Juventus
    05.02.2018 15:00 - in: Serie A S

    Juve-Sassuolo, game review

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    Tre tipologie di gol, segnate ieri. Tutte da rivedere

    Una Juventus inarrestabile travolge il Sassuolo all'Allianz Stadium. Un risultato roboante che testimonia l'ottimo periodo di forma atletica della squadra, e la concentrazione tenuta alta per tutti i novanta minuti sia in fase di possesso che di difesa. Sette gol raggruppabili in tre diverse categorie.

    1. I GOL DA CALCIO D'ANGOLO

    I primi due gol nascono da calcio d'angolo. Pur nella diversa dinamica nello sviluppo dell'azione che porta al tiro Alex Sandro nel primo caso e Sami Khedira nel secondo, ci sono diversi elementi che accomunano le due situazioni. Pjanic si occupa della battuta, la sua capacità di calcio da fermo e la sua precisione sono ben note, ma se sul primo gol tocca corto per Bernardeschi, in occasione della rete del tedesco è il bosniaco a centrare direttamente in area di rigore.

    Bernardeschi è il giocatore deputato, sia che si batta l'angolo dalla sinistra che dalla destra, a suggerire il tocco corto per Pjanic. In area si posizionano 6 giocatori: Alex Sandro, Rugani, Mandzukic, Khedira, Chiellini e, come sempre, sul secondo palo Gonzalo Higuain. Fuori dall'area all'altezza della lunetta, per impedire possibili ripartenze avversarie ma anche per raccogliere eventuali respinte e concludere in porta (vedasi gol contro il Crotone) Mattia De Sciglio. Infine in entrambi i casi Alex Sandro attacca il primo palo ed in entrambi i casi arriva prima sul pallone. Se contro il Torino la sua deviazione è stata vincente segnando direttamente di testa, quelle contro il Sassuolo sono state comunque importanti per spiazzare la difesa avversaria.

    2. I GOL CON AZIONI IN PROFONDITA'

    In questa categoria rientrano il secondo gol Khedira e gli ultimi due della tripletta di Higuain. Il gol del 3 a 0 vede il Pipita giostrare come fa sempre più spesso tra le linee venendo incontro alla palla e svolgendo il compito di regista avanzato. Khedira attacca subito la profondità andando a coprire proprio lo spazio lasciato da Higuain e sfruttando la difesa alta del Sassuolo. Sul rimpallo a metacampo Pjanic è il più veloce e reattivo ad arrivare sulla palla (a dimostrazione della forma fisica della squadra) e con gran classe tocca di prima per il tedesco lanciato  verso la porta avversaria e partito in posizione nattamente regolare. Davanti a Consigli, Sami dimostra tutta la sua freddezza e non sbaglia.

    Il secondo gol dell'argentino rientra nella casistica dei più semplici e classici gol in profondità. Ancora una volta (costante di tutta la gara) il Sassuolo difende molto alto cercando di mettere in fuorigioco i bianconeri. Gonzalo scatta in profondità senza finire al di là della linea difensiva prima che Claudio Marchisio dalla propria metacampo, con grande precisione, lasci partire il suo lungo lancio. Il principino, quando gioca assieme a Miralem Pjanic, occupa la posizione di interno, ma la sua abilità nella costruzione del gioco garantiscono alla Juventus anche la soluzione del doppio playmaker. Sul suo lancio, sontuoso lo stop in corsa di Higuain, poi, per lui, diventa tutto facile.

    Nell'ultimo gol della gara, l'attaccante bianconero, parte ancora una volta da posizione arretrata, non dando punti di riferimento agli avversari. Con caparbietà vince un contrasto e serve Marchisio, buttandosi poi in area di rigore. Detta il passaggio a Bernardeschi scattando in profondità senza finire in fuorigioco. Tocco sotto e Consigli battutto per la settima volta. Il suo scatto parte però già dentro l'area di rigore (quindi con molto meno spazio alle spalle della difesa avversaria per arrivare alla conclusione come nei due casi prima descritti), quindi l'abilità e la qualità tecnica di Higuain, nel riuscire a superare il portiere avversario in uscita calciando da posizione defilata, sono un altro elemento imprescindibile per arrivare al gol. D'altronde Gonzalo non è certo nuovo a questo tipo di conclusioni: per rimanere solo nella stagione in corso basta ricordare l'importante rete del pareggio siglata a Lisbona contro lo Sporting.

    3. PJANIC E PIPITA NO.1

    Infine i gol forse più spettacolari per la qualità della conclusione dei due giocatori: la rete di Pjanic e la prima di Higuain. Gol che hanno come sempre una preparazione precisa, ma che vedono nell'atto finale, il tiro, il loro elemento di maggior spettacolarità. Nel primo caso Marhisio serve in area Khedira, i due interni del 4 3 3 di Allegri sfruttano sempre al massimo gli spazi liberati dagli attaccanti. Khedira e Lemos arrivano insieme sulla palla che giunge a Miralem Pjanic appostato poco fuori dell'area di rigore. Coordinazione, precisione e potenza tre elementi che rendono la conclusione assolutamente imparababile.

    Sul gol di Higuain azione bianconera che parte dalla difesa. Chiellini verticalizza per Marchisio, Marchisio per Bernardeschi: con due passaggi si è già raggiunta la trequarti avversaria. Quando la palla giunge sui piedi del Pipita sono ben 5 i giocatori della Juventus all'altezza dell'area del Sassuolo. Higuain stoppa la sfera e si gira caricando il destro con precisione e potenza. Non guarda neanche il portiere avversario: come i più grandi bomber "sente" dove è la porta.

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