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      13.04.2018 16:30 - in: Serie A S

      Khedira: «Ora pensiamo alla Samp»

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      «Siamo orgogliosi di quanto fatto a Madrid, anche se siamo rimasti a mani vuote. Il rigore? Si deve essere sicuri al 100% per darlo e l'arbitro non lo era. Ora concentriamoci sul campionato»

      Uscire dalla Champions dopo aver giocato una partita perfetta ed essere riusciti a ribaltare il 3-0 patito a Torino fa male. Ma è arrivato il momento di lasciarsi alle spalle la delusione di mercoledì e rituffarsi sul campionato. Questo il messaggio che Sami Khedira manda dai microfoni di Sky Sport e Mediaset: «Giocare al Bernabeu e rimontare è quasi impossibile, l'abbiamo fatto per 90 minuti, ma a volte le partite durano di più – sottolinea il tedesco - A fine gara eravamo tristi e anche oggi è dura, dopo quella partita fantastica, che nessuno si aspettava, in cui abbiamo mostrato di essere una delle migliori squadre d'Europa. Questo è il calcio però e dobbiamo accettarlo e congratularci con il Real, che è una grande squadra. Siamo orgogliosi di quanto fatto, anche se siamo rimasti a mani vuote. Piangerci sopra e cercare scuse non serve, ora dobbiamo guardare avanti e concentrarci sullo scudetto e la Coppa Italia che sono due grandi obiettivi».

      IL RIGORE

      Khedira torna quindi sull'episodio del rigore che ha deciso la qualificazione: «Penso che sia una situazione in cui si può dare il rigore, ma non bisogna farlo. Nella mia opinione, all'ultimo minuto, devi essere sicuro al 100% che ci sia un fallo. Avrò rivisto le immagini 20 volte e guardando l'arbitro non era sicuro, aspetta due o tre secondi e poi decide per il rigore. E per concederne uno all'ultimo minuto di una partita così importante non devi avere dubbi. Non era un rigore così chiaro e per questo a fine partita eravamo tutti arrabbiati, ma è normale e se non lo fossimo stati dovremmo smettere con il calcio. Il VAR? Se devo essere onesto a inizio stagione non ne ero entusiasta, perché era nuovo e interrompeva il gioco per troppo tempo, ma ora sta migliorando e può aiutare il calcio a essere più giusto».

      CONCENTRATI SULLA SAMP

      L'amarezza per l'eliminazione va lasciata alle spalle, perché questa stagione può e deve essere comunque grandiosa: «È nei momenti difficile che si vede se una squadra è grande ed è composta da grandi giocatori -ribadisce il centrocampista tedesco - Nei primi due giorni si può essere feriti, ma dal terzo si deve guardare avanti e ritrovare la concentrazione, perché la stagione non è finita. Possiamo fare qualcosa di speciale, perché mai nessuno ha vinto sette scudetti e quattro Coppe consecutive Italia. Ora ci aspetta la Sampdoria, contro cui è arrivata l'ultima sconfitta in campionato, e speriamo sia stata anche l'ultima della stagione. Non sarà semplice, perché veniamo da un quarto di finale di Champions molto duro e giochiamo contro un'ottima squadra e poi c'è il Crotone: abbiamo visto già con il Benevento quanto sia difficile giocare contro squadre che combattono per la salvezza. In questo momento queste due partite sono più importanti di quella con il Napoli. Poi certo, quella sarà una grande partita per tutti gli amanti del calcio. Giocheremo a casa nostra, con i nostri tifosi che ci daranno un grande supporto».


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