Juventus
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      04.03.2018 17:00 - in: Champions League S

      Quando la qualificazione arriva in trasferta

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      Dalla stagione 1972/1973 la Juventus ha “annullato” per sei volte su sette un pareggio casalingo all’andata

      Mercoledì a Wembley la Juventus è obbligata a disputare un grande match, e a cercare la vittoria. Per la precisione, per la qualificazione andrebbe bene anche un pareggio, mettendo però a segno almeno 3 gol, mentre ovviamente con il 2-2 si va ai supplementari.

      Una rimonta, quella subita all’Allianz Stadium, che quindi impone alla Signora di scendere in campo per cercare il successo: una situazione verificatasi sette volte negli ultimi decenni, e la notizia positiva è che in sei di queste situazioni i bianconeri hanno passato il turno. 

      Vero, il precedente più recente, quello della doppia sfida con il Bayern Monaco due anni fa, è proprio l’unico che non sorride alla Juve (che, ricordiamolo, ha sfiorato comunque la qualificazione con un grandissimo match all’Allianz Arena in Baviera), ma nelle altre occasioni i bianconeri hanno saputo andare avanti partendo non da una situazione di vantaggio.

      1972/73: UJPEST DOSZA

      E’ proprio un 2-2 fuori casa a qualificare la Juventus nell’edizione 1973 della Coppa dei Campioni. Si giocano i quarti di finale, la squadra ungherese ha strappato un pareggio per 0-0 all’andata al Comunale di Torino. Non solo: l’Ujpest passa in (doppio vantaggio), grazie alle reti di Bene dopo solo 1 minuto e Toth al 13’. La Juve, dopo un quarto d’ora da incubo, non si scompone, rientra prepotentemente in gioco e raddrizza partita e qualificazione, grazie ai gol di Altafini alla mezz’ora e Anastasi al 56’.

      1994/1995: BORUSSIA DORTMUND

      La Juve scende in campo al WestfalenStadion per conquistare la Finale di Coppa UEFA. All’andata, in un’inedita semifinale a San Siro, i bianconeri hanno pareggiato 2-2, rincorrendo i tedeschi e acciuffandoli per 2 volte, con Baggio prima e con Kohler proprio a fine partita. In Germania la Juve sale in cattedra, passa con Porrini dopo 6 minuti, e raggiunta da Julio Cesar al nono giro di lancette, passa il turno grazie a una vera e propria perla di Roberto Baggio alla mezz’ora.

      1997/1998: DINAMO KIEV

      Quarti di finale dell’edizione della Champions League 1997/1998. La doppia sfida contro la Dinamo Kiev non parte bene per la Juve, che al 56’ della gara di andata al “Delle Alpi” subisce la rete di Gusin. Pareggia Inzaghi al 70’, ma è al ritorno in Ucraina che la Juve dilaga: tripletta di Inzaghi (28’, 65’ e 73’) e gol di Del Piero all’88. In mezzo l’illusorio pareggio di Rebrov al 53’.

      2002/2003: BARCELLONA

      Altra sfida epica, quella del 2003 contro i catalani. All’andata (siamo nei quarti di finale della competizione) la Juve passa allo Stadio “Delle Alpi” con Montero al 16’ e viene raggiunta da Saviola al 78’. Schema simile al ritorno al “Camp Nou”, con i bianconeri a sbloccare la gara con Pavel Nedved al 53’, pareggio blaugrana di Xavi al 66’ e conseguenti supplementari. A sei minuti dai rigori, al 114’, una zampata di Zalayeta che anticipa tutti su cross di Birindelli da destra, manda la Juve in semifinale e i tifosi bianconeri in delirio.

      2004/2005: DJURGARDEN

      Questa volta il recupero dopo un pareggio dell’andata arriva ai preliminari di Champions League. A Torino, il 10 agosto 2004, gli svedesi del Djurgarden passano due volte in 5 minuti, a fine primo tempo con Johansson e a inizio ripresa con Hysen. La Juve la riequilibra in nove minuti con Trezeguet prima e con Emerson poi al 50’ e al 59, e poi dilagano al ritorno. A Stoccolma la sblocca Del Piero al 10’, pareggia inizialmente Arneng, ma Nedved e due volte Trezeguet assicurano l’accesso alla fase a gironi per la Signora.

      2013/2014: FIORENTINA

      Questa volta si parla di Europa League. Ottavi di Finale tutti italiani fra Juve e Fiorentina: a Torino all’iniziale rete di Vidal risponde la squadra viola con Mario Gomez. Al “Franchi” serve una vittoria, e arriva grazie alla magia di Pirlo, al minuto 71.

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