Juventus
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      01.11.2017 08:00 - in: Altro S

      La Juve del Dottore

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      Un Presidente giovane e illuminato: Umberto Agnelli, tre stelle in campo e la prima sul petto

      Un giro di orologio, in cui le ore sono decenni, ci accompagna attraverso una storia unica, nata per gioco, su una panchina, tanto tempo fa...

      LA SETTIMA ORA (1957-1966)

      A quei tempi i ragazzini giravano coi temperini in tasca e, statene certi, a più di qualcuno sarà venuta l’idea di incidermi una stella nel legno. L’avrei accettata con orgoglio.

      Lo scudetto 57/58 fu vinto dalla Juve. Vi dice nulla, ragazzi? Era il decimo. E Umberto ebbe un’intuizione folgorante: regalare una stella indelebile per celebrare il traguardo. Non siate impazienti e non chiedetemi quante ne abbiamo oggi. Ve lo dirò. Vi basti sapere che Gianni si era regalato una divertente sfida: vedere se la Juve sarebbe stata capace di conquistare la terza prima che gli avversari arrivassero alla seconda. Vi do un indizio: era uno che ci prendeva.

      Vale la pena ricordare che Giampiero Boniperti ancora giocava. E lo faceva con due bei tipi: un mastodonte gallese di nome John Charles e una di quelle trasgressioni calcistiche che accendevano il gusto estetico di Gianni: Omar Sivori, “più che un giocatore di calcio, un vizio”.

      Fu un Trio Magico. Sivori vinse, primo italiano di sempre, il Pallone d’oro. Charles fu capocannoniere. Ma io vi consiglio di segnarvi il nome di Giampiero Boniperti. Uno di famiglia.  

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