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      12.04.2017 16:30 - in: Champions League S

      Buffon: «Vogliamo conquistare un futuro importante»

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      Juve-Barcellona, il giorno dopo parla il Capitano: «Abbiamo affrontato la gara con il piglio giusto, ma ieri nessuno ci ha ancora dato la Coppa…»

      Soddisfazione, voglia di andare avanti, grinta e uno sguardo al futuro. C’è tutto Gigi Buffon nella chiacchierata di oggi pomeriggio ai microfoni di Sky.

      Bene, ma al ritorno…

      Buffon sa perfettamente che quello che è accaduto ieri deve completarsi al Camp Nou fra sette giorni: «Siamo soddisfatti per avere fatto bene il nostro lavoro, ma finisce li: ieri non solo nessuno ci ha consegnato la Coppa, ma non abbiamo nemmeno ancora conquistato la qualificazione».

      Una qualificazione che quindi andrà portata a casa in Spagna: «Quando finisce una serata così hai sempre la sensazione che non sia ancora finita – spiega il Capitano – La grandezza del Barcellona e quanto è accaduto con il Psg ci deve servire per andare in Spagna con le antenne dritte e umili».

      Una Juve europea

      Detto questo, però, è innegabile la grande prova della Juve di ieri: «Quando giochi contro avversari del genere non hai altra strada che prepararla nel migliore dei modi, sennò non la vinci. Mister Allegri ha studiato benissimo il match, è stato bravo a darci le giuste indicazioni. Dal canto nostro noi abbiamo avuto la bravura di interpretare la sfida con l’umiltà, l’impegno, la consapevolezza e la faccia tosta di chi vuole dire “ci siamo anche noi” e costruirsi un importante futuro». E ancora: «Rispetto ad altre squadre, la Juve per avere questi successi deve “sbattersi” di più, ma alla fine quando vinci forse sei ancora più soddisfatto». A quale di quelle in cui ha giocato Gigi somiglia, questa Juve? «A nessuna, sia come uomini che tatticamente: questa squadra è il frutto di un’intuizione prodigiosa di Allegri, che la ha ridisegnata»

      Questione di momenti

      Inevitabile chiedere a SuperGigi quale delle sue due clamorose di ieri sera elegga a sua preferita: «La prima, quella su Iniesta. Un intervento molto difficile, una parata di tempismo, istinto e lettura dei momenti. In questi casi, è come se fra chi tira e chi para sia in corso una danza, nella quale devi scegliere l’attimo giusto. Comunque, come dico sempre, questo è il tipo di parate che devi fare se vuoi essere all’altezza della squadra in cui giochi e mantenere una reputazione importante».

      E il futuro…

      «Quanto al mio personale, non mi cruccio. Penso a mantenere le mie caratteristiche, a lavorare e a continuare a dare una mano per costruire un futuro importante». 

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