Juventus
    Juventus
      01.11.2017 08:00 - in: Altro S

      Edoardo Agnelli

      Condividi con:
      • 1
      • 3
      • 2
      “Dobbiamo impegnarci a far bene, ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio”.

      Un giro di orologio, in cui le ore sono decenni, ci accompagna attraverso una storia unica, nata per gioco, su una panchina, tanto tempo fa...

      LA TERZA ORA (1917-1926)

      Il Primo conflitto mondiale si chiuse e si tornò a vivere. Che per la Juventus fa rima con vincere. Nel 1926 diventammo campioni per la seconda volta. Il football è già sport nazionale, anche se la nuova prassi autarchica impediva di chiamarlo così, all’inglese. E allora chiamiamolo pure calcio.


      Questa terza ora della mia vita è tra quelle a cui sono più affezionata. È qui che la storia bianconera abbraccia Edoardo. È figlio del Senatore, il fondatore della Fiat. Il primo Agnelli juventino.

      Non servì votazione, venne eletto presidente per acclamazione. Era una calda sera del 24 luglio 1923 e il suo motto s’incise per sempre nel DNA del vero bianconero: “Dobbiamo impegnarci a far bene, ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio”.

      Molti anni dopo avrei preso sulle mie ginocchia i suoi figli, Giovanni e Umberto. Avevano il suo stesso carisma e anche per loro la vittoria più bella era quella che doveva arrivare. Per Edoardo ne sarebbero arrivate presto tantissime, tutte insieme.

      Condividi con:
      • 1
      • 3
      • 2
      INFORMAZIONI SULL'USO DEI COOKIES
      Questo sito utilizza cookie di terze parti, per finalità di marketing e fornire servizi in linea con le tue preferenze.
      Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie cliccando qui.
      Cliccando su 'Ok', chiudendo questo banner o proseguendo con la navigazione, acconsenti al loro uso in conformità alla nostra cookie policy.
      OK