Juventus
    22.02.2018 16:01 - in: Serie A S

    «Sono pronto». Parola di Benedikt

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    Il difensore tedesco, in esclusiva su Juventus Tv: «Lavoriamo per raggiungere i nostri obiettivi: Juve-Napoli sarà una partita decisiva»

    E' un Benedikt Höwedes davvero a 360 gradi, quello che si racconta nell'intervista esclusiva a Juventus Tv, che andrà in onda a partire dalle alle 18.45 e che è stata trasmessa in diretta per il pubblico estero dal nostro canale Facebook internazionale.

    Ecco le risposte del nostro difensore, che ha raccontato il suo rientro e svelato non poche curiosità.

    Ciao Benedikt, e bentornato. Come stai? Sei pronto per tornare in campo?

    «Dopo più di due mesi e mezzo sono pronto a tornare in campo, e sono molto felice di essere di nuovo al lavoro con la squadra. Mi sono allenato con il gruppo negli ultimi 10 giorni e sono in forma».

    Sei in Italia da sei mesi: come ti trovi a Torino, e quali differenze hai notato rispetto alla vita in Germania?

    «Torino, e il modo di vivere dei torinesi, mi piacciono molto. La città è vicina alle montagne, il panorama che vedo ogni volta che esco di casa è fantastico: inoltre c’è spesso il sole, e questa è una grande differenza rispetto alla mia città natale.

    Parlando di calcio, invece, è difficile fare un parallelo fra Italia e Germania: là il Bayern Monaco è seguito a distanza da molte squadre, tutte molto vicine fra loro in classifica. Non c’è una situazione come quella che abbiamo quest’anno in Italia, con Juventus e Napoli quasi appaiate in testa».

    Alla Juventus ci sono alcuni giocatori che parlano tedesco: di cosa chiacchierate, quando siete insieme?

    «Quando sono arrivato, mi ha aiutato molto avere compagni di squadra che conoscessero il tedesco, come Khedira, Lichtsteiner, Pjanic e Mandzukic: quando siamo insieme parliamo di cose normali, come calcio, tempo libero, ristoranti…»

    Stai prendendo lezioni di italiano, e sappiamo che ti piace molto. La nostra lingua potrebbe diventare la tua preferita?

    «È possibile! Ci vuole un po’ di tempo per imparare a parlare fluentemente l’italiano, ma quando lo ascolti, ti colpisce la sua musicalità. Mi piacerebbe conoscere meglio questa lingua, e magari a fine stagione fare un’intervista in italiano… A dire il vero avrei potuto provarci anche adesso, ma ci sono ancora troppi vocaboli che non conosco».

    Hai debuttato in maglia bianconera contro il Crotone: come ti sei sentito a giocare davanti ai tuoi tifosi?

    «Ricordo una grande giornata: abbiamo vinto 3-0, giocando una bella partita. I tifosi erano contenti e per me è stato fantastico scendere in campo davanti a loro, nel nostro stadio. Ricordo che fu un buon debutto, ma adesso spero di fare sempre meglio».

    In quella partita, la difesa era a tre, adesso giocate con il reparto arretrato a quattro: cosa cambia, per te?

    «Non fa molta differenza per me difendere a tre, a quattro o anche a cinque, perché posso giocare con tutti i sistemi di gioco, sia al centro che a destra, e fare quello che mi chiede l’allenatore».

    Che rapporto hai con Allegri?

    «Buono. Purtroppo, essendomi infortunato non ho potuto allenarmi molto, ma Allegri è un’ottima persona e un grande tecnico, che ha ottenuto tanti successi negli ultimi anni con la Juve». 

    Per la prima volta da un po’ di tempo avete un’intera settimana per prepararvi al match di domenica: quanto è utile questo tempo?

    «Molto, perchè è necessario riposare, per recuperare energie, trascorrere tempo con le proprie famiglie.

    Io mi sono allenato sia lunedì che martedì, perché sono stato fuori a lungo, ma sono sicuro che due giorni di riposo siano serviti moltissimo ai miei compagni. Ora siamo tutti concentrati verso l’Atalanta».

    La Juve e il Napoli sono molto vicine in classifica, e proprio ieri Pjanic ha detto che sarà decisivo lo scontro diretto a Torino. Sei d’accordo?

    «Senz’altro: il Napoli sta vivendo un’annata fantastica, e la sfida contro di loro sarà vicina alla fine del campionato. Per questo motivo quella partita sarà sicuramente la più importante, e potrebbe decidere il vincitore dello Scudetto». 

    Che obiettivi ti sei prefissato, a tre mesi dalla fine della stagione?

    «Quando sono arrivato a Torino volevo giocare tante partite: purtroppo non è andata così finora. Mi sono infortunato due volte, ma lo staff della Juventus mi ha aiutato molto a integrarmi nel gruppo. Questa è una cosa molto importante, per me: mi piace essere qui, è un’esperienza fantastica e vorrei vincere sia il Campionato che la Champions League. Abbiamo questi obiettivi davanti a noi e lavoriamo ogni giorno per raggiungerli».

    Fra una settimana, “non” sarà il tuo compleanno, perché sei nato il 29 febbraio. Quando festeggerai?

    «Mia mamma ha fatto un buon lavoro! Festeggerò il 1 marzo, perché mi è sempre detto che non si celebra prima…»

     

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