriva in un ottimo momento di forma da parte di entrambe le squadre. Ne è conscio Massimiliano Allegri e lo ha confermato oggi in conferenza stampa a Vinovo: «Juventus e Inter sono due squadre che hanno il potenziale per vincere lo Scudetto, l’Inter ha fatto 25 degli ultimi 30 punti, ha una società forte e, a quanto vedo, presente, e probabilmente il prossimo anno sarà una delle principali competitrici per la vittoria del Campionato, anche se anche in questa stagione può ancora succedere di tutto». 

      Ecco perché domani la Juve deve scendere in campo consapevole dell’impegno che la attende: «Sono sicuro che la sfida rifletterà a pieno il potenziale delle due squadre: sia noi che loro, ad esempio, abbiamo due fra gli attaccanti più forti al mondo, come Icardi e Higuain. Noi però dobbiamo avere identici stimoli in tutte le partite: ci aspettano 3 partite in 7 giorni e i 3 punti di domani valgono, appunto, 3 punti, come quelli in palio a Crotone».

      E domani sarà, ovviamente, un altro probante test per il sistema di gioco che la Juve ha dimostrato di interpretare molto bene in queste ultime settimane: «Ci sono momenti e momenti, nella partita e nella stagione. In alcuni di essi si deve continuare la via intrapresa, in altri si deve cambiare. Non è così vero che adesso abbiamo più equilibrio, in precedenza avevamo vinto 15 partite; forse, però, stavamo diventando troppo conservativi e inconsciamente convinti che bastasse il minimo indispensabile. Ecco, non è così: la disponibilità deve essere sempre massima, bisogna anteporre i propri obiettivi personali a quelli di squadra, mettere lo stesso atteggiamento sia quando si attacca che in fase difensiva; solo così si possono raggiungere gli obiettivi che per noi sono Scudetto, Coppa Italia e arrivare fino alla fine in Europa». 

      Parlando invece dei singoli: «Marchisio sta meglio, è disponibile; Barzagli invece ha la febbre, non si allena nemmeno oggi, valuterò oggi se portarlo in ritiro. Dybala? Sta crescendo di condizione: per lui è un anno particolare, ha tutti gli occhi puntati addosso sempre. Ma è normale, nel percorso di un giocatore che vuole puntare al Pallone d’Oro. Sulla fascia sono contento delle prestazioni di Lichtsteiner ma sono convinto che anche Dani Alves sarà fondamentale, un valore aggiunto. Mi spiace invece per Hernanes e per la lista UEFA, ma sono le scelte più difficili che un allenatore può fare, come era accaduto proprio a Stephan per la prima fase. Pjanic? È un giocatore straordinario, ha una grande disponibilità. Ora gioca nella zona di campo che predilige, per la gestione della partita; deve ancora migliorare in fase di distribuzione di gioco…»

      Infine un saluto a Evra, arrivato ieri a Vinovo a salutare tutti i suoi ormai ex compagni: «Lo saluto e lo ringrazio: la sua personalità in campo e fuori ha fatto crescere la squadra e aiutato i giovani. Capisco che un giocatore della sua caratura facesse fatica ad accettare di giocare di meno»

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